VECCHIO MAGAZZINO DOGANALE

AMARO "MADAME MILU" - VECCHIO MAGAZZINO DOGANALE

Precio normal €53,00

Abbinamenti, Ottimo come fine pasto o per la preparazione di cocktail.
Alcol, 45%
Annata, Sans Année
Denominazione,
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.70 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Calabria (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni,

CURIOSITÁ:

Liquore, altamente digestivo, innovativo ed unico nel suo genere che ripercorre e racchiude le alchimie dello stile italiano di produzione dei liquori dall’800 ad oggi. La camomilla, la menta, la maggiorana ancora oggi raccolte a mano e lavorate in infusioni separate e da fresco. La melissa, i semi di finocchio e l’assenzio lavorati in distillazione insieme ad una composizione segreta di erbe officinali, su tutte la spaccapietra. La parte resinosa, inizialmente veniva ricavata dalle pigne della Sila.

Vecchio Magazzino Doganale

Vecchio Magazzino Doganale è il progetto creato in Calabria da Ivano Trombino, una delle figure che negli ultimi anni hanno maggiormente contribuito a riportare l’amaro italiano verso una dimensione agricola, territoriale e contemporanea. L’azienda nasce nella sua forma moderna nel 2016 a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, ma il nome recupera una storia familiare molto più antica: il Vecchio Magazzino Doganale esisteva realmente già intorno al 1850 ed era gestito da Giocondo Trombino, antenato di Ivano, come attività legata soprattutto al commercio di cereali, sementi, prodotti agricoli e strumenti per il lavoro nei campi. La riscoperta di questa vicenda avviene quando Ivano, cercando di ricostruire la storia del nonno Egidio emigrato in Sud America, entra in contatto con una parte della famiglia rimasta oltreoceano e recupera racconti e documenti relativi al vecchio Magazzino. Da questo materiale nasce l’universo narrativo che ancora oggi accompagna le bottiglie: Jefferson, Roger, Gil e gli altri personaggi legati al Magazzino diventano protagonisti di una storia ambientata nella Calabria di fine Ottocento. Lo stesso Trombino ha però chiarito un punto fondamentale: le ricette attuali non sono antiche formule ritrovate in qualche taccuino, ma creazioni contemporanee sviluppate attraverso lo studio delle botaniche e della liquoristica moderna. È proprio questa distinzione a rendere particolarmente interessante il progetto: il passato costruisce l’immaginario, mentre la Calabria reale costruisce il prodotto. Ivano lavora infatti come un vero ricercatore botanico e nel corso degli anni ha selezionato circa 38 botaniche, in gran parte coltivate direttamente o raccolte spontaneamente sul territorio, creando una vera banca di infusioni separate. Le materie prime vengono lavorate fresche e individualmente, rispettandone stagionalità e caratteristiche aromatiche, prima di essere assemblate nelle differenti ricette. La geografia degli ingredienti attraversa praticamente tutta la Calabria: limoni IGP di Rocca Imperiale, arance dolci e amare provenienti anche dal giardino familiare di Bisignano, bergamotti dell’area di Pellaro, origano di Palombara, rosmarino di Bisignano, cedri, ginepro e numerose altre erbe, radici e agrumi. La raccolta segue il ciclo naturale delle piante e le botaniche vengono lavorate attraverso infusioni idroalcoliche separate, utilizzando gradazioni e tempi differenti secondo la materia prima; il processo complessivo può estendersi per molti mesi proprio perché non tutte le piante raggiungono il momento ideale contemporaneamente. Anche la filtrazione conserva un carattere volutamente artigianale e viene effettuata grossolanamente attraverso panni di lino, evitando di impoverire eccessivamente la componente aromatica degli infusi. Jefferson Amaro Importante è la bottiglia che ha trasformato Vecchio Magazzino Doganale in un nome conosciuto ben oltre i confini calabresi: costruito intorno alla complessità degli agrumi e delle botaniche regionali, nasce con l’intenzione dichiarata di superare l’idea dell’amaro semplicemente digestivo e trasformarlo in un prodotto da meditazione, da gastronomia e da miscelazione di alto livello. Nel 2018 Jefferson ottiene un importante riconoscimento internazionale ai World Liqueur Awards, contribuendo definitivamente alla crescita del progetto. Attorno a Jefferson si sviluppa progressivamente un vero universo di prodotti, ognuno associato a un personaggio e a una differente interpretazione botanica. Roger porta la componente amaricante verso un registro più intenso e austero; Gil trasferisce la stessa filosofia nel mondo del gin, utilizzando botaniche calabresi come ginepro e agrumi; Madame Milù lavora su un profilo aromatico più morbido e speziato; Frack sviluppa ulteriormente il concetto di amaro contemporaneo, mentre le diverse espressioni nate negli anni ampliano il progetto verso bitter, liquori, gin e interpretazioni sempre differenti delle materie prime regionali. Il filo conduttore rimane però sempre lo stesso: partire dalla biodiversità della Calabria e non da aromi standardizzati, accettando persino che la stessa botanica possa presentare caratteristiche differenti da una vendemmia o raccolta all’altra. Vecchio Magazzino Doganale rappresenta così qualcosa di più di un semplice produttore di amari. Ivano Trombino ha recuperato un'attività familiare ottocentesca che originariamente commerciava prodotti agricoli e l’ha trasformata in un progetto contemporaneo capace di raccontare la Calabria attraverso agrumi, erbe, radici e spezie. La forza dell’azienda non risiede quindi in una presunta ricetta segreta del passato, ma nella costruzione di una filiera botanica estremamente precisa e nel lavoro separato delle singole materie prime. Jefferson, Roger, Gil e gli altri personaggi costituiscono l’immaginario attraverso cui questa storia viene raccontata, mentre bergamotto, arancia amara, limone, ginepro, origano, rosmarino e le numerose botaniche raccolte e coltivate sul territorio ne rappresentano la parte concreta. È proprio l’incontro tra questi due mondi – il racconto di un antico Magazzino e una ricerca botanica assolutamente contemporanea – ad aver reso Vecchio Magazzino Doganale una delle realtà più riconoscibili della nuova liquoristica italiana, profondamente calabrese nell’origine ma capace di trasformare l’amaro in un prodotto moderno, gastronomico e internazionale.