GRAPPA PAGLIERINA "DELLA DONNA SELVATICA CHE SCAVALICA LE COLLINE A UNA A UNA" IN ASTUCCIO - DISTILLERIA LEVI SERAFINO
Abbinamenti, La Grappa Paglierina della Donna Selvatica nasce soprattutto come distillato da fine pasto e da meditazione, da bere lentamente piuttosto che accompagnare necessariamente a una preparazione. È però molto interessante con cioccolato fondente, gianduiotti e praline alla nocciola, dove le note di liquirizia, legno e spezie trovano una naturale continuità aromatica. Funziona altrettanto bene con la pasticceria secca piemontese, soprattutto paste di meliga, brutti e buoni e torta di nocciole delle Langhe, mentre la sua struttura permette anche l'accostamento con formaggi stagionati. Uno degli abbinamenti più semplici rimane però quello con il caffè espresso a fine pasto, lasciando la grappa separata e alternando i due assaggi.
Alcol, 45%
Annata, Sans Année
Denominazione, Grappa
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.70 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 18/20°
Vitigni, Vinacce
NOTE SENSORIALI:
La Grappa Paglierina della Donna Selvatica è una delle espressioni più classiche dello stile della Distilleria Romano Levi di Neive, un distillato nel quale la forza delle vinacce delle Langhe viene progressivamente addomesticata dal lungo riposo in legno. Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino luminoso e trasparente, decisamente più delicato rispetto alle versioni ambrate della distilleria. Il naso è intenso ma composto, inizialmente giocato su erbe aromatiche, vinaccia e leggere sensazioni floreali, alle quali si aggiungono progressivamente liquirizia, spezie, frutta secca e delicate sfumature di legno. In bocca è secca, calda e strutturata, con i suoi 45% vol. ben sostenuti dalla morbidezza acquisita durante l'affinamento. La componente erbacea ritorna nella parte centrale del sorso insieme a sensazioni speziate e balsamiche, mentre il legno accompagna senza coprire il carattere originario della vinaccia. Il finale è lungo e persistente, dominato soprattutto dalla liquirizia e da leggere sensazioni tostate. È una grappa importante ma non aggressiva, capace di conservare il carattere rustico e autentico della distillazione tradizionale trasformandolo, attraverso il tempo, in equilibrio e complessità.
CURIOSITÁ:
La Paglierina nasce da vinacce di Nebbiolo da Barbaresco, Dolcetto d'Alba e Barbera d'Alba provenienti da vigneti DOC e DOCG di storici produttori di Neive, Barbaresco, Trezzo Tinella, Treiso e Alba. Le vinacce fresche vengono lavorate localmente e assemblate seguendo un'antica ricetta di Serafino Levi, padre di Romano e fondatore nel 1925 della distilleria di Neive. Uno degli aspetti più particolari del metodo Levi è la tradizionale “concia”: le vinacce vengono pressate e conservate in fosse sotterranee, dove sviluppano naturalmente parte della loro complessità aromatica prima della distillazione. Ancora più straordinario è l'impianto utilizzato: un alambicco discontinuo in rame a fuoco diretto, ancora oggi mantenuto in funzione, seguito dalla distillazione frazionata della flemma attraverso una colonna di rame a sette piatti. La Paglierina matura poi per almeno quattro anni nelle caratteristiche botti piemontesi da circa 700 litri realizzate con differenti essenze di legno. Ma parlare di Levi significa inevitabilmente parlare anche di Romano, il leggendario “grappaiolo angelico” che per decenni distillò a Neive e trasformò le proprie bottiglie in opere d'arte attraverso etichette disegnate a mano. La sua celebre Donna Selvatica, figura libera e poetica che attraversa le colline delle Langhe, è diventata il simbolo della distilleria; le etichette odierne riprendono proprio i suoi disegni originali, mantenendo vivo un immaginario ormai inseparabile dalla storia della grappa italiana.
Distilleria Levi Serafino +
La Distilleria Levi Serafino è una delle realtà più affascinanti e irripetibili della storia della grappa italiana, indissolubilmente legata alla figura di Romano Levi e al piccolo paese di Neive, nel cuore delle Langhe. La distilleria viene fondata nel 1925 da Serafino Levi, originario della Val d’Aosta e appartenente a una famiglia di distillatori itineranti, che sceglie Neive come luogo in cui stabilire definitivamente la propria attività. Alla morte prematura di Serafino, avvenuta nel 1933, la distilleria passa nelle mani dei figli Romano e Lidia, ancora giovanissimi: Romano aveva appena diciassette anni e sarebbe diventato nel corso dei decenni una delle figure più singolari e riconoscibili del mondo della distillazione italiana. Mentre Lidia si occupava soprattutto della selezione e della preparazione delle erbe utilizzate per aromatizzare alcune grappe, Romano seguiva personalmente l’alambicco, mantenendo praticamente immutato il metodo di produzione ricevuto dal padre. Il cuore della distilleria è ancora oggi il suo storico alambicco discontinuo in rame a fuoco diretto, uno degli ultimi esempi di questo genere rimasti operativi. Le vinacce fresche provenienti soprattutto dai grandi vitigni piemontesi vengono introdotte nella caldaia e riscaldate direttamente attraverso la fiamma, secondo un procedimento molto più complesso da controllare rispetto ai moderni sistemi a vapore. Era Romano stesso a governare il fuoco, seguendo ogni distillazione attraverso esperienza, sensibilità e osservazione, senza affidarsi a sistemi automatizzati. Questa tecnica, lenta e artigianale, permette di estrarre dalle vinacce distillati particolarmente ricchi di materia, profumi e carattere. Una parte fondamentale della produzione è naturalmente legata alle vinacce di Nebbiolo provenienti da Barolo e Barbaresco, affiancate da quelle di Barbera, Dolcetto, Moscato e degli altri vitigni tradizionali delle Langhe. Dopo la distillazione le grappe vengono lasciate riposare e, secondo la tipologia, possono affinare in legni differenti, tra cui acacia e altre essenze, oppure essere imbottigliate mantenendo maggiore immediatezza e trasparenza aromatica. Ma parlare della Distilleria Levi soltanto attraverso la tecnica significherebbe raccontarne appena una parte. Romano Levi trasformò infatti ogni bottiglia in un oggetto unico attraverso le celebri etichette disegnate e scritte a mano. Con matite, pennarelli e colori creava figure, frasi e poesie differenti, rendendo praticamente irripetibile ogni esemplare. Il soggetto più famoso è la “Donna Selvatica”, figura femminile libera e misteriosa che attraversa centinaia di etichette accompagnata dalla celebre definizione “che scavalica le colline”, diventando il simbolo stesso dell’universo poetico di Romano. Accanto a lei comparivano paesaggi, fiori, animali, uomini, pensieri e brevi racconti, spesso realizzati direttamente sulle bottiglie destinate ad amici, clienti e appassionati. Quelle etichette, inizialmente nate spontaneamente e senza alcuna intenzione commerciale, sono diventate nel tempo autentici oggetti da collezione e hanno contribuito a portare il nome di Romano Levi ben oltre il mondo della grappa. Luigi Veronelli fu tra coloro che compresero maggiormente l’unicità del personaggio e contribuì a far conoscere quello che sarebbe stato definito il “grappaiolo angelico”, trasformando la piccola distilleria di Neive in una meta per appassionati, artisti e uomini di cultura provenienti da tutto il mondo. Romano continuò a distillare praticamente nello stesso modo per tutta la vita, fino alla sua scomparsa nel 2008. La sua morte avrebbe potuto segnare la fine di un'esperienza impossibile da replicare, ma la distilleria è stata preservata mantenendo lo storico alambicco e il metodo tradizionale a fuoco diretto. Oggi la produzione continua nel rispetto dell’eredità di Serafino, Romano e Lidia, utilizzando vinacce fresche provenienti dalle Langhe e mantenendo una lavorazione volutamente lenta e artigianale. La gamma comprende grappe giovani e affinate, selezioni ottenute da vinacce di Barolo, Barbaresco e altri grandi vini piemontesi, oltre alle versioni aromatizzate con erbe secondo una tradizione che richiama direttamente il lavoro di Lidia Levi. Le bottiglie contemporanee conservano inoltre l’universo grafico e poetico creato da Romano, mantenendo vivo il legame con le sue celebri Donne Selvatiche. La Distilleria Levi Serafino rappresenta così qualcosa di molto diverso da una semplice azienda produttrice di grappa: è un frammento della cultura contadina delle Langhe sopravvissuto alla modernizzazione della distillazione. L’alambicco in rame a fuoco diretto, le vinacce di Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Moscato, gli affinamenti e le erbe raccontano la parte produttiva; le etichette disegnate a mano, le poesie e le Donne Selvatiche raccontano invece l’universo umano che ha reso Romano Levi irripetibile. Dal 1925, nella stessa distilleria di Neive, il fuoco continua così a trasformare le vinacce delle Langhe in grappa, custodendo una storia nella quale artigianato, territorio e arte sono diventati impossibili da separare.