FATTORIA SAN LORENZO

MARCHE BIANCO IGT "DI GINO" 2025 MAGNUM - FATTORIA SAN LORENZO

Precio normal €25,50 Precio rebajado€28,00ahorra €2,50

Abbinamenti, La freschezza, la sapidità e la naturale consistenza del Di Gino 2025 lo rendono estremamente versatile a tavola. È perfetto con antipasti di mare, alici, molluschi, crostacei, spaghetti alle vongole e risotti di pesce, ma possiede sufficiente materia per accompagnare anche pesci al forno o alla griglia. La vivace acidità lo rende particolarmente efficace con le fritture, sia di pesce sia di verdure, perché alleggerisce il palato e invita immediatamente al sorso successivo. Funziona molto bene anche con formaggi freschi, verdure, primi piatti delicati e persino con una semplice pizza margherita, dove freschezza e sapidità trovano un bel dialogo con pomodoro e mozzarella.
Alcol, 13,5%
Annata, 2025
Denominazione, Marche Bianco IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Verdicchio 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Di Gino 2025 è il volto più immediato del Verdicchio secondo Fattoria San Lorenzo, ma dietro una bevibilità quasi istintiva conserva tutta la personalità del lavoro di Natalino Crognaletti a Montecarotto. È un bianco essenziale nell’approccio, privo di sovrastrutture e costruito per lasciare parlare il vitigno, il territorio e il lungo contatto con i propri lieviti. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso. Il naso è fresco e nitido, con pera, mela, agrumi e fiori bianchi che si intrecciano a sfumature di acacia, erbe di campo e una sottile sensazione salina. Al palato mostra maggiore sostanza di quanto la sua immediatezza possa inizialmente suggerire: il sorso è fresco, scorrevole e ben equilibrato, sostenuto da una bella acidità e da una componente sapida che accompagna il vino fino alla chiusura. Il finale è pulito, agrumato e leggermente ammandorlato, con quella combinazione di freschezza e materia che rappresenta uno dei caratteri più riconoscibili del Verdicchio. Nel formato Magnum questa naturale vocazione alla tavola acquista ancora più fascino, rendendolo una bottiglia perfetta da condividere ma capace anche di affrontare un’interessante evoluzione.

CURIOSITÁ:

Il Di Gino 2025 nasce da 100% Verdicchio coltivato nei vigneti di Fattoria San Lorenzo a Montecarotto, nel territorio dei Castelli di Jesi. La famiglia Crognaletti è legata da generazioni alla viticoltura: il nonno di Natalino, Enrico, era bottaio, mentre il padre fu un esperto potatore e selezionatore di cloni; Natalino assume la guida dell’azienda nel 1995, sviluppando progressivamente una filosofia produttiva fortemente personale. Oggi la tenuta comprende circa 30 ettari di vigneti, situati a una trentina di chilometri dall’Adriatico e caratterizzati prevalentemente da terreni calcareo-argillosi. Le vigne sono condotte secondo principi biologici e biodinamici, evitando diserbi e prodotti di sintesi e privilegiando pratiche come sfalcio e sovescio. Per Di Gino le uve vengono raccolte manualmente e sottoposte a pressatura soffice; la fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti presenti naturalmente sulle uve e il vino rimane poi per circa 6 mesi sui propri lieviti. Il cemento è uno degli elementi centrali della lavorazione di questa etichetta e permette al Verdicchio di evolvere senza acquisire aromi provenienti dal legno. La prima annata di Di Gino risale al 1997 e da allora questa bottiglia è diventata una sorta di porta d’ingresso al mondo di Fattoria San Lorenzo: apparentemente il Verdicchio più semplice della gamma, ma prodotto con la stessa filosofia poco interventista riservata alle selezioni più importanti. Qui è proposto nel formato Magnum da 1,5 litri, particolarmente interessante per una maturazione più lenta e regolare del vino.

Fattoria San Lorenzo

Fattoria San Lorenzo è una delle realtà più rappresentative del Verdicchio contemporaneo e nasce a Montecarotto, nel cuore dei Castelli di Jesi, dalla storia agricola della famiglia Crognaletti. L’identità moderna della cantina prende forma nel 1995 con Natalino Crognaletti, terza generazione di una famiglia che aveva già costruito un rapporto profondo con vite e vino: il nonno Enrico era vignaiolo, vinificatore e bottaio, mentre il padre Gino era un esperto potatore e si dedicò a un importante lavoro di selezione delle piante di Verdicchio, patrimonio che Natalino avrebbe successivamente valorizzato nei propri vigneti.  Oggi Fattoria San Lorenzo lavora circa 24 ettari vitati e produce nell’ordine delle 80.000 bottiglie, con vigneti concentrati nell’area di Montecarotto e nelle colline circostanti, in un paesaggio caratterizzato da terreni prevalentemente argilloso-calcarei e dalla significativa influenza climatica dell’Adriatico. Il Verdicchio è il centro assoluto del progetto e viene interpretato non come un bianco da consumare necessariamente giovane, ma come una varietà capace di struttura, profondità e soprattutto di lunghissime evoluzioni. Il lavoro agricolo segue principi biologici e pratiche di ispirazione biodinamica, evitando la chimica di sintesi e privilegiando un rapporto diretto con la fertilità naturale del terreno; questa impostazione prosegue in cantina attraverso fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, interventi ridotti, aggiunte molto contenute di solforosa e lunghi affinamenti sulle fecce. Cemento, acciaio e vecchie botti vengono utilizzati come strumenti di affinamento senza ricercare un'impronta aromatica del contenitore, lasciando invece che siano vitigno, annata e tempo a determinare il carattere finale del vino. È proprio il tempo uno dei concetti fondamentali per comprendere Natalino Crognaletti: i suoi Verdicchio vengono spesso lasciati maturare a lungo prima dell’imbottigliamento e possiedono una capacità evolutiva che ha contribuito a modificare la percezione stessa della varietà. La gamma costruisce una sorta di progressione attraverso differenti interpretazioni del Verdicchio. Il Bianco di Gino è dedicato al padre e rappresenta l’espressione più immediata e quotidiana della filosofia aziendale; Le Oche nasce dalla Vigna delle Oche a Montecarotto e affronta un lungo affinamento sulle proprie fecce, mostrando maggiore struttura e profondità; Campo delle Oche porta ulteriormente avanti questa ricerca attraverso selezione, concentrazione e lunghi tempi di maturazione, mentre Il San Lorenzo rappresenta una delle interpretazioni più rare e ambiziose della cantina, prodotta nelle annate considerate particolarmente adatte a un'evoluzione prolungata. Accanto ai bianchi, Natalino lavora anche varietà rosse come Montepulciano, Sangiovese e Syrah, dando origine a vini come Rosso di Gino, Artù e Solleone, nei quali la stessa filosofia viene applicata attraverso fermentazioni spontanee, macerazioni importanti e affinamenti capaci di accompagnare la naturale struttura delle uve. Fattoria San Lorenzo rimane però indissolubilmente legata al Verdicchio e alla Vigna delle Oche, diventata nel tempo quasi un simbolo della proprietà. Dietro questi vini esiste una continuità familiare estremamente concreta: Enrico costruiva le botti, Gino selezionava e potava le migliori piante e Natalino ha raccolto entrambe le esperienze trasformandole in una propria visione del vino. Non si tratta di una ricerca della naturalità fine a se stessa, ma della volontà di ridurre progressivamente la distanza tra vigneto e bottiglia, lasciando che fermentazioni spontanee, lunghe soste sulle fecce e affinamenti pazienti restituiscano il carattere dell’annata e delle colline di Montecarotto. È proprio questa combinazione tra cultura contadina, vecchie selezioni di Verdicchio e una vinificazione volutamente poco interventista ad aver reso Fattoria San Lorenzo una delle firme più riconoscibili dei Castelli di Jesi: vini energici, profondi e spesso sorprendentemente longevi, attraverso i quali Natalino Crognaletti continua il lavoro iniziato dalle generazioni precedenti senza trasformarlo in nostalgia, ma utilizzandolo come base per una delle interpretazioni più personali del Verdicchio marchigiano.