LA DISTESA

MARCHE BIANCO IGT "TERRE SILVATE" 2025 - LA DISTESA

Precio normal €15,90 Precio rebajado€18,00ahorra €2,10

Abbinamenti, A tutto pasto, si abbina a zuppe di pesce e a ricchi secondi piatti di mare.
Alcol, 13%
Annata, 2025
Denominazione, Marche IGT
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Verdicchio 95%, Trebbiano 5%

NOTE SENSORIALI:

Si colora di un luminoso giallo paglierino ed esprime all'olfatto note delicate di fiori bianchi, erba appena tagliata, miele, mandorle e mela verde, e rivela un gusto fresco, succoso e sottile, di ampia sapidità e ottima persistenza, vino Biologico. 

CURIOSITÀ:

Il Marche Bianco IGT "Terre Silvate" de La Distesa, prodotto con prevalenza di uve verdicchio, senza uso di sostanze chimiche o di sintesi, affina per 6 mesi in cemento ed è imbottigliato senza solfiti aggiunti. Davvero delizioso, regala un sorso scorrevole e molto invitante e si rivela, fin da subito, un prodotto dall'ottimo rapporto qualità/prezzo.

La Distesa

La Distesa è l’azienda agricola di Corrado Dottori e Valeria Bochi a Cupramontana, nel cuore storico del Verdicchio dei Castelli di Jesi, ed è una delle realtà che meglio hanno interpretato il ritorno a una viticoltura artigianale, biologica e profondamente legata alla cultura contadina marchigiana. La storia dei terreni precede di molto la nascita dell’attuale cantina: la famiglia Dottori entra in possesso del podere e dell’edificio di San Michele nel 1935, mentre negli anni Ottanta vengono impiantate nuove parcelle e il vino viene ancora prodotto secondo una concezione essenzialmente contadina. Un primo passaggio fondamentale arriva nel 1996 con la nascita del San Michele, mentre nel 1997 viene aperta ufficialmente l’Azienda Agricola La Distesa di Dottori Corrado. Corrado vive però ancora lontano dalle Marche e la vera svolta personale arriva alla fine degli anni Novanta, quando decide insieme a Valeria di lasciare la vita precedente e trasferirsi definitivamente a Cupramontana per diventare vignaiolo; la vendemmia 1999 rappresenta simbolicamente l’inizio di questa nuova fase. Da allora La Distesa si sviluppa non come semplice cantina, ma come progetto agricolo e culturale nel quale vino, olivi, cereali, boschi, siepi e vegetazione spontanea convivono all’interno dello stesso ecosistema. Oggi l’azienda gestisce circa 24 ettari complessivi, dei quali circa 12 vitati e 2 destinati all’olivo, oltre a seminativi, ed è certificata biologica. I vigneti si trovano principalmente nel territorio di Cupramontana, intorno ai 300 metri di altitudine, e attraversano parcelle profondamente differenti: San Michele presenta alternanze di arenarie e argille ricche di calcare, Valle e Manciano sono caratterizzate dallo Schlier, costituito da marne argillose e calcaree, San Bartolomeo possiede terreni più sciolti e arenacei, mentre Forcone alterna argilla e arenaria. È una complessità geologica che deriva dall’origine marina dell’Appennino umbro-marchigiano e che Corrado considera fondamentale per comprendere la personalità dei vini. Il Verdicchio è naturalmente il grande protagonista, ma il patrimonio aziendale comprende anche Trebbiano, Malvasia, Montepulciano, Sangiovese, Vernaccia Nera e altre varietà che permettono di raccontare una viticoltura marchigiana molto più articolata della semplice monocultura. In vigna l’approccio è radicalmente orientato alla biodiversità: tra i filari vengono seminati favino, veccia, pisello, erba medica, senape e rafano insieme alle essenze spontanee; le viti non vengono cimate né defogliate sistematicamente, il sottofila viene gestito manualmente o attraverso lo schiacciamento della vegetazione, non vengono utilizzati concimi convenzionali e i trattamenti sono limitati principalmente a zolfo e piccole quantità di rame. Tisane di ortica ed equiseto, preparati biodinamici, compost aziendale e biostimolanti autoprodotti completano un metodo che Corrado definisce prima di tutto agricolo, più che enologico: l’obiettivo è mantenere il podere come un ecosistema vivente nel quale la vite non venga separata dal resto del paesaggio. Anche in cantina l’intervento è ridotto al minimo e il vino viene considerato soprattutto uno strumento per raccontare Cupramontana, le Marche e la cultura agricola che ha generato questo territorio. Terre Silvate costituisce una delle interpretazioni più immediate della produzione e riunisce Verdicchio, Trebbiano e Malvasia, mentre Gli Eremi rappresenta la lettura più profonda e ambiziosa del Verdicchio: una selezione costruita attraverso maturità differenti e pensata per dimostrare la capacità del vitigno di sviluppare struttura, complessità e longevità. La ricerca non si limita però ai bianchi. Le Derive nasce da un vigneto di quasi un ettaro piantato nel 2009 a San Michele con una densità di circa 6.000 ceppi per ettaro e allevamento ad alberello, un progetto nato dalla volontà di dimostrare che un territorio celebre soprattutto per il Verdicchio possa produrre anche rossi importanti; il vino viene affinato in vecchie barrique e commercializzato soltanto dopo diversi anni. Nur porta invece la sperimentazione verso un bianco mediterraneo macerato, torbido e senza solforosa aggiunta, ottenuto attraverso differenti biotipi di Trebbiano e Malvasia insieme ad altre varietà. Novantanove, il cui nome ricorda la prima vendemmia di Corrado, è ancora più particolare: un vino ossidativo perpetuo, con base iniziale 2015, mantenuto per anni in botti scolme e costruito attraverso l’unione di differenti vendemmie. Persino il Metodo Classico viene affrontato senza seguire una logica commerciale: Giulietta è stato prodotto soltanto in annate eccezionali come 2004 e 2013, con lunghissime permanenze sui lieviti e appena poche centinaia di bottiglie. La Distesa rappresenta quindi molto più di una cantina dedicata al vino naturale. Corrado Dottori ha sempre considerato il vino come uno strumento culturale attraverso il quale raccontare l’agricoltura marchigiana, la biodiversità e un modo differente di concepire il rapporto tra produzione e territorio. Questa visione ha portato Corrado e Valeria a partecipare a esperienze come Terra e Libertà/Critical Wine e La Terra Trema, a essere tra i fondatori del consorzio di vignaioli biologici Terroir Marche e, dal 2024, a creare Spore – Scuola di Campagna, progetto dedicato alla formazione e all’editoria agroecologica. È proprio questa dimensione a rendere La Distesa una realtà particolare nel panorama italiano: il Verdicchio rimane il centro enologico, ma attorno a esso esiste un progetto più ampio fatto di agricoltura biologica e rigenerativa, recupero della biodiversità, fermentazioni artigianali, sperimentazione e partecipazione culturale. Corrado e Valeria non cercano vini tecnicamente uniformi né una riproducibilità assoluta tra le vendemmie; cercano piuttosto bottiglie capaci di conservare le differenze dell’annata e del luogo. Terre Silvate, Gli Eremi, Nur, Le Derive e le piccolissime produzioni sperimentali diventano così differenti linguaggi dello stesso paesaggio. Dal podere acquistato dalla famiglia nel 1935 alla scelta di Corrado di tornare definitivamente alla terra alla fine degli anni Novanta, La Distesa ha costruito la propria identità intorno a un principio rimasto sostanzialmente invariato: il vino non deve soltanto provenire da Cupramontana, deve riuscire a raccontarla.