LA DISTESA

MARCHE ROSSO IGT BIO "NOCENZIO" 2020 - LA DISTESA

Precio normal €17,90 Precio rebajado€21,00ahorra €3,10

Abbinamenti, La sua freschezza e la sua naturale vocazione gastronomica lo rendono perfetto con salumi artigianali, taglieri di formaggi, cannelloni, lasagne, ragù di carne, arrosti e grigliate, ma trova un eccellente equilibrio anche con stufati, carni in umido ai funghi, risotti ai porcini e cucina marchigiana tradizionale. Servito leggermente fresco, è un rosso conviviale e autentico, capace di accompagnare con naturalezza tanto una cena tra amici quanto piatti più strutturati, esprimendo tutta la vitalità e l'identità del progetto La Distesa.
Alcol, 12,5%
Annata, 2020
Denominazione, Marche IGT
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Montepulciano 60%, Sangiovese 35%, Cabernet Sauvignon 5%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un intenso colore rosso rubino dai riflessi violacei. Il bouquet è ricco e spontaneo, con profumi di amarena, ciliegia, mora e piccoli frutti di bosco, accompagnati da eleganti note di ginepro, pepe nero, erbe selvatiche, sottobosco e leggere sfumature terrose. Al palato è succoso, energico e di grande personalità: il sorso è fresco, dinamico e scorrevole, sostenuto da tannini vivi ma ben integrati e da una piacevole vena minerale che dona profondità e tensione. Il finale è lungo, sapido e persistente, con continui richiami di frutta rossa croccante e spezie mediterranee.

CURIOSITÀ:

Il Marche Rosso IGT "Nocenzio" 2020 di La Distesa è il rosso che meglio racconta la filosofia di Corrado Dottori, uno dei protagonisti del movimento dei vini artigianali italiani. Nata a Cupramontana, nel cuore delle Marche, La Distesa pratica un'agricoltura biologica certificata, ispirata ai principi della biodinamica e del minimo intervento, con l'obiettivo di lasciare che sia il territorio a parlare attraverso il vino. Nocenzio nasce dalla tradizione contadina marchigiana, quando le diverse varietà rosse venivano vinificate insieme per ottenere vini sinceri, freschi e quotidiani. L'assemblaggio di Montepulciano (60%), Sangiovese (35%) e Cabernet Sauvignon (5%) proviene da parcelle distribuite sulle colline di Cupramontana, tra i 350 e i 500 metri di altitudine, caratterizzate da suoli di marne bianche, calcare e gesso, capaci di donare al vino una marcata impronta minerale e una straordinaria bevibilità. La raccolta è esclusivamente manuale e una parte delle uve viene lasciata intera e non diraspata. La fermentazione avviene spontaneamente in tini di legno grazie ai soli lieviti indigeni, senza aggiunta di solforosa durante la vinificazione, con una macerazione variabile tra 7 e 12 giorni a seconda del vitigno. L'affinamento prosegue poi per circa 6 mesi in vasche di acciaio, preservando tutta la freschezza del frutto e l'identità del territorio. Il risultato è un rosso autentico, vibrante e profondamente gastronomico, capace di coniugare rusticità ed eleganza in perfetto equilibrio.

La Distesa

La Distesa è l’azienda agricola di Corrado Dottori e Valeria Bochi a Cupramontana, nel cuore storico del Verdicchio dei Castelli di Jesi, ed è una delle realtà che meglio hanno interpretato il ritorno a una viticoltura artigianale, biologica e profondamente legata alla cultura contadina marchigiana. La storia dei terreni precede di molto la nascita dell’attuale cantina: la famiglia Dottori entra in possesso del podere e dell’edificio di San Michele nel 1935, mentre negli anni Ottanta vengono impiantate nuove parcelle e il vino viene ancora prodotto secondo una concezione essenzialmente contadina. Un primo passaggio fondamentale arriva nel 1996 con la nascita del San Michele, mentre nel 1997 viene aperta ufficialmente l’Azienda Agricola La Distesa di Dottori Corrado. Corrado vive però ancora lontano dalle Marche e la vera svolta personale arriva alla fine degli anni Novanta, quando decide insieme a Valeria di lasciare la vita precedente e trasferirsi definitivamente a Cupramontana per diventare vignaiolo; la vendemmia 1999 rappresenta simbolicamente l’inizio di questa nuova fase. Da allora La Distesa si sviluppa non come semplice cantina, ma come progetto agricolo e culturale nel quale vino, olivi, cereali, boschi, siepi e vegetazione spontanea convivono all’interno dello stesso ecosistema. Oggi l’azienda gestisce circa 24 ettari complessivi, dei quali circa 12 vitati e 2 destinati all’olivo, oltre a seminativi, ed è certificata biologica. I vigneti si trovano principalmente nel territorio di Cupramontana, intorno ai 300 metri di altitudine, e attraversano parcelle profondamente differenti: San Michele presenta alternanze di arenarie e argille ricche di calcare, Valle e Manciano sono caratterizzate dallo Schlier, costituito da marne argillose e calcaree, San Bartolomeo possiede terreni più sciolti e arenacei, mentre Forcone alterna argilla e arenaria. È una complessità geologica che deriva dall’origine marina dell’Appennino umbro-marchigiano e che Corrado considera fondamentale per comprendere la personalità dei vini. Il Verdicchio è naturalmente il grande protagonista, ma il patrimonio aziendale comprende anche Trebbiano, Malvasia, Montepulciano, Sangiovese, Vernaccia Nera e altre varietà che permettono di raccontare una viticoltura marchigiana molto più articolata della semplice monocultura. In vigna l’approccio è radicalmente orientato alla biodiversità: tra i filari vengono seminati favino, veccia, pisello, erba medica, senape e rafano insieme alle essenze spontanee; le viti non vengono cimate né defogliate sistematicamente, il sottofila viene gestito manualmente o attraverso lo schiacciamento della vegetazione, non vengono utilizzati concimi convenzionali e i trattamenti sono limitati principalmente a zolfo e piccole quantità di rame. Tisane di ortica ed equiseto, preparati biodinamici, compost aziendale e biostimolanti autoprodotti completano un metodo che Corrado definisce prima di tutto agricolo, più che enologico: l’obiettivo è mantenere il podere come un ecosistema vivente nel quale la vite non venga separata dal resto del paesaggio. Anche in cantina l’intervento è ridotto al minimo e il vino viene considerato soprattutto uno strumento per raccontare Cupramontana, le Marche e la cultura agricola che ha generato questo territorio. Terre Silvate costituisce una delle interpretazioni più immediate della produzione e riunisce Verdicchio, Trebbiano e Malvasia, mentre Gli Eremi rappresenta la lettura più profonda e ambiziosa del Verdicchio: una selezione costruita attraverso maturità differenti e pensata per dimostrare la capacità del vitigno di sviluppare struttura, complessità e longevità. La ricerca non si limita però ai bianchi. Le Derive nasce da un vigneto di quasi un ettaro piantato nel 2009 a San Michele con una densità di circa 6.000 ceppi per ettaro e allevamento ad alberello, un progetto nato dalla volontà di dimostrare che un territorio celebre soprattutto per il Verdicchio possa produrre anche rossi importanti; il vino viene affinato in vecchie barrique e commercializzato soltanto dopo diversi anni. Nur porta invece la sperimentazione verso un bianco mediterraneo macerato, torbido e senza solforosa aggiunta, ottenuto attraverso differenti biotipi di Trebbiano e Malvasia insieme ad altre varietà. Novantanove, il cui nome ricorda la prima vendemmia di Corrado, è ancora più particolare: un vino ossidativo perpetuo, con base iniziale 2015, mantenuto per anni in botti scolme e costruito attraverso l’unione di differenti vendemmie. Persino il Metodo Classico viene affrontato senza seguire una logica commerciale: Giulietta è stato prodotto soltanto in annate eccezionali come 2004 e 2013, con lunghissime permanenze sui lieviti e appena poche centinaia di bottiglie. La Distesa rappresenta quindi molto più di una cantina dedicata al vino naturale. Corrado Dottori ha sempre considerato il vino come uno strumento culturale attraverso il quale raccontare l’agricoltura marchigiana, la biodiversità e un modo differente di concepire il rapporto tra produzione e territorio. Questa visione ha portato Corrado e Valeria a partecipare a esperienze come Terra e Libertà/Critical Wine e La Terra Trema, a essere tra i fondatori del consorzio di vignaioli biologici Terroir Marche e, dal 2024, a creare Spore – Scuola di Campagna, progetto dedicato alla formazione e all’editoria agroecologica. È proprio questa dimensione a rendere La Distesa una realtà particolare nel panorama italiano: il Verdicchio rimane il centro enologico, ma attorno a esso esiste un progetto più ampio fatto di agricoltura biologica e rigenerativa, recupero della biodiversità, fermentazioni artigianali, sperimentazione e partecipazione culturale. Corrado e Valeria non cercano vini tecnicamente uniformi né una riproducibilità assoluta tra le vendemmie; cercano piuttosto bottiglie capaci di conservare le differenze dell’annata e del luogo. Terre Silvate, Gli Eremi, Nur, Le Derive e le piccolissime produzioni sperimentali diventano così differenti linguaggi dello stesso paesaggio. Dal podere acquistato dalla famiglia nel 1935 alla scelta di Corrado di tornare definitivamente alla terra alla fine degli anni Novanta, La Distesa ha costruito la propria identità intorno a un principio rimasto sostanzialmente invariato: il vino non deve soltanto provenire da Cupramontana, deve riuscire a raccontarla.