Les Mûriers è la struttura agricola che identifica il Domaine Benedetti, realtà familiare con sede a Camaret-sur-Aigues, nel Vaucluse, profondamente legata ai territori del Rodano meridionale e con vigneti distribuiti tra Côtes-du-Rhône, Côtes-du-Rhône Villages, Châteauneuf-du-Pape e parcelle destinate alle produzioni IGP. La svolta nella storia moderna della proprietà arriva nel 1997, quando Christian Benedetti decide di interrompere il conferimento delle uve alla cooperativa e iniziare a vinificare direttamente il frutto dei vigneti di famiglia, trasformando quella che era essenzialmente un’attività agricola in un domaine indipendente. Pochi anni dopo compie una scelta ancora più importante: nel 2001 avvia la conversione all’agricoltura biologica, anticipando una sensibilità che nel Rodano meridionale sarebbe diventata molto più diffusa soltanto negli anni successivi. Dal 2009 la guida passa al figlio Nicolas Benedetti, che prosegue il percorso iniziato dal padre accentuandone ulteriormente la componente artigianale e riducendo progressivamente gli interventi tanto in vigneto quanto in cantina. Il patrimonio aziendale permette alla famiglia di attraversare differenti espressioni del territorio: dalle interpretazioni più immediate classificate IGP Vaucluse fino ai Côtes-du-Rhône e ai Côtes-du-Rhône Villages, tra cui Plan de Dieu, per arrivare naturalmente a Châteauneuf-du-Pape, vertice qualitativo della produzione. Grenache, Syrah, Mourvèdre e Cinsault costituiscono il nucleo delle varietà rosse, mentre Roussanne, Grenache Blanc, Bourboulenc e altri vitigni tradizionali del Rodano meridionale caratterizzano la produzione dei bianchi; nelle cuvée più libere classificate IGP trovano spazio anche varietà come Viognier e Chardonnay. Il clima mediterraneo, caratterizzato da estati calde e asciutte e dalla presenza determinante del Mistral, favorisce maturazioni complete e naturalmente generose, mentre la diversità dei suoli consente a Nicolas di costruire vini differenti per struttura e personalità. A Châteauneuf-du-Pape questa combinazione raggiunge la propria espressione più complessa: Grenache e le altre varietà mediterranee danno origine a rossi profondi, speziati e strutturati, mentre le uve bianche vengono utilizzate per vini capaci di coniugare ricchezza, materia e freschezza. La viticoltura biologica rappresenta però il vero filo conduttore dell’intero progetto e non viene interpretata semplicemente come certificazione, ma come strumento per ottenere uve sane, mature e capaci di essere vinificate con interventi sempre più limitati. Con Nicolas questa impostazione si è progressivamente avvicinata alla filosofia del vino naturale: fermentazioni spontanee attraverso i lieviti presenti naturalmente sulle uve, riduzione degli interventi enologici, uso estremamente misurato della solforosa e scelta dei contenitori in funzione della materia prima sono diventati elementi centrali del lavoro. Alcune cuvée vengono volutamente commercializzate al di fuori delle denominazioni più prestigiose proprio per conservare una maggiore libertà di vinificazione. Mère Nature rappresenta perfettamente questa direzione ed è stata riconosciuta nell’ambito del Vin Méthode Nature, disciplinare che prevede uve provenienti da agricoltura biologica, vendemmia manuale, fermentazioni spontanee e fortissime limitazioni alle pratiche correttive di cantina. Accanto alle interpretazioni più sperimentali rimane però saldissimo il rapporto con le denominazioni storiche: Côtes-du-Rhône, Côtes-du-Rhône Villages Plan de Dieu e soprattutto Châteauneuf-du-Pape costituiscono l’ossatura classica della produzione e permettono di osservare come la stessa filosofia possa essere applicata a terroir e livelli di struttura differenti. Anche l’utilizzo del legno segue questa logica: fûts e altri contenitori vengono impiegati quando possono accompagnare l’evoluzione del vino, senza ricercare tostature o aromi capaci di sovrapporsi al frutto e alle spezie naturalmente presenti nelle varietà mediterranee. Domaine Benedetti rappresenta così un interessante punto d’incontro tra la tradizione del Rodano meridionale e una concezione contemporanea del vino fondata su biologico, fermentazioni spontanee e intervento minimo. Christian Benedetti ha costruito le fondamenta del progetto scegliendo nel 1997 di uscire dalla cooperativa e, appena quattro anni dopo, di convertire i vigneti all’agricoltura biologica; Nicolas ha raccolto questa eredità nel 2009 portandola verso una maggiore libertà interpretativa e una vinificazione sempre più essenziale. Les Mûriers non è quindi soltanto la struttura agricola dietro le etichette del Domaine Benedetti, ma rappresenta il nucleo di una trasformazione familiare durata oltre venticinque anni: da conferitori di uve a vignaioli indipendenti, dalla viticoltura convenzionale al biologico e infine verso una produzione nella quale Grenache, Syrah, Mourvèdre, Cinsault e le varietà bianche del territorio vengono accompagnate con il minor numero possibile di interferenze. Una visione profondamente mediterranea, costruita sulla maturità del frutto, sulla vitalità dei suoli e sulla volontà di lasciare che siano soprattutto annata e territorio a determinare il carattere di ogni vino.
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