TENUTA DELLE TERRE NERE

ETNA ROSSO DOC "SAN LORENZO" 2023 - TENUTA DELLE TERRE NERE

Precio normal €79,00 Precio rebajado€95,00ahorra €16,00

Abbinamenti, La profondità, la freschezza e l'eleganza tannica del San Lorenzo 2023 permettono abbinamenti importanti, senza richiedere necessariamente preparazioni eccessivamente ricche. È magnifico con agnello arrosto, filetto di manzo, anatra, piccione e selvaggina da piuma, piatti capaci di accompagnarne la struttura rispettando la finezza aromatica del Nerello Mascalese. Trova una sintonia particolarmente interessante con la cucina siciliana, dal maialino nero dei Nebrodi alle carni cotte lentamente con erbe mediterranee, capperi e pomodori confit. La componente speziata e minerale crea inoltre un legame naturale con funghi porcini, tartufo e preparazioni a base di verdure arrostite, mentre la freschezza del vino permette di accompagnare anche piatti dalla componente grassa più pronunciata. Interessante l'incontro con il tonno rosso scottato, soprattutto quando accompagnato da erbe aromatiche e condimenti mediterranei. Ottimo infine con formaggi stagionati, pecorini e preparazioni a base di carne dal gusto intenso.
Alcol, 14,5%
Annata, 2023
Denominazione, Etna Rosso DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nerello Mascalese 92%, Nerello Cappuccio 2%

NOTE SENSORIALI:

L'Etna Rosso San Lorenzo 2023 di Tenuta delle Terre Nere è una delle interpretazioni più profonde e affascinanti del versante settentrionale del vulcano, un vino capace di combinare concentrazione, eleganza e una straordinaria precisione espressiva. Nasce da una delle contrade più prestigiose dell'Etna, dove vecchie vigne affondano le radici in terreni vulcanici particolarmente antichi e il clima fresco contribuisce a preservare tensione e complessità. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso, di buona intensità ma ancora attraversato dalla trasparenza tipica del Nerello Mascalese. Il bouquet è ampio, raffinato e progressivo: ciliegia matura, amarena, ribes e piccoli frutti rossi si intrecciano a scorza d'arancia sanguinella, violetta e lavanda, accompagnati da erbe mediterranee, timo e delicate sensazioni balsamiche. Con l'ossigenazione emergono spezie dolci, liquirizia, grafite e sottili richiami fumé, che aggiungono profondità senza nascondere la purezza del frutto. Al palato la 2023 sorprende per la ricchezza della materia, sostenuta però da una freschezza vibrante e da una trama tannica fitta, setosa e perfettamente definita. Il sorso è avvolgente ma dinamico, con una componente sapida che accompagna la progressione gustativa e ne amplifica la persistenza. Il finale è lunghissimo, floreale e speziato, con ritorni di frutti rossi, agrumi ed erbe aromatiche. Un Etna Rosso di grande personalità, nel quale la generosità dell'annata trova un equilibrio straordinario con l'eleganza e la tensione proprie di San Lorenzo.

CURIOSITÁ:

Il San Lorenzo 2023 nasce da Nerello Mascalese coltivato nell'omonima contrada del comune di Randazzo, sul versante nord dell'Etna, a circa 750 metri di altitudine. Tenuta delle Terre Nere, fondata nel 2002 da Marco de Grazia, dispone qui di circa 7 ettari di vigneto, con alcune piante che superano i 70 anni e affondano le radici in terreni costituiti prevalentemente da sabbie, ceneri e materiali vulcanici. La particolarità di San Lorenzo è soprattutto geologica: questa contrada conserva suoli originati dall'attività dell'antico centro eruttivo dell'Ellittico, risalenti a un periodo compreso indicativamente tra 60.000 e 15.000 anni fa. Si tratta di una delle rarissime zone del versante settentrionale nelle quali questi depositi sono rimasti relativamente integri, senza essere completamente ricoperti dalle successive colate laviche. San Lorenzo si trova inoltre verso il limite nord-occidentale della denominazione, in una delle aree climaticamente più fresche dell'Etna, dove le escursioni termiche e la particolare composizione del terreno favoriscono una maturazione lenta delle uve. La vendemmia viene effettuata manualmente, generalmente nel mese di ottobre, e la vinificazione segue un'impostazione rispettosa della materia prima, con fermentazione a temperatura controllata e macerazione sulle bucce. La maturazione prosegue per circa 16-18 mesi in recipienti di rovere francese di differenti dimensioni, tra barrique, tonneaux e botti grandi, con una percentuale limitata di legno nuovo, seguita da un breve passaggio in acciaio prima dell'imbottigliamento. Particolarmente significativa è stata l'annata 2023, segnata sull'Etna da condizioni climatiche difficili e da una forte pressione della peronospora, che ha imposto un'attenta selezione delle uve. Nonostante queste difficoltà, San Lorenzo ha raggiunto risultati eccezionali, ottenendo 98 punti da James Suckling e 97 da Vinous, confermandosi una delle etichette più rappresentative del progetto di Marco de Grazia e della straordinaria diversità dei terroir etnei.

Tenuta Delle Terre Nere

Tenuta delle Terre Nere è una delle realtà più importanti della rinascita vitivinicola dell’Etna e uno dei produttori che maggiormente hanno contribuito a trasformare il vulcano siciliano in un territorio di riferimento internazionale per i grandi vini di terroir. La cantina nasce nel 2002 dall’intuizione di Marco de Grazia, profondo conoscitore del vino italiano e protagonista della sua diffusione sui mercati internazionali, che dopo una lunga carriera nel commercio e nella selezione di grandi etichette decide di dedicarsi direttamente alla produzione. La scelta ricade sul versante settentrionale dell’Etna, tra Solicchiata e Randazzo, un territorio che all’epoca non godeva ancora della notorietà attuale, ma nel quale Marco riconosce immediatamente caratteristiche straordinarie: vigneti antichissimi, altitudini elevate, una geologia estremamente complessa e soprattutto un patrimonio di Nerello Mascalese capace di esprimere eleganza, profondità e una sorprendente somiglianza stilistica con i grandi Pinot Noir della Borgogna. Fin dalla prima vendemmia, nel 2002, decide di vinificare separatamente le uve provenienti dalle differenti contrade, introducendo una concezione del vino etneo fondata sulla valorizzazione delle singole origini. Questa scelta rappresenta una vera rivoluzione per il territorio, perché fino ad allora la maggior parte dei produttori tendeva a riunire uve provenienti da vigneti differenti, mentre De Grazia comprende che ogni contrada possiede una propria identità, determinata dalla composizione delle colate laviche, dall'altitudine, dall'esposizione e dall'età delle vigne. Il lavoro di Tenuta delle Terre Nere contribuisce anche al riconoscimento ufficiale delle contrade all'interno della denominazione Etna DOC, ottenuto nel 2012 dopo un lungo percorso di valorizzazione e delimitazione delle sottozone storiche. Oggi la proprietà comprende circa 45 ettari suddivisi in 29 appezzamenti distribuiti in nove contrade, principalmente sul versante settentrionale del vulcano, con ulteriori vigneti sui versanti orientale e meridionale. Le altitudini variano indicativamente tra 600 e 1.000 metri sul livello del mare, creando condizioni climatiche molto differenti rispetto alla Sicilia costiera. Le forti escursioni termiche, le precipitazioni relativamente abbondanti e le maturazioni tardive permettono di ottenere vini caratterizzati da freschezza, tensione e grande precisione aromatica. Anche la geologia assume un'importanza fondamentale: l'Etna è un vulcano attivo e i suoi terreni derivano da colate laviche di epoche differenti, progressivamente trasformate dall'erosione e dall'attività biologica. Sabbie vulcaniche, lapilli, ceneri, rocce basaltiche e materiali ricchi di minerali si alternano anche a breve distanza, creando un mosaico di suoli nel quale il comportamento della vite cambia sensibilmente da una parcella all'altra. Il patrimonio viticolo è altrettanto straordinario. Fatta eccezione per alcuni impianti più recenti, numerose vigne hanno un'età compresa tra 50 e 100 anni, mentre nella contrada Calderara Sottana sopravvive una piccolissima superficie di viti prefillosseriche, con oltre 140 anni di età e ancora coltivate a piede franco. Da questo vigneto nasce La Vigna di Don Peppino, una delle etichette più prestigiose della cantina, dedicata al contadino che per circa settant'anni si è preso cura di quelle piante, permettendo loro di attraversare oltre un secolo di storia. Il Nerello Mascalese rappresenta il protagonista assoluto dei rossi, generalmente accompagnato da piccole percentuali di Nerello Cappuccio, mentre il Carricante costituisce il riferimento principale per i bianchi, affiancato secondo le cuvée da Catarratto, Inzolia, Grecanico e Minnella. La conduzione dei vigneti segue i principi dell'agricoltura biologica, certificata dal 2010, con una particolare attenzione alla conservazione dei suoli e alla gestione delle vecchie vigne ad alberello, che richiedono un lavoro manuale estremamente impegnativo. La filosofia di Marco de Grazia parte dalla convinzione che la qualità debba essere costruita soprattutto in vigneto, attraverso una cura meticolosa delle piante e una raccolta effettuata al giusto livello di maturazione, così da ridurre al minimo gli interventi successivi. In cantina le differenti parcelle vengono vinificate separatamente, privilegiando fermentazioni controllate e affinamenti capaci di accompagnare il vino senza sovrapporsi al carattere dell'uva. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo la struttura e la provenienza delle singole cuvée, con un impiego del rovere orientato soprattutto alla maturazione e all'evoluzione del vino. La gamma rappresenta una vera cartografia dell'Etna. L'Etna Rosso costituisce l'introduzione allo stile della tenuta e nasce dall'assemblaggio di uve provenienti da differenti vigneti, offrendo una lettura complessiva del Nerello Mascalese del versante settentrionale. Le selezioni di contrada permettono invece di approfondire le differenze tra territori vicini ma profondamente distinti. Calderara Sottana, caratterizzata da suoli particolarmente pietrosi e da antiche colate laviche, produce generalmente vini strutturati, austeri e capaci di lunghissime evoluzioni. San Lorenzo, con terreni ricchi di materiale vulcanico e una maggiore componente sabbiosa, esprime Nerello di grande profondità, concentrazione e complessità aromatica. Santo Spirito offre interpretazioni generalmente più eleganti e floreali, mentre Guardiola, situata ad altitudini elevate, si distingue per freschezza, tensione e una particolare precisione espressiva. Feudo di Mezzo e Moganazzi completano il mosaico delle grandi contrade settentrionali, mostrando ulteriori sfumature del rapporto tra Nerello Mascalese e territorio vulcanico. Anche i bianchi occupano un ruolo fondamentale nella produzione. L'Etna Bianco nasce prevalentemente dal Carricante, vitigno capace di mantenere acidità e freschezza anche nelle condizioni mediterranee, mentre le selezioni più ambiziose approfondiscono il rapporto tra vecchie vigne, altitudine e differenti versanti del vulcano. Particolarmente significativo è il lavoro sul Carricante della contrada Salice, sul versante orientale, dove le condizioni climatiche più umide e fresche permettono di ottenere vini di grande tensione e potenziale evolutivo. Accanto alla produzione principale trova spazio anche Le Vigne di Eli, progetto nato nel 2006 e dedicato alla figlia Elena, che realizza personalmente i disegni delle etichette. Questa piccola selezione, oggi parte integrante dell'universo Terre Nere, nasce da vigneti particolarmente vocati e conserva anche una dimensione solidale attraverso il sostegno alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Nel 2025 la storia aziendale ha conosciuto un ulteriore passaggio con l'ingresso della famiglia Frescobaldi nella proprietà, attraverso un accordo che mantiene Marco de Grazia coinvolto nel progetto e ne accompagna lo sviluppo futuro. Tenuta delle Terre Nere rappresenta quindi molto più di una cantina di successo: è una delle realtà che hanno contribuito a cambiare profondamente la percezione dell'Etna e del suo patrimonio viticolo. Marco de Grazia ha riconosciuto nel Nerello Mascalese la capacità di raccontare le differenze tra singole contrade con una precisione paragonabile a quella dei grandi vitigni borgognoni, costruendo fin dal 2002 una produzione fondata sulla separazione delle parcelle e sulla valorizzazione delle vecchie vigne. Calderara Sottana, San Lorenzo, Santo Spirito, Guardiola e le altre contrade non rappresentano semplicemente nomi geografici sulle etichette, ma differenti interpretazioni di un vulcano nel quale ogni colata lavica ha contribuito a creare condizioni irripetibili. Agricoltura biologica, vigneti centenari, alberelli prefillosserici, vinificazioni parcellari e una filosofia di cantina rispettosa della materia prima costituiscono oggi le fondamenta di una produzione riconosciuta a livello internazionale. È proprio questa capacità di trasformare la complessità geologica dell'Etna in vini eleganti, profondi e territorialmente riconoscibili ad aver reso Tenuta delle Terre Nere uno dei nomi fondamentali della viticoltura siciliana contemporanea.