FAMILLE HOPPENOT

FLEURIE BIO "INDIGÈNE" 2024 - FAMILLE HOPPENOT

Precio normal €28,50 Precio rebajado€31,00ahorra €2,50

Abbinamenti, La freschezza, la delicatezza tannica e la grande fragranza del Fleurie Indigène 2024 lo rendono un rosso estremamente versatile, capace di accompagnare preparazioni anche molto differenti tra loro. È perfetto con salumi artigianali, pâté di campagna, terrine, vitello arrosto e carni bianche, ma trova una sintonia particolarmente riuscita con pollo, coniglio, faraona e maiale. La componente floreale e la sottile speziatura permettono di abbinarlo anche a funghi, risotti delicati e primi piatti con ragù non eccessivamente concentrati. Per rimanere nella tradizione francese, è particolarmente interessante con il coq au vin, dove freschezza e succosità del Gamay riescono a bilanciare la ricchezza della preparazione. Ottimo anche con formaggi a pasta molle e di media stagionatura, soprattutto quando non eccessivamente sapidi.
Alcol, 11,5%
Annata, 2024
Denominazione, Fleurie AOP
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Beaujolais (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Gamay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Fleurie Indigène 2024 di Famille Hoppenot è un'espressione particolarmente elegante e fragrante del Gamay, capace di raccontare uno dei cru più raffinati del Beaujolais attraverso un vino che privilegia freschezza, precisione e naturalezza del frutto. Grégoire Hoppenot interpreta le colline granitiche di Fleurie con uno stile delicato ma tutt'altro che semplice, cercando di valorizzare soprattutto la componente floreale e quella particolare tensione che caratterizza i migliori Gamay della denominazione. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, dai riflessi vivaci. Il bouquet è fine e immediatamente invitante: lampone, ciliegia fresca, fragolina di bosco e ribes rosso si intrecciano a rosa essiccata, violetta e leggere sfumature di erbe aromatiche. Con l'ossigenazione emergono delicate sensazioni speziate, pepe bianco e una sottile componente minerale che richiama la natura granitica dei terreni. In bocca è succoso, agile e sorprendentemente preciso, con un'acidità vivace che sostiene il frutto e una trama tannica sottile, levigata e perfettamente integrata. L'annata 2024, caratterizzata da temperature estive relativamente fresche, ha favorito un'espressione particolarmente slanciata, nella quale la concentrazione lascia spazio alla fragranza e alla tensione gustativa. Il finale è pulito, floreale e persistente, con ritorni di piccoli frutti rossi e una piacevole sensazione sapida. Un Fleurie che conquista per la sua apparente semplicità, dietro la quale si nascondono grande precisione e una personalità territoriale ben definita.

CURIOSITÁ:

L'Indigène 2024 è prodotto da 100% Gamay proveniente da due differenti parcelle, Les Roches e Les Garants, situate nel territorio di Fleurie, nel cuore del Beaujolais. I vigneti si trovano intorno ai 300 metri di altitudine, con esposizioni prevalentemente orientate a sud e a est, e sono caratterizzati da terreni particolarmente poveri, costituiti da sabbie leggere che ricoprono un substrato di granito. Le uve provengono dalle piante più giovani delle due parcelle, una scelta che permette di ottenere un vino particolarmente fragrante e immediato rispetto alle selezioni più strutturate della cantina. Indigène riveste inoltre un'importanza particolare nella produzione di Grégoire Hoppenot, essendo stata la prima etichetta aziendale a ottenere la certificazione biologica. Dopo aver maturato diverse esperienze nel Beaujolais, tra cui la direzione della Maison Trénel, Grégoire ha avviato il proprio progetto nel 2018, costruendo progressivamente una piccola realtà dedicata alla valorizzazione dei singoli terroir della regione. La vendemmia 2024 è iniziata il 15 settembre, al termine di una stagione complessa, segnata da piogge primaverili abbondanti e da un'estate relativamente fresca. In cantina i grappoli vengono lavorati interi e lasciati macerare per circa 6 giorni in vasche di cemento da 60 ettolitri. La fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti indigeni, mantenendo temperature inferiori ai 25 °C e accompagnando l'estrazione con rimontaggi quotidiani delicati. Anche dopo la pressatura viene prestata particolare attenzione alla temperatura, così da conservare la freschezza aromatica del Gamay. Il nome Indigène richiama proprio questa filosofia produttiva, fondata sull'utilizzo dei lieviti naturalmente presenti sulle uve e sulla volontà di intervenire il meno possibile nella trasformazione del vino. La produzione della 2024 è particolarmente contenuta, nell'ordine di circa 4.000 bottiglie, mentre la gradazione alcolica si ferma ad appena 11%, elemento che contribuisce alla straordinaria leggerezza e bevibilità di questa annata.

Famille Hoppenot

Famille Hoppenot è una realtà vitivinicola del Beaujolais legata alla figura di Grégoire Hoppenot, uno dei protagonisti più interessanti della nuova generazione di vignaioli francesi, capace di costruire in pochi anni un domaine riconosciuto per la precisione e l'eleganza delle proprie interpretazioni del Gamay. La storia dell'azienda comincia nel 2018, quando Grégoire decide di abbandonare il mondo del commercio vinicolo per dedicarsi direttamente alla coltivazione della vite e alla produzione dei propri vini. Prima di questa scelta aveva maturato una lunga esperienza nel settore, lavorando anche come direttore della Maison Trénel, realtà storica del Beaujolais legata al gruppo Chapoutier. Questo percorso gli aveva permesso di conoscere approfonditamente i vigneti della regione, individuandone i terroir più interessanti e sviluppando una convinzione destinata a diventare il principio fondamentale del suo progetto: l'origine delle uve è il primo elemento che determina la grandezza di un vino. Quando si presenta l'opportunità di prendere in gestione alcune parcelle particolarmente vocate di Fleurie, Grégoire decide quindi di trasformare questa conoscenza in un'attività personale, dando vita al Domaine Hoppenot. Il debutto avviene con la vendemmia 2018 e il riconoscimento arriva rapidamente: nel 2021 la prestigiosa Revue du Vin de France lo nomina Découverte de l'Année, consacrandolo come uno dei talenti emergenti del Beaujolais. Il patrimonio viticolo comprende circa 9,5 ettari distribuiti principalmente tra Fleurie e Morgon, due delle denominazioni più prestigiose della regione, con parcelle situate in alcuni dei lieux-dits più interessanti, tra cui Les Moriers, Les Garants, Poncié, La Roilette, Les Roches e Corcelette. Il Gamay rappresenta il protagonista assoluto della produzione e viene interpretato attraverso una lettura estremamente precisa delle differenti origini. Fleurie costituisce il cuore del progetto ed è caratterizzato da un mosaico di terreni prevalentemente granitici, spesso alterati in sabbie grossolane, che favoriscono vini particolarmente eleganti, floreali e raffinati. Le differenze tra le singole parcelle sono tuttavia considerevoli: esposizione, altitudine, profondità del terreno e grado di alterazione del granito modificano sensibilmente il comportamento della vite e la struttura dei vini. Les Moriers, ad esempio, è considerato uno dei terroir più prestigiosi di Fleurie e può dare origine a Gamay particolarmente profondi e longevi, mentre Poncié è spesso associato a espressioni più delicate, profumate e caratterizzate da una notevole finezza tannica. Morgon introduce invece una dimensione differente, generalmente più strutturata e minerale, nella quale il Gamay può sviluppare una profondità e una capacità evolutiva che lo avvicinano per certi aspetti ai grandi Pinot Noir della Borgogna. In vigneto Grégoire segue i principi dell'agricoltura biologica, privilegiando la vitalità dei terreni, la biodiversità e il rispetto degli equilibri naturali. Le lavorazioni vengono adattate alle caratteristiche delle singole parcelle e la gestione della vegetazione è orientata a favorire una maturazione equilibrata, evitando concentrazioni eccessive e preservando la freschezza naturale del Gamay. La vendemmia viene effettuata manualmente e la selezione delle uve assume un ruolo fondamentale, perché la filosofia del domaine parte dalla convinzione che la qualità debba essere costruita principalmente in vigna. In cantina l'approccio è altrettanto rispettoso della materia prima e privilegia fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, utilizzo contenuto della solforosa e vinificazioni capaci di conservare il carattere delle singole origini. Le macerazioni vengono generalmente condotte con grappoli interi, secondo una tradizione profondamente radicata nel Beaujolais, ma senza ricercare sistematicamente lo stile immediato e fruttato spesso associato alla regione. Grégoire preferisce estrazioni delicate e progressive, con temperature controllate e interventi calibrati in funzione della maturità e della struttura delle uve. L'affinamento avviene principalmente tra cemento, grandi botti e pièces borgognone già utilizzate, evitando che il legno nuovo possa sovrapporsi alla componente aromatica del Gamay. Il risultato è una gamma costruita intorno alla distinzione tra assemblaggi territoriali e interpretazioni parcellari. Fleurie Origines rappresenta una delle espressioni più immediate del domaine e riunisce differenti parcelle della denominazione, offrendo una lettura complessiva del carattere di Fleurie attraverso frutto, freschezza e finezza tannica. Fleurie Indigène approfondisce ulteriormente questa ricerca, mentre le selezioni provenienti dai singoli lieux-dits permettono di osservare come il Gamay cambi sensibilmente secondo la provenienza. Clos de l'Amandier occupa una posizione particolarmente importante: si tratta di un piccolo clos in monopole situato all'estremità sud-orientale del climat Poncié, dove Grégoire lavora il Gamay attraverso macerazioni di circa dodici-quindici giorni con grappoli interi, fermentazioni indigene e un affinamento di circa otto mesi prevalentemente in grandi contenitori di legno, con una piccola percentuale di pièces borgognone usate. È una delle interpretazioni più rappresentative della sua filosofia, nella quale struttura ed eleganza convivono senza che la vinificazione prevalga sull'identità del vigneto. Le altre selezioni di Fleurie, tra cui Les Moriers e Les Garants, consentono di approfondire ulteriormente le differenze tra i grandi terroir granitici della denominazione, mentre Morgon Corcelette mostra un volto generalmente più profondo e strutturato del Gamay. La produzione rimane artigianale e la scelta di mantenere separate le diverse origini permette a Grégoire di costruire vini nei quali la personalità del singolo vigneto emerge con particolare chiarezza. Famille Hoppenot rappresenta quindi perfettamente il cambiamento che sta interessando il Beaujolais contemporaneo: una regione per lungo tempo identificata soprattutto con vini semplici e di pronta beva viene oggi valorizzata attraverso una nuova generazione di vignaioli che considera il Gamay un vitigno capace di esprimere grandi terroir e di affrontare lunghi affinamenti. Grégoire Hoppenot appartiene pienamente a questo movimento, ma possiede una caratteristica particolare: prima di diventare produttore ha trascorso anni a conoscere e commercializzare i vini della propria regione, sviluppando una sensibilità territoriale che ha successivamente trasferito nel lavoro agricolo. Il suo progetto nasce quindi da una scelta consapevole, non dalla semplice eredità di una proprietà familiare. Dai primi vini della vendemmia 2018 al riconoscimento ottenuto nel 2021, il domaine ha costruito rapidamente una reputazione fondata su precisione, eleganza e fedeltà alle origini. Fleurie e Morgon, granito e differenti esposizioni, fermentazioni spontanee, grappoli interi e affinamenti misurati costituiscono gli strumenti attraverso cui Grégoire interpreta il Gamay, lasciando che siano soprattutto i vigneti a determinare il carattere finale delle bottiglie. È proprio questa capacità di trasformare una conoscenza profonda del territorio in vini territoriali, raffinati e riconoscibili a rendere Famille Hoppenot una delle realtà più interessanti del nuovo Beaujolais.