PIERRE FRICK

ALSACE PINOT NOIR "PHYSALIS" 2024 - PIERRE FRICK

Precio normal €40,90 Precio rebajado€46,00ahorra €5,10

Abbinamenti, Antipasti caldi di pesce, affettati e salumi, ostriche, spaghetti alle vongole e formaggi freschi.
Alcol, 11,5%
Annata, 2024
Denominazione, Alsace Pinot Noir AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Alsazia (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Al naso sviluppano interessanti aromi di frutta a bacca rossa tra cui amarena e mora, sentori minerali e speziati. La bocca è calda e ricca, sostenuta da tannini, e da una bella freschezza con sapori di spezie, incenso, cassis e con un lungo finale di amarena.

CURIOSITÁ:

Prodotto utilizzando uve di Pinot Nero provenienti da un vigneto situato su terreno calcareo. Le uve sono parzialmente diraspate e lasciate fermentare con i soli lieviti indigeni con macerazione di circa 10 giorni per ottenere l'estrazione del colore e dei tannini. Durante questo periodo il mosto viene pigiato due volte al giorno. Terminata la macerazione si passa ad una pressatura pneumatica. L'affinamento avviene in vecchie botti di quercia

Pierre Frick

Domaine Pierre Frick è una delle realtà più importanti nella storia della viticoltura biologica e biodinamica alsaziana, una proprietà familiare di Pfaffenheim le cui radici nella coltivazione della vite attraversano dodici generazioni. Oggi il domaine è guidato da Jean-Pierre e Chantal Frick, affiancati dal figlio Thomas, ma la svolta fondamentale arriva già nel 1970, quando Pierre e Annette Frick decidono di convertire l’azienda all’agricoltura biologica, eliminando erbicidi, fertilizzanti solubili e prodotti chimici di sintesi in un periodo nel quale queste scelte erano ancora assolutamente pionieristiche. Jean-Pierre prosegue e approfondisce questo percorso e nel 1981 introduce la biodinamica, successivamente certificata Demeter, facendo di Pierre Frick uno dei primi domaines francesi ad adottarla in maniera sistematica. Oggi la proprietà comprende circa 12 ettari suddivisi in una trentina di parcelle e una dozzina di terroir, prevalentemente calcarei, distribuiti tra Pfaffenheim, Rouffach, Westhalten ed Eguisheim. Tra questi emergono tre Grand Cru di grande importanza: Steinert a Pfaffenheim, caratterizzato da durissimi calcari oolitici; Vorbourg a Rouffach, dominato da marne e calcari; ed Eichberg a Eguisheim, dove componenti marnose e calcaree si mescolano a depositi colluviali e arenarie. Accanto ai Grand Cru, lieux-dits come Rot Murlé, Bihl, Bergweingarten, Strangenberg, Lerchenberg e Carrières permettono alla famiglia di approfondire ulteriormente il rapporto tra vitigno e singola origine. Riesling, Gewurztraminer, Pinot Gris, Pinot Blanc, Auxerrois, Sylvaner, Muscat e Pinot Noir compongono un patrimonio ampelografico estremamente articolato e vengono interpretati senza cercare di uniformarne il carattere. In vigneto la biodinamica rappresenta una pratica consolidata da oltre quarant’anni: preparati biodinamici, compost, lavorazioni dei terreni e attenzione alla biodiversità vengono utilizzati per aumentare la vitalità del suolo e permettere alle radici di sviluppare un rapporto sempre più profondo con la matrice geologica. Le vendemmie sono manuali e soltanto le uve provenienti dalle parcelle direttamente curate dal domaine vengono normalmente vinificate e commercializzate dalla famiglia. La stessa radicalità continua in cantina, dove Jean-Pierre Frick è diventato uno dei protagonisti storici del movimento del vino naturale francese ben prima che questa definizione diventasse diffusa. Le uve vengono generalmente pressate a grappolo intero oppure, per alcune cuvée, sottoposte a macerazioni sulle bucce; le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e gli affinamenti avvengono sulle fecce fini, soprattutto in vecchi foudres di rovere. Non vengono ricercati aromi di legno, chiarifiche o manipolazioni capaci di standardizzare il vino e una parte importante della produzione viene vinificata senza alcuna aggiunta di solforosa, pratica adottata sistematicamente per diverse cuvée dalla fine degli anni Novanta. Questi vini vengono identificati dalla famiglia come “Pur Vin”, interpretazioni nelle quali l’assenza di solfiti aggiunti viene accompagnata da grande precisione durante tutte le fasi della produzione. Anche le macerazioni rappresentano ormai una delle firme più riconoscibili del domaine: Pinot Gris, Gewurztraminer, Sylvaner e altre varietà bianche possono rimanere a contatto con le bucce, sviluppando struttura, materia e una dimensione tannica completamente differente rispetto all’immagine classica del vino bianco alsaziano. Il Pinot Noir occupa a sua volta un ruolo importante e viene interpretato attraverso terroir come Rot Murlé e Strangenberg, dimostrando quanto questa varietà possa acquisire profondità e carattere sui terreni calcarei dell’Alsazia meridionale. Anche il Crémant d’Alsace viene affrontato secondo la stessa filosofia: alcune versioni sono prodotte senza solforosa aggiunta e senza liqueur d’expédition, arrivando persino a utilizzare per la seconda fermentazione lo zucchero residuo naturalmente presente nel vino base anziché aggiungere zucchero esterno. Nel 2002 il domaine ha inoltre introdotto l’utilizzo della capsula in acciaio inox come alternativa al tradizionale tappo di sughero per determinate fasi dell’evoluzione, ulteriore testimonianza di una ricerca che non ha mai smesso di sperimentare. La produzione complessiva rimane nell’ordine di circa 65.000-80.000 bottiglie secondo la vendemmia e le rese, una dimensione che consente alla famiglia di mantenere un controllo diretto su un numero sorprendentemente ampio di cuvée parcellari e micro-parcellari. Pierre Frick rappresenta quindi molto più di una cantina associata al vino naturale: è uno dei domaines che hanno anticipato di decenni molte delle discussioni oggi centrali nel mondo del vino. Biologico dal 1970, biodinamico dal 1981, fermentazioni spontanee, lunghi élevage in vecchi foudres, macerazioni, solforosa minima o completamente assente e vinificazioni parcellari erano qui pratiche consolidate molto prima che diventassero elementi distintivi di una nuova generazione di produttori. Jean-Pierre e Chantal, oggi insieme a Thomas, continuano questo percorso senza trasformarlo in una formula: ogni terroir e ogni vendemmia possono richiedere interpretazioni differenti. È proprio questa libertà, sostenuta però da oltre mezzo secolo di esperienza nell’agricoltura biologica, a rendere Domaine Pierre Frick uno dei riferimenti imprescindibili dell’Alsazia contemporanea e uno dei veri pionieri europei nella ricerca di vini capaci di esprimere il territorio con il minor numero possibile di mediazioni.