BÉRÊCHE & FILS

CHAMPAGNE BRUT RESERVE "VIEILLES VIGNES - CUVÉE NON FILTRÉE" JEROBOAM - BÉRÊCHE & FILS

Precio normal €460,00 Precio rebajado€490,00ahorra €30,00

Abbinamenti, La profondità e la tensione del Brut Réserve Vieilles Vignes lo rendono uno Champagne capace di accompagnare l’intero pasto. È splendido con ostriche, crudi di mare, scampi e crostacei, ma possiede struttura sufficiente per sostenere rombo, branzino, baccalà e pesci arrosto. Molto interessante con tempura e fritture, dove acidità e bollicina contrastano perfettamente la componente grassa. Le sfumature di frutta secca, pane e spezie permettono anche abbinamenti con pollame, carni bianche, funghi e formaggi di media stagionatura. Da provare con capesante rosolate al burro o con un risotto ai porcini. Il Jeroboam è naturalmente ideale anche per una grande tavolata o una degustazione importante.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 3 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Noir 35%, Meunier 35%, Chardonnay 30%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Brut Réserve “Vieilles Vignes – Cuvée Non Filtrée” di Bérêche & Fils, nel formato Jeroboam, si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da un perlage finissimo e continuo. Il naso è profondo e dinamico, con mela, pera, scorza di agrumi e frutti rossi croccanti che si intrecciano a fiori bianchi, mandorla e leggere sfumature speziate. Con l’ossigenazione emergono crosta di pane, nocciola, cenni tostati e una caratteristica mineralità gessosa e leggermente fumé. Al palato è ampio e cremoso, ma immediatamente sostenuto da un’acidità incisiva che dona energia e precisione. La materia è importante, il frutto succoso, mentre la componente salina accompagna tutto il sorso e ne amplifica la persistenza. Il dosaggio contenuto preserva tensione e nitidezza. Il finale è lungo, sapido e minerale, con ritorni di agrumi, frutta secca e spezie. Il grande formato ne esalta ulteriormente equilibrio e capacità di evoluzione.

CURIOSITÁ:

Brut Réserve è la cuvée che meglio introduce allo stile di Bérêche & Fils, storica maison familiare fondata nel 1847 a Ludes e oggi guidata dai fratelli Raphaël e Vincent Bérêche. Nasce dall’assemblaggio dei tre grandi vitigni della Champagne – Pinot Noir, Chardonnay e Meunier – con percentuali che possono variare leggermente a seconda della base vendemmiale e con una significativa presenza di vini di riserva. Le uve provengono principalmente da Ludes, Ormes, Mareuil-le-Port e Trépail, quattro terroir differenti per presenza di gesso, sabbia e argilla; le vigne hanno mediamente oltre quarant’anni. La fermentazione avviene lentamente con lieviti indigeni in botti e piccoli contenitori, mentre la cuvée non viene filtrata prima del tiraggio. Una delle firme più riconoscibili di Bérêche è l’utilizzo del tappo di sughero anche durante la presa di spuma, seguito da una lunga permanenza sui lieviti e dalla sboccatura manuale. Nel formato Jeroboam da 3 litri l’evoluzione è particolarmente lenta, favorendo finezza del perlage e integrazione aromatica.

Bérêche & Fils

Bérêche & Fils è una delle firme più autorevoli dello Champagne de vigneron contemporaneo, una realtà familiare capace di trasformare un patrimonio costruito nell’arco di cinque generazioni in una vera e propria lettura dei terroir della Champagne. La storia comincia nel 1847 a Ludes, Premier Cru della Montagne de Reims, quando Léon e Albert Bérêche avviano l’attività viticola della famiglia. Nel corso del Novecento il domaine cresce progressivamente, passando dalla vendita delle uve alla produzione diretta delle proprie bottiglie, fino alla generazione di Jean-Pierre e Catherine Bérêche. La svolta contemporanea arriva con i figli Raphaël, entrato stabilmente in azienda nel 2004, e Vincent, che lo raggiunge nel 2008. I due fratelli cambiano progressivamente il volto della proprietà senza interromperne la continuità: il loro obiettivo non è costruire uno stile uniforme, ma lasciare che ogni villaggio, parcella e vendemmia conservi una propria identità. Il domaine dispone oggi di circa 11 ettari e il suo patrimonio è particolarmente interessante perché distribuito tra terroir profondamente differenti. Ludes rimane il centro storico, ma le vigne raggiungono anche Ormes, Mareuil-le-Port e Trépail, oltre a prestigiose parcelle Grand Cru acquisite più recentemente a Cramant e Aÿ. Questa geografia permette di lavorare Chardonnay, Pinot Noir e Meunier su matrici molto diverse: dalla craie della Montagne de Reims alle sabbie di Ormes, dai terreni della Vallée de la Marne fino al calcare puro della Côte des Blancs. Invece di uniformare queste differenze attraverso la cantina, Raphaël e Vincent cercano di amplificarle. Le parcelle vengono quindi osservate e lavorate individualmente, con un’attenzione quasi maniacale alla maturità delle uve e alla vitalità dei terreni. In vigneto Bérêche ha eliminato gli erbicidi già nei primi anni Duemila e ha progressivamente sviluppato una viticoltura basata su lavorazioni del suolo, inerbimenti, concimazioni organiche e preparati vegetali. Il lavoro manuale è particolarmente intenso e la squadra dedicata alle vigne è insolitamente numerosa rispetto alla superficie aziendale, scelta che consente di intervenire in maniera estremamente precisa su ogni appezzamento. La vendemmia viene effettuata manualmente e la raccolta è stabilita parcella per parcella, privilegiando una maturità completa piuttosto che la semplice conservazione di acidità elevate. È un principio fondamentale per comprendere lo stile Bérêche: prima ancora di diventare Champagne, ogni cuvée deve possedere la struttura e la profondità di un grande vino fermo. La stessa filosofia continua in cantina. Le diverse parcelle vengono vinificate separatamente e una parte importante dei vins clairs fermenta e affina in pièces e fûts, generalmente non nuovi, utilizzati per accompagnare l’evoluzione del vino senza sovrapporre aromi di rovere. Le fermentazioni avvengono con grande attenzione alla materia originaria e la malolattica non viene svolta sistematicamente, così da preservare tensione e capacità di evoluzione quando il carattere della vendemmia lo richiede. Uno degli elementi più caratteristici del domaine è il tirage sous liège: diverse cuvée affrontano la seconda fermentazione sotto tappo di sughero anziché sotto il più comune tappo a corona. È una tecnica tradizionale, più complessa e costosa da gestire, che Raphaël considera importante per il tipo di evoluzione che imprime al vino durante la lunga permanenza sui lieviti. Gli affinamenti sono prolungati e i dosaggi generalmente contenuti, sempre stabiliti in funzione dell’equilibrio della singola cuvée. Brut Réserve rappresenta la porta d’ingresso nell’universo Bérêche e riunisce Chardonnay, Pinot Noir e Meunier provenienti da differenti terroir della proprietà, integrando vini di riserva per aggiungere profondità e continuità. Reflet d’Antan è invece una delle bottiglie simbolo del domaine: nasce da una réserve perpétuelle avviata nel 1985 da Jean-Pierre Bérêche e custodisce quindi al proprio interno la memoria di numerose vendemmie. L’élevage in legno e il lungo affinamento trasformano questa cuvée in uno Champagne particolarmente vinoso, complesso e profondo. Con le selezioni parcellari il progetto diventa ancora più preciso. Le Cran nasce a Ludes e mette in relazione Pinot Noir e Chardonnay provenienti da due lieux-dits del Premier Cru; Rive Gauche porta invece in primo piano il Meunier della Vallée de la Marne, mostrando quanto questa varietà possa essere seria, strutturata e longeva quando proviene da vecchie vigne e viene trattata come un autentico vitigno da terroir. Les Beaux Regards esplora lo Chardonnay, mentre le parcelle di Cramant e Aÿ hanno ulteriormente ampliato negli ultimi anni la cartografia familiare, permettendo ai fratelli di confrontarsi con due Grand Cru profondamente differenti: il primo legato alla purezza calcarea dello Chardonnay della Côte des Blancs, il secondo alla potenza e alla profondità del Pinot Noir della Grande Vallée de la Marne. Un passaggio importante avviene nel 2013, quando Bérêche assume lo status di négociant-manipulant. La scelta non rappresenta l’abbandono della propria identità di vignaioli: permette piuttosto a Raphaël e Vincent di affiancare alle uve provenienti dagli ettari familiari piccole quantità acquistate da viticoltori e parcelle attentamente selezionati, ampliando ulteriormente la possibilità di interpretare territori differenti della Champagne. Bérêche & Fils rimane però, prima di tutto, una storia familiare iniziata nel 1847 e profondamente radicata a Ludes. Raphaël e Vincent hanno portato questa eredità verso una concezione nella quale la parcella viene prima della ricetta e il vino prima della bollicina. Vecchie vigne, maturità delle uve, lavoro rigoroso dei terreni, vinificazioni separate, élevage in legno, malolattica non sistematica, tirage sotto sughero e lunghi affinamenti sono gli strumenti di una filosofia estremamente precisa. Il risultato sono Champagne profondi, energici e gastronomici, capaci di cambiare sensibilmente secondo il luogo da cui provengono e di evolvere magnificamente nel tempo. È proprio questa capacità di trasformare ogni bottiglia in una lettura del territorio ad aver reso Bérêche & Fils uno dei riferimenti imprescindibili della Champagne contemporanea.