abbinamenti Questo Aglianico si abbina magnificamente a piatti strutturati e caratterizzati da intensità gustativa: brasati, spezzatini di manzo, cinghiale in umido, arrosti di agnello, formaggi stagionati e piatti ricchi di selvaggina. È anche straordinario con preparazioni della cucina tradizionale irpina e campana, come ragù di carne, melanzane alla parmigiana o pizza gourmet ben condita.
alcol 14,5%
annata 2022
denominazione Campania Aglianico IGT
filosofia Triple A
formato 0,75 L
giudizio 3k 10/10
regione Campania (Italia)
temperatura di servizio 16-18 °C
vitigni Aglianico 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un rosso rubino profondo e riflessi violacei. Al naso si apre con profumi intensi e stratificati di ciliegia nera, prugna matura e piccoli frutti di bosco, seguiti da eleganti note speziate di pepe nero, liquirizia e tabacco dolce. Con l’ossigenazione emergono aromi più profondi di erbe mediterranee, terra irpina e cenni balsamici. Al palato è strutturato, ricco e vibrante: i tannini sono presenti ma ben piantati, con un grip deciso e setoso insieme, sostenuti da un’acidità fresca che guida il sorso con grande dinamismo. La materia è intensa ma perfettamente bilanciata; il finale è lungo, persistente e saporito, con ritorni di frutta nera, spezie e una nota minerale che ne accentua la profondità.
CURIOSITÀ:
L’Aglianico “Ognostro Montemarano” 2022 di Marco Tinessa è un rosso potente e profondamente territoriale, espressione sincera dell’Aglianico coltivato su terreni collinari vulcanici nel cuore dell’Irpinia. Qui l’altitudine, l’escursione termica e la complessità dei suoli regalano uve ricche di materia, tensione e minerale vibrante. Marco Tinessa interpreta questo grande vitigno con uno stile contemporaneo e rispettoso della tradizione: raccolta manuale, fermentazione controllata e affinamento attento che valorizzano il frutto, la struttura e l’eleganza senza rinunciare alla tipicità del vitigno.
Marco Tinessa individua 1,5 ettari a 400 metri di altitudine nel cuore di Montemarano, tra le aree più vocate della denominazione Taurasi, e decide di acquistarli, impostando un nuovo lavoro in vigna con trattamenti minimi di rame e zolfo, rese basse e tanto amore. Vola avanti a indietro tra Milano e Montemarano, seguendo in prima persona le fasi più delicate, come potatura e vendemmia, e per il resto si affida ad un gruppo di esperti contadini locali. Instaura un grande rapporto di amicizia con Frank Cornelissen, un istrionico artigiano dell’Etna, che per i primi 10 anni lo aiuta, gli insegna come utilizzare le anfore e gli vinifica le uve. Nel 2007 esce la prima etichetta che porta il nome di “Ognostro”, in dialetto campano “Inchiostro”, prodotto da sole uve Aglianico fermentate spontaneamente, che con la sua finezza, profondità e il suo intenso colore colpisce e scolpisce, proprio come l’inchiostro, un ricordo indelebile. Marco, dopo l’aiuto di Frank, decide di lavorare per un anno a Monforte d'Alba alla corte del grande maestro Mario Fontana, produttore di eleganti Barolo, da cui apprende tutti i segreti per poter domare la potenza, l'acidità e il tannino irruento di una grande uva, il Nebbiolo. In seguito a questa esperienza decide che è giunta l'ora per poter lavorare da solo e adibisce in periferia di Milano un piccolo locale di vinificazione. Le uve, una volta vendemmiate, vengono portate il giorno stesso a Milano con un camion per essere selezionate e vinificate direttamente da Marco. I vini di Marco Tinessa sono carichi di profumi e sapori che ricordano la terra di origine, nascono in Campania e crescono a Milano, proprio come lui, rivelando tutta la loro classe e il duro lavoro artigianale. Affianco all’Aglianico, si produce anche un elegante Fiano e il “Last Trip to Sicliy” dedicato al suo ultimo capitolo di storia in Sicilia e alla nuova avventura a Milano. Insomma Marco ha vinto la sua scommessa e il suo vino ha l’anima campana e lo spirito milanese.
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