TRAVAGLINI

GATTINARA RISERVA DOCG 2020 - TRAVAGLINI

Precio normal €41,00 Precio rebajado€45,00ahorra €4,00

Abbinamenti, La struttura e la trama tannica del Gattinara Riserva 2020 richiedono piatti di buona intensità. È magnifico con brasati, guancia di manzo, arrosti di vitello, agnello e selvaggina, ma trova una naturale sintonia anche con tajarin al ragù, agnolotti e risotti ai funghi porcini. Le note balsamiche e speziate lo rendono particolarmente interessante con tartufo, funghi e preparazioni a lunga cottura, mentre freschezza e tannino riescono a sostenere senza difficoltà formaggi stagionati e tome piemontesi di lunga maturazione. Da provare con un brasato al Nebbiolo oppure con una lepre in civet.
Alcol, 13,5%
Annata, 2020
Denominazione, Gattinara Riserva DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Gattinara Riserva DOCG 2020 di Travaglini si presenta con un rosso granato luminoso e trasparente, già attraversato da eleganti riflessi aranciati. Il naso è inizialmente composto e richiede qualche minuto per distendersi, poi emergono lampone selvatico, ciliegia matura e mora, accompagnati da rosa appassita, liquirizia e bacche di ginepro. Con l’ossigenazione il quadro diventa più profondo, con eucalipto, sandalo, tabacco, spezie scure e sottili richiami tostati. Al palato è vigoroso ma raffinato, sostenuto da una trama tannica fitta e ancora energica, perfettamente bilanciata da una freschezza viva e da una marcata vena sapida. Il sorso è profondo senza risultare pesante e conserva quella tensione minerale tipica dei grandi Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Il finale è lungo, speziato e balsamico, con ritorni di piccoli frutti rossi, liquirizia ed erbe officinali. Un Gattinara Riserva ancora giovane, ma già capace di mostrare eleganza e grande potenziale evolutivo.

CURIOSITÁ:

La Riserva è una delle etichette storiche di Travaglini e nasce da una selezione di Nebbiolo proveniente dai vigneti più vecchi della proprietà, sulle colline di Gattinara ai piedi del Monte Rosa. Qui i suoli di antichissima origine vulcanica, poveri e ricchi di roccia, contribuiscono alla particolare combinazione di freschezza, sapidità e longevità che distingue il Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Per il 2020 la fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata con una macerazione di circa 15 giorni; segue un lungo affinamento, con circa 36 mesi in rovere di Slavonia e una piccola parte del vino maturata in contenitori di legno più piccoli, prima del successivo riposo in bottiglia. Il vino raggiunge 13,5% vol. Travaglini produce vino a Gattinara dagli anni Venti, mentre nel 1958 Giancarlo Travaglini diede una svolta decisiva all’azienda e progettò la celebre bottiglia dalla forma asimmetrica, pensata non soltanto come elemento estetico ma anche per trattenere naturalmente gli eventuali sedimenti durante il servizio.

Travaglini

Travaglini è uno dei nomi simbolo di Gattinara e dell’Alto Piemonte, una realtà familiare che ha contribuito in maniera decisiva alla valorizzazione del Nebbiolo ai piedi del Monte Rosa. La storia moderna della famiglia inizia negli anni Venti del Novecento, quando Clemente Travaglini comincia a vinificare le uve provenienti dai propri piccoli vigneti e fonda la prima cantina nel centro di Gattinara; dopo di lui prosegue il figlio Arturo, ma la svolta fondamentale arriva nel 1958, quando Giancarlo Travaglini eredita l’azienda e avvia una profonda trasformazione sia in vigneto sia in cantina. Giancarlo comprende con largo anticipo il potenziale di Gattinara e dedica la propria vita allo studio del Nebbiolo e delle differenti parcelle, introducendo nuove pratiche viticole ed enologiche e contribuendo alla crescita qualitativa e alla notorietà internazionale della denominazione. Nello stesso 1958 disegna e brevetta quella che diventerà una delle bottiglie più riconoscibili del vino italiano: la celebre “bottiglia storta” Travaglini, caratterizzata da una particolare curva studiata non soltanto per ragioni estetiche, ma per trattenere naturalmente i sedimenti durante il servizio dei vini più evoluti, mentre il vetro scuro protegge il contenuto dalla luce. Tra il 1958 e il 2004 l’azienda cresce, raggiunge i mercati internazionali e approfondisce sempre più il lavoro sui singoli vigneti; proprio dagli studi condotti in questo periodo nascono etichette destinate a diventare centrali nella storia della cantina, come Gattinara Tre Vigne e Il Sogno. Dal 2004 la guida passa alla quarta generazione rappresentata da Cinzia Travaglini, figlia di Giancarlo, e dal marito Massimo Collauto, che continuano gli investimenti in vigna e in cantina mantenendo intatta la centralità del Nebbiolo; dal 2019 sono entrate stabilmente anche le figlie Alessia e Carolina, quinta generazione della famiglia. Oggi la proprietà comprende 59 ettari, prevalentemente dedicati al Nebbiolo, sulle colline di Gattinara ai piedi del Monte Rosa. È un territorio profondamente diverso dalle Langhe: i suoli sono di antichissima origine vulcanica, rocciosi e ricchi di porfido, granito e ferro, mentre le Alpi proteggono i vigneti dalle correnti più fredde provenienti da nord. Le esposizioni dei versanti, comprese prevalentemente tra sud-est e sud-ovest, e le brezze alpine favoriscono forti escursioni termiche e maturazioni lente, elementi che contribuiscono a definire il carattere del Nebbiolo di Gattinara, generalmente contraddistinto da grande freschezza, tannini fini, note ferrose e minerali e una straordinaria capacità di evoluzione. La filosofia della famiglia parte proprio dalla volontà di intervenire il meno possibile sul vino, cercando di preservare ciò che vigneto e annata hanno prodotto. Le parcelle vengono osservate e vinificate con attenzione alle rispettive caratteristiche e gli affinamenti sono studiati per accompagnare il Nebbiolo senza cancellarne l’identità territoriale. Il Gattinara DOCG rappresenta l’espressione più classica della casa, mentre Gattinara Tre Vigne nasce dall’unione di uve provenienti da tre vigneti differenti, scelti proprio per le caratteristiche complementari dei rispettivi terroir, e si colloca stilisticamente tra il Gattinara tradizionale e la maggiore profondità della Riserva. Il Gattinara Riserva rappresenta invece una delle interpretazioni più longeve e strutturate della produzione, costruita per affrontare lunghi affinamenti e un’evoluzione importante in bottiglia. Il Sogno nasce da un’intuizione completamente differente e utilizza Nebbiolo da uve stramature, mostrando un volto più concentrato e inconsueto del vitigno. La ricerca della famiglia ha portato anche fuori dai confini tradizionali del grande rosso piemontese: Nebolé interpreta infatti il Nebbiolo attraverso il Metodo Classico, dimostrando la capacità della varietà di conservare acidità e tensione anche nella produzione di spumanti di lungo affinamento, mentre Nebbiolo Coste della Sesia DOC propone una lettura più immediata e accessibile del vitigno. Cinzia completa la collezione e rende omaggio alla quarta generazione della famiglia. Sette interpretazioni differenti costruite attorno a un unico grande protagonista, il Nebbiolo, sintetizzano perfettamente la filosofia aziendale. Travaglini rappresenta quindi molto più di una storica cantina di Gattinara: la famiglia ha accompagnato direttamente la rinascita moderna della denominazione, riconosciuta DOC nel 1967 e DOCG nel 1990, continuando a investire in un territorio che per decenni è rimasto lontano dalla notorietà raggiunta dalle Langhe. Dalle prime vinificazioni di Clemente negli anni Venti alla rivoluzione introdotta da Giancarlo nel 1958, fino al lavoro contemporaneo di Cinzia, Massimo, Alessia e Carolina, cinque generazioni hanno costruito la propria identità intorno allo stesso vitigno e alle stesse colline. Oggi Travaglini porta i propri vini in oltre 46 Paesi, ma il centro del progetto rimane Gattinara: 59 ettari, terreni vulcanici, venti del Monte Rosa e Nebbiolo. La celebre bottiglia curva è diventata il simbolo immediatamente riconoscibile della cantina, ma dietro quella forma esiste soprattutto un lavoro iniziato più di un secolo fa e una convinzione rimasta invariata nel tempo: che il Nebbiolo dell’Alto Piemonte, quando interpretato rispettandone territorio, freschezza e naturale eleganza, possa appartenere alle grandi espressioni italiane capaci di attraversare i decenni.