CANTINE COLOSI

SALINA ROSATO IGP 2024 - CANTINE COLOSI

Precio normal €11,90 Precio rebajado€13,00ahorra €1,10

Abbinamenti, Particolarmente indicato con piatti di pesce e frutti di mare.
Alcol, 13%
Annata, 2024
Denominazione, Salina IGP
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Corinto Nero e Nerello Mascalese

NOTE SENSORIALI:

Al calice il vino si presenta con un rosa brillante, delicato ma vivido. All’olfatto emergono la rosa selvatica, gli aromi della macchia mediterranea e note agrumate, come il pompelmo rosa. In bocca sorprende la freschezza e la mineralità – segni distintivi del territorio vulcanico – che conferiscono una beva vibrante e intensa.

CURIOSITÁ:

Un rosato luminoso, che racconta di Salina e delle sue terre vulcaniche. Nato da uve Corinto Nero e Nerello Mascalese, coltivate su pendii panoramici a Porri-Malfa, in vigneti allevati a Guyot su suolo vulcanico. La raccolta avviene nei primi giorni di settembre, nelle ore fresche del mattino, per mantenere intatta la freschezza delle uve. Dopo la vendemmia l’uva viene vinificata come un bianco, con una breve macerazione sulle bucce (2-3 ore) che serve a estrarre solo il colore necessario. La fermentazione avviene a bassa temperatura per circa 20-25 giorni, seguita da un affinamento in acciaio per due mesi.

Cantine Colosi

Cantine Colosi è una storica realtà familiare siciliana profondamente legata a Salina, nell’arcipelago vulcanico delle Isole Eolie, dove la famiglia coltiva la vite da oltre quarant’anni e ha contribuito alla valorizzazione moderna della Malvasia delle Lipari. La storia contemporanea della cantina è strettamente legata a Pietro Colosi Senior, che negli anni Settanta lavorò al fianco di Carlo Hauner, figura fondamentale della rinascita enologica dell’isola: tra i due nacque una profonda amicizia e Pietro arrivò a occuparsi, oltre che delle proprie vigne, anche della gestione delle proprietà e della cantina di Hauner. Nel 1987 entra in azienda il figlio Piero, dopo gli studi di enologia all’Istituto Agrario di Catania, dando nuovo impulso alla produzione e soprattutto alla diffusione internazionale dei vini; oggi al suo fianco lavorano la moglie Lidia e il figlio Pietro, terza generazione omonima, anch’egli enologo e formatosi a San Michele all’Adige.  Il cuore più autentico dell’azienda rimane Salina, dove Colosi possiede circa 10 ettari di vigneti tra Capo Faro e Porri, una delle zone più vocate dell’isola. Le vigne sono disposte sui tradizionali terrazzamenti affacciati sul mare, recuperati anche attraverso il ripristino degli antichi muri a secco, e affondano le radici in terreni di origine vulcanica. Qui vento, forte luminosità, influenza marina e natura minerale dei suoli costruiscono condizioni estreme ma particolarmente favorevoli alla viticoltura mediterranea. Il patrimonio comprende Malvasia, Corinto Nero, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Inzolia e Catarratto, ma è naturalmente la Malvasia a rappresentare il vitigno simbolo della proprietà e dell’intera tradizione enoica dell’isola. La cantina di Salina è immersa direttamente tra i vigneti ed è stata realizzata parzialmente interrata sia per rispettare il paesaggio protetto dell’arcipelago sia per sfruttare naturalmente temperature più costanti durante la conservazione dei vini. Proprio la Malvasia permette a Colosi di raccontare due anime profondamente differenti dello stesso territorio. Secca del Capo interpreta il vitigno attraverso una vinificazione secca, mettendone in evidenza la componente aromatica e mediterranea, mentre Nurah e Najm conservano la grande tradizione della Malvasia delle Lipari DOC. Nurah rappresenta la versione Naturale e nasce da Malvasia accompagnata da Corinto Nero, mentre Najm è la versione Passito, ottenuta attraverso l’appassimento delle uve e pensata per esprimere concentrazione, dolcezza e complessità senza perdere equilibrio. La ricerca sull’identità di Salina non si limita però alla Malvasia. Guardiano del Faro nasce da una minuscola selezione di Nerello Mascalese in purezza proveniente dalla particella 523, affacciata sul promontorio di Capo Faro: la produzione è limitata a circa 3.500 bottiglie e il vino affronta una macerazione prolungata e circa un anno di affinamento in rovere. Accanto ai vini strettamente eoliani, Colosi ha sviluppato nel tempo una seconda anima dedicata alla Sicilia nel suo complesso. L’azienda dispone infatti di un sito produttivo a Giammoro, in provincia di Messina, e lavora da molti anni con viticoltori selezionati attraverso accordi di lungo periodo: oltre 35 ettari nell’area di Marsala sono dedicati alle varietà bianche Grillo, Insolia, Catarratto e Zibibbo, mentre oltre 55 ettari tra Mazara e Riesi forniscono uve rosse come Nero d’Avola, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Questa organizzazione permette alla famiglia di affiancare alle piccole produzioni insulari una gamma più ampia di vini siciliani, mantenendo come filo conduttore la valorizzazione delle varietà autoctone. Grillo, Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Catarratto e Zibibbo completano così un catalogo che comprende vini bianchi, rossi, rosati, passiti e anche spumanti, mentre una parte della produzione è dedicata a vini biologici a basso impatto ambientale. Cantine Colosi rappresenta quindi una realtà dalle due dimensioni complementari: da una parte una cantina siciliana strutturata e capace di portare i vitigni dell’isola sui mercati internazionali, dall’altra una proprietà profondamente artigianale a Salina, con appena 10 ettari di vigneti terrazzati sospesi tra terra vulcanica e mare. È proprio quest’ultima anima a costituire il nucleo storico ed emozionale del progetto: tre generazioni che portano lo stesso nome Pietro, il legame originario con Carlo Hauner, il recupero dei muri a secco, la Malvasia delle Lipari e le vigne di Capo Faro e Porri. Colosi ha scelto di costruire la propria identità non soltanto sulla Sicilia in senso generale, ma soprattutto su quella viticoltura eroica e insulare delle Eolie nella quale vento, sole, salsedine e terreno vulcanico diventano elementi concreti del vino. È questo rapporto con Salina, insieme alla capacità di preservare la Malvasia e gli altri vitigni autoctoni mediterranei, a rendere Cantine Colosi una delle realtà più rappresentative dell’enologia eoliana contemporanea.