Tenuta Monteloro è una delle proprietà più particolari della famiglia Antinori e rappresenta un volto decisamente insolito della viticoltura toscana: non Sangiovese e grandi rossi, ma soprattutto varietà bianche coltivate in un ambiente fresco, montano e profondamente diverso dalle zone più conosciute della regione. La tenuta si trova alle spalle di Fiesole, alle porte di Firenze, sulle prime propaggini dell’Appennino, a un’altitudine media di circa 500 metri. Si estende oggi su circa 600 ettari complessivi, 122 dei quali vitati, circondati da boschi e attraversati da piccoli corsi d’acqua. Monteloro appartiene alla famiglia Antinori, protagonista della viticoltura italiana dal 1385 e oggi arrivata alla ventiseiesima generazione, ma all’interno del vastissimo patrimonio aziendale questa proprietà è stata sviluppata soprattutto come luogo di ricerca sulle potenzialità dei vitigni bianchi in Toscana. Anni di studi pedoclimatici hanno infatti evidenziato condizioni molto differenti rispetto alla Toscana più mediterranea: l’altitudine mantiene temperature fresche durante buona parte dell’anno, le escursioni termiche favoriscono una maturazione aromatica lenta e i terreni di medio impasto, tendenzialmente calcarei e ricchi di componenti minerali, permettono di conservare acidità e tensione. È proprio per queste caratteristiche che Riesling e Pinot Bianco sono diventati i due vitigni simbolo della tenuta, affiancati anche dal Pinot Grigio, dimostrando come sulle colline fiorentine possano trovare spazio varietà normalmente associate a territori molto più settentrionali. Il Riesling Renano trova la propria interpretazione più importante in Mezzo Braccio, Toscana IGT prodotto a partire dall’annata 2007. Le vigne crescono su terreni argillosi tendenti al calcareo e caratterizzati da una buona presenza di scheletro; le differenti parcelle vengono vendemmiate e vinificate separatamente e la raccolta può essere effettuata in più passaggi, preservando inizialmente acidità e componente minerale e aspettando successivamente una maggiore maturità aromatica nelle zone più alte. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata, seguita da un affinamento sui propri lieviti e da un lungo riposo in bottiglia: una scelta che permette al Riesling di sviluppare progressivamente complessità mantenendo il carattere fresco e minerale tipico di Monteloro. Anche il nome racconta il territorio: “Mezzo Braccio” deriva da un’antica unità di misura fiorentina utilizzata nelle campagne per definire piccoli appezzamenti di terreno. Il Pinot Bianco trova invece una delle sue espressioni più rappresentative nel Villa Antinori Pinot Bianco, prodotto selezionando le uve dei migliori vigneti di Monteloro. È una reinterpretazione contemporanea di un nome storico della famiglia: Villa Antinori nasce infatti nel 1928 per volontà di Niccolò Antinori, mentre la versione bianca viene introdotta nel 1931; oggi il Pinot Bianco di Monteloro permette a questa lunga storia di incontrare un territorio completamente diverso, capace di dare vini caratterizzati soprattutto da freschezza, componente agrumata e mineralità. Scabrezza completa il quadro attraverso il Pinot Grigio in purezza, vinificato interamente in acciaio per conservarne nitidezza aromatica e bevibilità. Anche in questo caso il nome nasce da un elemento della storia locale: la “scabrezza” è un indice idraulico utilizzato per misurare la portata di fiumi e ruscelli, richiamo ai numerosi reticoli d’acqua, acquedotti, pescaie e piccoli ponti in pietra ancora presenti all’interno della proprietà. Ma Monteloro possiede anche un legame culturale particolarmente affascinante con Firenze. Queste colline furono frequentate nei secoli dalle famiglie aristocratiche fiorentine, comprese quelle di Dante Alighieri e Beatrice Portinari, che trascorrevano qui parte dei mesi estivi nelle proprie dimore di campagna; secondo la tradizione ricordata dalla stessa tenuta, il paesaggio di boschi e strade bianche avrebbe persino contribuito a ispirare l’immaginario del viaggio dantesco nella Divina Commedia. A questa storia rimanda anche il simbolo di Monteloro, nel quale creature fantastiche con corpo di tritone e ali di drago si intrecciano formando la lettera “M”. Tenuta Monteloro rappresenta quindi uno dei progetti più sperimentali e meno convenzionali dell’universo Antinori: una grande proprietà alle porte di Firenze nella quale l’altitudine, il clima appenninico e i terreni calcarei hanno portato la famiglia a mettere da parte i vitigni tradizionalmente associati alla Toscana per concentrarsi soprattutto sui bianchi. Riesling Renano, Pinot Bianco e Pinot Grigio diventano così strumenti attraverso cui leggere un territorio fresco e minerale, capace di mostrare una Toscana completamente diversa da quella del Chianti Classico, di Bolgheri o di Montalcino. È proprio questa ricerca, sviluppata attraverso anni di studio delle singole parcelle, a costituire l’identità di Monteloro: un luogo nel quale la lunga esperienza della famiglia Antinori incontra un terroir appenninico ancora poco conosciuto, trasformandolo in un laboratorio dedicato alla freschezza, all’eleganza e alla longevità dei grandi vini bianchi toscani.
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