BRUNA GRIMALDI

BARBERA D'ALBA SUPERIORE DOC "SCASSA" 2024 - BRUNA GRIMALDI

Precio normal €16,50 Precio rebajado€18,00ahorra €1,50

Abbinamenti, La combinazione tra concentrazione e acidità rende la Barbera d’Alba Superiore Scassa 2024 particolarmente versatile a tavola. È perfetta con tajarin al ragù, agnolotti al sugo d’arrosto, lasagne e primi piatti ricchi, dove la freschezza del vino riesce a bilanciare efficacemente la componente grassa del condimento. Si abbina molto bene a carni rosse e bianche, arrosti, brasati e selvaggina, ma la sua vena minerale e la naturale acidità consentono accostamenti meno scontati anche con pesci strutturati al forno e baccalà. Con formaggi stagionati trova invece un equilibrio tra la sapidità del piatto e la succosità del frutto.
Alcol, 14,5%
Annata, 2024
Denominazione, Barbera d'Alba DOC Superiore
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

La Barbera d’Alba Superiore Scassa 2024 rappresenta l’interpretazione più strutturata e ambiziosa della Barbera secondo Bruna Grimaldi, costruita attraverso la selezione di vigneti differenti delle Langhe per trovare un equilibrio tra concentrazione, freschezza ed eleganza. Nel calice mostra un rosso rubino intenso e brillante, ancora attraversato da giovani sfumature violacee. Il profilo aromatico è netto e generoso, con amarena, ciliegia croccante e prugna che aprono la degustazione, seguite da violetta, erbe aromatiche e spezie. Con l’ossigenazione emergono una caratteristica sfumatura mentolata e richiami minerali di grafite, mentre il passaggio in legno contribuisce alla complessità senza togliere centralità al frutto. In bocca è ricca e concentrata, ma soprattutto viva: la naturale acidità della Barbera attraversa la materia con decisione, alleggerisce il sorso e crea un bel contrasto con la maturità del frutto. La trama è levigata, la componente minerale ben percepibile e il finale rimane fresco, preciso e persistente, con ritorni di amarena, spezie ed erbe. Una Barbera importante ma mai pesante, capace di mostrare già oggi grande piacevolezza e allo stesso tempo una struttura adatta all’evoluzione.

CURIOSITÀ:

Scassa 2024 è prodotta da 100% Barbera e non nasce da un singolo vigneto: Bruna Grimaldi seleziona e assembla parcelle differenti, cercando in ciascuna il corretto grado di maturazione prima della raccolta manuale. I vigneti si trovano tra circa 200 e 450 metri di altitudine, con esposizioni a sud, sud-est e sud-ovest, e poggiano su terreni poveri e prevalentemente calcarei appartenenti a diverse formazioni geologiche delle Langhe, tra cui le Marne di Sant’Agata Fossili, le Arenarie di Diano e la Formazione di Lequio. Proprio la combinazione di vigne e suoli differenti contribuisce alla complessità della cuvée. In cantina i grappoli vengono diraspati e la fermentazione avviene in vasche a temperatura controllata, con una macerazione sulle bucce di circa 10-12 giorni. La fermentazione malolattica viene svolta nelle vecchie vasche di cemento della cantina, prima del passaggio in legno. L’affinamento prosegue quindi tra tonneaux e grandi botti per almeno 6 mesi, seguito da un ulteriore riposo in bottiglia prima della commercializzazione. La filosofia alla base di Scassa è precisa: rese contenute, vigneti selezionati e un utilizzo misurato del rovere permettono alla Barbera di acquisire profondità e longevità senza perdere la propria naturale freschezza.

Bruna Grimaldi

Bruna Grimaldi è una storica realtà familiare delle Langhe, profondamente legata alle colline comprese tra Grinzane Cavour e Serralunga d’Alba e costruita attraverso quattro generazioni di viticoltori. La storia moderna comincia nel 1957, quando Giacomo Grimaldi vende le uve prodotte dalla famiglia; negli anni Sessanta il figlio Giovanni compie il primo passaggio decisivo iniziando a vinificare e commercializzare il vino sfuso e, nelle annate migliori, a imbottigliare alcune selezioni, creando nel tempo anche una preziosa memoria storica della produzione. La vera trasformazione arriva però nel 1990 con Bruna Grimaldi e il marito Franco Fiorino, entrambi enologi: vengono acquistate nuove parcelle accuratamente selezionate, viene costruita una nuova cantina e la famiglia sceglie di lavorare esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti, costruendo progressivamente un patrimonio che oggi comprende circa 15 ettari. Dal 2013 sono entrati stabilmente in azienda anche i figli Simone e Martina Fiorino: Simone, laureato in Viticoltura ed Enologia, affianca il padre nel lavoro tra vigna e cantina, mentre Martina, dopo gli studi in amministrazione aziendale e un’esperienza professionale all’estero nel settore del vino, segue insieme alla famiglia lo sviluppo commerciale e aziendale.  Il patrimonio viticolo è distribuito in differenti comuni delle Langhe e permette alla famiglia di confrontarsi con alcune delle più importanti espressioni del Nebbiolo, ma il luogo simbolo rimane Badarina, MGA situata all’estremità meridionale della lunga dorsale di Serralunga d’Alba. Qui la storia personale della famiglia si intreccia direttamente con quella del territorio: Clara, madre di Bruna, viveva già da bambina nella borgata di Badarina e nel 1947 la sua famiglia si trasferì nella caratteristica casa di mattoni rossi costruita sulla sommità del crinale. Oggi i vigneti si trovano tra circa 350 e 450 metri di altitudine e poggiano sulla Formazione di Lequio, una delle più antiche della zona del Barolo, caratterizzata da marne bianche, calcare, argille e strati di arenaria. Il Nebbiolo sviluppa qui bucce spesse, tannini importanti e una struttura naturalmente predisposta ai lunghi affinamenti. All’interno della MGA si trova Vigna Regnola, storica parcella esposta a pieno sud, caratterizzata da suolo poco profondo e roccia marnosa vicina alla superficie, dalla quale nasce nelle annate migliori il Barolo Badarina Riserva. La cartografia aziendale non si esaurisce però a Serralunga: Bricco Ambrogio offre una diversa interpretazione del Barolo, mentre Camilla conserva nel nome la memoria di una delle antiche cascine appartenute ai possedimenti del Castello di Grinzane Cavour all’epoca di Camillo Benso di Cavour. Oggi il Barolo Camilla nasce dall’assemblaggio di Nebbiolo proveniente da diversi vigneti familiari e mette in relazione due importanti matrici geologiche delle Langhe, le Marne di Sant’Agata Fossili e la Formazione di Lequio, ricercando soprattutto eleganza, finezza ed equilibrio. In vigneto l’approccio è costruito intorno al rispetto dei cicli naturali e alla conoscenza delle singole parcelle: esposizione, portinnesto, profondità del terreno e rapporto tra pianta e suolo vengono analizzati per suddividere gli appezzamenti in lotti omogenei, che possono essere raccolti e vinificati separatamente. La vendemmia è manuale e la selezione delle uve comincia già durante la stagione vegetativa. Anche in cantina l’impostazione rimane profondamente legata alla tradizione langarola, soprattutto per il Nebbiolo: fermentazioni controllate, macerazioni lunghe che per il Barolo Badarina raggiungono indicativamente 25-35 giorni e, quando necessario, utilizzo del tradizionale cappello sommerso. La malolattica si svolge tra acciaio e cemento, mentre l’affinamento dei Barolo privilegia grandi botti di rovere di Slavonia e una quota di tonneaux francesi, senza ricorrere a legni nuovi che possano sovrapporre aromi alla personalità del vino. Il Badarina, per esempio, matura circa 24-30 mesi in legno prima di un lungo riposo in bottiglia, mentre la Riserva proveniente da Vigna Regnola affronta un percorso ancora più lungo. La gamma racconta in maniera estremamente chiara questa filosofia: Barolo Badarina, Badarina Riserva, Bricco Ambrogio e Camilla rappresentano quattro differenti letture del Nebbiolo e dei terroir familiari, mentre Nebbiolo d’Alba Bonurei, Barbera d’Alba Superiore Scassa, Dolcetto d’Alba San Martino e Langhe Arneis completano il racconto delle varietà tradizionali delle Langhe. Bruna Grimaldi rappresenta quindi una cantina nella quale il passaggio generazionale non ha comportato una rottura stilistica, ma una progressiva crescita della precisione. Giacomo ha iniziato vendendo le uve, Giovanni ha trasformato quelle uve in vino, Bruna e Franco hanno costruito la moderna azienda imbottigliatrice e ampliato il patrimonio viticolo, mentre Simone e Martina stanno oggi portando nuove competenze all’interno dello stesso progetto. Al centro rimane il vigneto, e soprattutto Badarina: una collina che appartiene contemporaneamente alla storia del Barolo e a quella personale della famiglia Grimaldi. È proprio questa continuità, unita a lunghe macerazioni, grandi botti, assenza di legno nuovo e valorizzazione delle singole MGA, a definire lo stile della cantina: Barolo tradizionali, profondi e longevi, nei quali la potenza di Serralunga viene accompagnata dalla ricerca di precisione, equilibrio e leggibilità del territorio.