DETTORI

ROMANGIA BIANCO IGP "DETTORI BADDE NIGOLOSU" 2024 - DETTORI

Precio normal €34,50 Precio rebajado€38,00ahorra €3,50

Abbinamenti, Piatti di pesce anche piuttosto elaborati.
Alcol, 15,5%
Annata, 2024
Denominazione, Romangia Bianco IGP
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Sardegna (Italia)
Temperatura di servizio, 12/14°
Vitigni, Vermentino 100%

NOTE SENSORIALI:

Colore giallo dorato, con riflessi ambrati. Profumo profondo e complesso quasi come vino rosso, ricorda ciliegie sotto spirito, fichi secchi. Poi l’esplosione delle fruttosità mature, leggera nota ossidativa finale. Gusto quasi tannico all'attacco, resta in bilico tra l'amaro, il dolce e la potenza alcolica, finale lunghissimo.

CURIOSITÁ:

Il Vermentino “Dettori Bianco” è uno dei prodotti di punta della cantina Dettori. Siamo sulle più alte colline di Sennori, in un anfiteatro naturale; Badde Nigolosu è il nome che è stato dato alla micro-area della Romangia, è il cru di questa famiglia di pastori agricoltori che da diverse generazioni coltiva con uguale passione vigne, grano, ortaggi, frutteti e oliveti; coltivazioni e lavorazioni che vengono svolte interamente a mano.

Dettori

Tenute Dettori è una delle realtà più identitarie della Sardegna contemporanea, profondamente radicata a Badde Nigolosu, sulle colline di Sennori, nella Romangia storica del nord-ovest dell’isola. La famiglia Dettori è composta da pastori e agricoltori legati a questo territorio fin dall’Ottocento, ma il passaggio decisivo avviene nel 1996, quando Paolo e Alessandro Dettori scelgono di imbottigliare integralmente il vino prodotto dalle proprie vigne, abbandonando definitivamente la vendita di parte della produzione sfusa. Da quel momento Badde Nigolosu diventa il centro assoluto del progetto: non semplicemente il luogo in cui si trovano le vigne, ma un vero cru di circa 50 ettari complessivi tra vigneti, oliveti e macchia mediterranea, situato sulle colline di Sennori fino a circa 250 metri di altitudine e influenzato dalla vicinanza del mare. Oggi circa 26 ettari sono vitati e la proprietà comprende sette clos, tutti inseriti nello stesso ecosistema agricolo.  La filosofia di Alessandro Dettori parte da un principio molto preciso: non adattare il vino alle richieste del mercato, ma lasciare che sia la cultura agricola della Romangia a determinarne il carattere. Nei vigneti vengono coltivati esclusivamente vitigni e biotipi storicamente legati al territorio: Retagliadu Nieddu, antico nome locale associato al Cannonau di Sorso-Sennori, Vermentino, Monica, Pascale e Moscato di Sennori. Le nuove vigne vengono propagate attraverso selezioni massali ottenute dal patrimonio genetico aziendale, mentre l’allevamento tradizionale ad alberello, localmente chiamato “sa sardisca”, viene mantenuto senza irrigazione. I terreni di Badde Nigolosu sono particolarmente complessi e riuniscono marne e arenarie originate dall’antico mare miocenico, terre rosse di matrice trachitica, sabbie e depositi alluvionali, creando un mosaico calcareo e ben drenante sul quale le diverse varietà assumono caratteri profondamente differenti. Il lavoro agricolo segue i principi della biodinamica e Dettori è stato tra i precursori di questo approccio in Sardegna; già nel 2003 la famiglia partecipava ai primi momenti organizzati del movimento italiano del vino naturale su invito di Luigi Veronelli, figura che Alessandro considera uno dei propri maestri. La stessa radicalità continua in cantina, costruita nel sottosuolo per sfruttarne naturalmente l’isolamento termico e progettata per lavorare anche attraverso la gravità. Qui la tecnologia viene ridotta all’essenziale: le fermentazioni sono spontanee, non vengono utilizzati lieviti selezionati, enzimi o correttivi enologici e il cemento è il contenitore fondamentale sia per la vinificazione sia per l’affinamento. Il legno è volutamente escluso dalla filosofia aziendale perché, secondo Dettori, struttura e maturità tannica devono essere ottenute attraverso il lavoro in vigna e non attraverso la barrique. La produzione è organizzata come una vera lettura delle vigne di Badde Nigolosu. Dettori, Tuderi e Tenores interpretano il Retagliadu Nieddu proveniente da differenti vigneti e rappresentano tre espressioni del grande rosso storico della Romangia; Dettori nasce dalle vigne più vecchie ed è considerato dalla famiglia la lettura più arcaica e profonda di questo patrimonio. Chimbanta è dedicato alla Monica di Sorso e deve il proprio nome al termine sardo per “cinquanta”, scelto in occasione del cinquantesimo compleanno di Paolo Dettori; Ottomarzo nasce invece dal Pascale e ricorda la data di nascita, 8 marzo 1920, del nonno Giovanni Antonio Dettori. Dettori Bianco è l’espressione bianca del cru, mentre Moscadeddu recupera la tradizione del Moscato di Sennori passito. Renosu Bianco e Renosu Rosso nascono invece dall’unione di più vigneti collocati sulle sabbie della valle e rappresentano il volto più quotidiano e immediato della proprietà. Particolarmente significativa è la storia di 18 Settembre, vino proveniente dall’ultimo vigneto piantato da Paolo Dettori su circa un ettaro caratterizzato da difficilissime lastre calcaree. Paolo non riuscì ad assaggiare il vino di quella vigna e Alessandro decise successivamente di vinificarlo in sua memoria; ancora oggi viene bevuto esclusivamente a Badde Nigolosu. Tenute Dettori rappresenta quindi molto più di una cantina dedicata al Cannonau: è un progetto agricolo costruito intorno alla conservazione della cultura della Romangia. Vigne ad alberello non irrigate, antichi biotipi locali, selezione massale, agricoltura biodinamica, fermentazioni spontanee, cemento e assenza di scorciatoie enologiche sono gli strumenti attraverso i quali Alessandro cerca di mantenere leggibile il luogo. Oggi l’azienda rimane interamente di proprietà familiare e dichiara di non utilizzare consulenti agronomici, enologici o di marketing esterni, con Alessandro Dettori direttamente responsabile dell’attività agricola e produttiva. È proprio questa indipendenza, portata avanti senza compromessi per quasi trent’anni, ad aver trasformato Badde Nigolosu in uno dei luoghi simbolo del vino naturale italiano: un anfiteatro di vigne, olivi e macchia mediterranea affacciato sulla Romangia nel quale il Cannonau – o meglio, il suo antico Retagliadu Nieddu – torna a essere non semplicemente un vitigno, ma l’espressione di una cultura agricola che la famiglia Dettori considera parte inseparabile della propria terra.