LAMY-PILLOT

LE MONTRACHET GRAND CRU 2014 - LAMY PILLOT

Precio normal €1.000,00

Abbinamenti, Si esalta magnificamente con piatti di pesce arricchiti da salse leggere e accompagnati da verdure, come dei filetti di ricciola con funghi porcini. Si abbina bene anche su pollo e coniglio.
Alcol, 13,5%
Annata, 2014
Denominazione, Montrachet Grand Cru AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Giallo dorato luminoso. Il naso, profumi di delicati fiori e frutti gialli e una speziatura dolce dipingono un quadro di grande eleganza. In bocca, il vino è potente e vellutato: il vino si sviluppa su aromi fruttati, di vaniglia e di burro fuso. Ottimo equilibrio, con grande mineralità e persistenza.

CURIOSITÁ:

Montrachet è una vigna Grand Cru di otto ettari contesa tra i comuni Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet, nella Côte de Beaune. La Maison Louis Latour ne possiede una piccola parte, pari a 0,80 ettari, appartenente al comune di Puligny-Montrachet. Qui il terreno è di una qualità eccezionalmente alta e dona i migliori Chardonnay del mondo. La vinificazione avviene in maniera tradizionale borgognona, ossia in barrique di rovere. Chardonnay potente, superlativo.

Lamy Pillot
È un Domaine familiare, installato dal 1973 nel borghetto di Morgeot, e quindi nella zona più classica di Chassagne-Montrachet. Qui, la cortesia e i modi affabili, l'umiltà e la coscienza della difficoltà del lavoro che si porta avanti non danno idea precisa del talento che tutte le etichette prodotte, ad oggi una ventina su cinque comuni (Chassagne-Montrachet, ma anche Santenay, St. Aubin, Meursault e Beaune), testimoniano. Gli ettari vitati sono 15 circa, con qualche autentico gioiellino, come le micro-parcelle nello storico Premier Cru "Grande Montagne" e una delle più piccole sezioni del mitologico Montrachet, che abbiamo l'onore di poter importare in esclusiva in Italia, giocoforza in quantità molto ridotte. La gamma è quella tipica di un grande bianchista in un territorio di classe mondiale: ovvero bianchi sottili, precisi, minerali, longevi e splendidi da bere, e rossi relativamente lievi, croccanti, giocati sull'equilibrio acido e sulla "trasparenza" aromatica. Al timone c'è oggi la coppia formata da Florence, figlia di René, diplomata al Liceo Viticolo di Beaune, e suo marito Sebastien Caillat, enologo diplomato a Digione. Della parte commerciale si occupa l'altra coppia giovane presente in famiglia, composta dalla primogenita di René, Karin, e da suo marito Daniel. Tutta la filiera è in mano alla famiglia in piena autonomia; non esistono regole fisse per la vinificazione né per la maturazione dei vini, tutto avviene invece anno per anno, cercando di "interpretare" il millesimo; si vendemmia in cassette minuscole (7 kg!) e ci si schiera poi dietro al "table de tri" (tavolo di cernita) scartando acini anche con difetti quasi invisibili. Soprattutto, nonostante la formazione tecnica di tutti, si procede a vinificazioni radicalmente "non interventiste", ad ogni livello (lieviti, quantità di travasi, di solforosa, di interventi di bâtonnage sui bianchi, "dosaggio" dei legni nuovi). I risultati sono, alla fine, coerenti: si esprimono in vini classici, eleganti, mai vistosi o grassi, con i bianchi che si pongono quali custodi ideali della tradizione chassagnois nella micidiale sapidità, la decisa freschezza aromatica, la fenomenale, rocciosa persistenza.