BALDISSERO

BARBARESCO DOCG "ANCÒ" 2021 - BALDISSERO

Precio normal €60,00 Precio rebajado€80,00ahorra €20,00

Abbinamenti, La profondità e la trama tannica dell’Ancò 2021 richiedono piatti di buona struttura. È magnifico con brasato al Barbaresco, arrosti di vitello, guancia di manzo, agnello e selvaggina da piuma, ma trova una naturale sintonia anche con tajarin al ragù, agnolotti del plin e risotti ai funghi porcini. La componente floreale e balsamica permette abbinamenti particolarmente raffinati con tartufo bianco d’Alba, mentre la struttura sostiene senza difficoltà formaggi stagionati come Castelmagno e tome piemontesi di lunga maturazione. Da provare anche con anatra arrosto o faraona farcita.
Alcol, 15%
Annata, 2021
Denominazione, Barbaresco DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barbaresco DOCG “Ancò” 2021 di Baldissero si presenta con un rosso rubino luminoso, già attraversato da eleganti sfumature granate. Il naso è profondo e raffinato, con ciliegia matura, lampone e ribes rosso che si intrecciano a rosa essiccata, violetta e scorza d’arancia. Con l’ossigenazione emergono note più scure di mora, liquirizia, tabacco fine e spezie, accompagnate da un sottile registro balsamico. Al palato mostra maggiore concentrazione rispetto al Barbaresco aziendale: il sorso è profondo e compatto, sostenuto però da una freschezza precisa che impedisce qualsiasi sensazione di pesantezza. Il tannino è fitto, maturo e finemente cesellato, ancora energico ma già ben integrato nella struttura. Il finale è lungo e fragrante, con ritorni di frutti rossi e neri, spezie e leggere sensazioni balsamiche. Un Barbaresco di grande equilibrio, nel quale il carattere generoso del millesimo 2021 incontra eleganza e una notevole prospettiva evolutiva.

CURIOSITÁ:

Ancò è la selezione più ambiziosa di Baldissero e nasce esclusivamente da Nebbiolo clone 71 scelto nei filari più alti della parcella di famiglia a Treiso. Il nome riprende quello della cascina familiare e sottolinea il legame diretto con il luogo da cui proviene il vino. La parte alta del vigneto gode di esposizione a est e viene vinificata separatamente, privilegiando le uve capaci di raggiungere maggiore equilibrio e concentrazione. Le viti sono allevate a Guyot con circa 4.500 ceppi per ettaro, mentre la resa scende ad appena 40 quintali per ettaro, sensibilmente inferiore ai 65 del Barbaresco aziendale. Dopo la pigiatura soffice, il mosto affronta 20-25 giorni di macerazione sulle bucce a temperatura controllata. Alla svinatura il vino passa in tonneaux di rovere, dove rimane per 26 mesi, quindi più a lungo rispetto alla versione classica. Ancò rappresenta così la lettura più selettiva del Nebbiolo secondo Marco Lo Russo, nipote di Guido Baldissero e artefice della nuova fase della piccola azienda familiare di Treiso.

Baldissero

Baldissero è una piccola realtà familiare di Treiso, nel cuore delle Langhe e della denominazione Barbaresco, nata da una storia agricola che precede di molti decenni la prima bottiglia commercializzata con il nome della famiglia. Le sue radici risalgono al 1953, quando Guido Baldissero acquistò un vigneto situato davanti alla propria abitazione, appena fuori dal centro del paese, dando inizio a un patrimonio viticolo che sarebbe stato ampliato e custodito dalle generazioni successive. Per lungo tempo la famiglia si è dedicata soprattutto alla coltivazione della vite, conferendo le uve ad altre cantine della zona: una condizione comune a molti piccoli viticoltori delle Langhe, che possedevano vigne di grande qualità senza necessariamente disporre di una propria struttura di vinificazione e imbottigliamento. La svolta arriva con Marco Lo Russo, nipote di Guido, che dopo la formazione alla Scuola Enologica di Alba e le esperienze maturate professionalmente come enologo decide di completare il percorso iniziato dal nonno. A partire dalla vendemmia 2016 le migliori uve dei vigneti di proprietà non vengono più destinate esclusivamente ad altri produttori, ma selezionate e vinificate direttamente, dando origine al progetto Baldissero. La cantina nasce quindi come marchio relativamente giovane, ma poggia su un patrimonio familiare costruito in oltre settant’anni di lavoro e oggi composto da quasi sette ettari di vigneto, ancora seguiti direttamente dalla famiglia. Treiso costituisce il centro geografico e stilistico della produzione. Siamo sul versante orientale della denominazione Barbaresco, in un paesaggio di colline nel quale altitudine, esposizioni e terreni prevalentemente marnosi, calcarei e argillosi permettono al Nebbiolo di sviluppare lentamente maturità aromatica e fenolica conservando freschezza e precisione. È proprio il Nebbiolo a rappresentare il vertice della produzione e il Barbaresco DOCG la sua interpretazione più importante. Le uve vengono raccolte manualmente e vinificate attraverso macerazioni generalmente comprese tra 20 e 25 giorni; il vino prosegue poi la propria maturazione per circa 20-22 mesi in tonneaux di rovere, con una quota limitata di legno nuovo, prima dell’ulteriore affinamento in bottiglia. Marco sceglie quindi un'impostazione contemporanea ma misurata, nella quale il legno viene utilizzato per accompagnare l’evoluzione del Nebbiolo senza trasformarsi nell’elemento dominante del vino. Ancò rappresenta la selezione più ambiziosa e personale della cantina. Nasce esclusivamente da Nebbiolo, attraverso una selezione particolarmente rigorosa dei filari collocati nella parte più alta del vigneto e con rese sensibilmente inferiori rispetto a quelle destinate al Barbaresco aziendale. La macerazione rimane nell’ordine delle tre settimane, mentre l’affinamento viene prolungato fino a circa 26 mesi in tonneaux. La maggiore concentrazione non viene quindi ricercata attraverso estrazioni esasperate, ma nasce soprattutto dalla selezione effettuata in vigneto e dalla minore produzione per pianta. Ancò diventa così il vino che meglio sintetizza la filosofia di Marco: partire dalle differenze presenti all’interno dello stesso vigneto e accompagnarle con precisione in cantina, lasciando al tempo il compito di trasformare la struttura del Nebbiolo in complessità ed eleganza. Accanto al Barbaresco rimangono le varietà che appartengono storicamente alla cultura agricola delle Langhe. La Barbera d’Alba trova nella selezione Galé un'interpretazione più strutturata, con una macerazione di circa due settimane e un successivo affinamento in legno; il Dolcetto d’Alba segue invece un percorso più immediato, con macerazioni brevi e maturazione esclusivamente in acciaio, scelta che permette di conservarne fragranza, frutto e naturale bevibilità. Il Langhe Nebbiolo offre una lettura più giovane e accessibile della grande varietà piemontese, pur mantenendo una vinificazione accurata e un periodo di affinamento in legno seguito dal riposo in bottiglia. La curiosità enologica di Marco emerge anche attraverso il Syrah, presenza decisamente meno consueta sulle colline di Treiso. Inizialmente utilizzato insieme alla Barbera, dalla vendemmia 2018 viene vinificato in purezza e rappresenta una sorta di laboratorio attraverso il quale confrontare una varietà internazionale con il clima e i terreni delle Langhe. Anche in questo caso le rese vengono mantenute contenute e la maturazione avviene in legno, cercando struttura e profondità senza perdere il carattere dell’annata. Il cuore di Baldissero rimane però saldamente piemontese e soprattutto legato a Treiso. La storia della cantina assume un significato particolare proprio perché il passaggio dalla semplice coltivazione all’imbottigliamento non ha comportato l’abbandono della dimensione familiare. Marco ha utilizzato la propria formazione enologica per dare una nuova prospettiva alle vigne ricevute dalle generazioni precedenti, senza cancellarne l’origine contadina. Anche l’identità delle bottiglie mantiene vivo il ricordo di Guido Baldissero, figura dalla quale tutto ebbe inizio con l’acquisto di quel primo vigneto nel 1953. Oggi Barbaresco e Ancò rappresentano le espressioni più profonde di questo percorso, affiancati da Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e dalla personale sperimentazione sul Syrah. Baldissero racconta così una storia molto langarola: una famiglia che per decenni ha coltivato grandi uve destinate ad altri e una nuova generazione che ha deciso di chiudere il cerchio, trasformandole direttamente in vino. Non un progetto costruito intorno all’acquisizione recente di vigneti prestigiosi, ma una cantina nata dalla volontà di dare finalmente una voce propria a una terra coltivata dalla stessa famiglia da oltre settant’anni.