FERRAGÙ

VALPOLICELLA SUPERIORE DOC 2021 - FERRAGÙ

Precio normal €26,90 Precio rebajado€35,00ahorra €8,10

Abbinamenti, La struttura e la succosità del Valpolicella Superiore 2021 lo rendono particolarmente versatile con piatti di buona intensità. È eccellente con pappardelle al ragù, lasagne, risotti ai funghi, arrosti e carni rosse alla griglia, ma accompagna molto bene anche anatra, faraona, maiale e preparazioni a base di selvaggina. La componente fruttata e speziata trova un abbinamento particolarmente riuscito con brasati e carni in umido, mentre freschezza e tannino consentono di affrontare senza difficoltà salumi saporiti e formaggi di media o lunga stagionatura. Per rimanere sul territorio, è molto interessante con risotto all’Amarone, pastissada de caval e formaggi veneti stagionati.
Alcol, 16%
Annata, 2021
Denominazione, Valpolicella Superiore DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Corvina, Corvinone, Croatina, Oseleta e Rondinella

NOTE SENSORIALI:

Il Valpolicella Superiore 2021 di Ferragù interpreta la denominazione con lo stile ricco e deciso che caratterizza la cantina di Cellore d’Illasi, mantenendo però quella freschezza e quella naturale scorrevolezza che distinguono il Valpolicella dai vini più concentrati della zona. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso e luminoso. Il profilo aromatico è ampio e maturo, dominato da ciliegia, amarena, mora e piccoli frutti rossi, ai quali si aggiungono progressivamente violetta, erbe aromatiche e spezie. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di pepe, cacao, tabacco e leggere sensazioni balsamiche. Al palato è pieno, morbido e succoso, con una bella concentrazione di frutto sostenuta da freschezza e da una trama tannica ben integrata. L’affinamento contribuisce ad arrotondare la struttura senza cancellare l’energia del vino, che rimane dinamico e piacevolmente sapido. Il finale è persistente, caldo e speziato, con ritorni di amarena e frutti scuri. Un Valpolicella Superiore dalla personalità importante, capace di coniugare la generosità tipica dello stile Ferragù con equilibrio e grande piacevolezza di beva.

CURIOSITÀ:

Il Valpolicella Superiore 2021 nasce principalmente dalle varietà tradizionali del territorio veronese, con Corvina protagonista dell’assemblaggio, accompagnata dagli altri vitigni storicamente utilizzati dalla famiglia Ferragù. Le vigne si trovano sulle colline di Cellore d’Illasi, nella parte orientale della Valpolicella, dove la famiglia lavora la terra da generazioni. La storia moderna dell’azienda è strettamente legata a Carlo Ferragù, che ha trasformato una produzione inizialmente destinata soprattutto al consumo familiare in un progetto vitivinicolo personale, costruito su rese contenute e grande attenzione alla maturazione delle uve. Il Valpolicella Superiore occupa una posizione particolarmente interessante nella gamma perché permette di incontrare lo stile della cantina in una veste meno monumentale rispetto all’Amarone: il frutto rimane protagonista, mentre struttura e affinamento aggiungono profondità senza arrivare alla concentrazione delle uve lungamente appassite. Anche la dicitura Superiore non rappresenta semplicemente un’indicazione qualitativa: il disciplinare della denominazione prevede infatti requisiti più restrittivi rispetto al Valpolicella base, compreso un periodo minimo di affinamento e un grado alcolico superiore. Il risultato è un rosso che conserva l’identità territoriale della Valpolicella ma possiede materia e complessità sufficienti per affrontare anche alcuni anni di evoluzione in bottiglia.

Ferragù

Ferragù è una realtà familiare della Valpolicella orientale, con sede a Cellore d’Illasi, nata dalla determinazione di Maurizio Ferragù e da un rapporto con la vigna costruito fin dall’infanzia. La sua storia non parte da una grande proprietà già affermata, ma da un percorso personale fatto di lavoro, esperienza e progressiva conquista di ogni singolo appezzamento. Cresciuto in una famiglia contadina, Maurizio impara presto cosa significhi lavorare la terra e nel corso degli anni trasforma questa conoscenza in un progetto autonomo, costruendo una cantina nella quale la produzione rimane volutamente limitata e fortemente legata alle colline della Valle d’Illasi. Il territorio si trova nella parte orientale della provincia di Verona, all’interno di un paesaggio nel quale i vigneti salgono progressivamente verso le prime alture dei Monti Lessini e beneficiano di importanti escursioni termiche tra giorno e notte. I terreni presentano componenti calcaree e argillose e le differenti esposizioni permettono alla famiglia di lavorare ogni parcella cercando maturità e concentrazione senza rinunciare alla freschezza, elemento fondamentale soprattutto per vini naturalmente ricchi come Amarone e Recioto. Corvina costituisce il cuore della produzione ed è affiancata dalle altre varietà tradizionali della Valpolicella, in particolare Corvinone e Rondinella, uve che trovano nell’appassimento una delle espressioni più caratteristiche della cultura enologica veronese. Proprio l’appassimento rappresenta un passaggio fondamentale nella filosofia di Ferragù. I grappoli destinati ai vini più importanti vengono selezionati attentamente durante la vendemmia e lasciati riposare per un lungo periodo, durante il quale perdono progressivamente acqua e concentrano zuccheri, aromi e sostanze estrattive. È un processo apparentemente semplice ma estremamente delicato, perché la qualità dell’uva iniziale, la sanità dei grappoli, la ventilazione e l’andamento climatico possono determinare profondamente il risultato finale. L’Amarone della Valpolicella rappresenta naturalmente il vertice di questa interpretazione e viene concepito come un vino di grande intensità e lunga evoluzione, nel quale la concentrazione derivante dall’appassimento deve trovare equilibrio attraverso acidità, tannino e tempo. L’affinamento in legno accompagna lentamente questa struttura, permettendo al vino di integrare la propria potenza e sviluppare progressivamente complessità senza perdere il carattere del frutto. Accanto all’Amarone, il Valpolicella Superiore permette di osservare un volto differente delle stesse varietà, maggiormente orientato verso dinamismo e bevibilità ma sempre caratterizzato dalla maturità che contraddistingue lo stile aziendale. Il Recioto conserva invece un legame ancora più antico con la storia del territorio. Prima che l’Amarone diventasse il vino simbolo internazionale della Valpolicella, era proprio il Recioto dolce ottenuto dalle uve appassite a rappresentare una delle produzioni più prestigiose della zona. Ferragù mantiene viva questa tradizione interpretandola attraverso un vino nel quale la naturale dolcezza viene sostenuta dalla freschezza e dalla concentrazione aromatica delle uve. La produzione della famiglia si distingue per una ricerca evidente della materia e della profondità. I vini non cercano leggerezza stilistica, ma esprimono volutamente il carattere generoso delle uve mature e appassite della Valpolicella orientale, affidando al tempo il compito di armonizzarne le diverse componenti. Dietro questa impostazione rimane però soprattutto la storia personale di Maurizio Ferragù, vignaiolo che ha costruito progressivamente la propria azienda partendo dal lavoro manuale e da una conoscenza diretta della campagna. La dimensione familiare continua a essere un elemento centrale e permette di mantenere uno stretto controllo sulle diverse fasi, dalla gestione dei vigneti alla selezione dei grappoli, dall’appassimento fino ai lunghi affinamenti. Ferragù rappresenta così un’interpretazione intensa e profondamente personale della Valpolicella orientale, lontana dall’idea di una produzione standardizzata e costruita invece attorno alla maturità delle uve, al tempo e alla concentrazione naturale ottenuta attraverso l’appassimento. Corvina, Corvinone e Rondinella diventano le protagoniste di vini dalla forte identità, nei quali la ricchezza non viene ricercata come semplice esercizio di potenza, ma come espressione di una terra e di una tradizione che hanno fatto dell’attesa uno dei propri strumenti fondamentali. Una storia nata dal lavoro di Maurizio e cresciuta vendemmia dopo vendemmia, mantenendo nella dimensione familiare e nel legame con Cellore d’Illasi le proprie radici più autentiche.