ALEXANDRE GRIMÉE

Alexandre Grimée rappresenta una delle espressioni più interessanti della nuova generazione di vignaioli francesi, interprete di una viticoltura artigianale che mette al centro l'identità del territorio, il rispetto della materia prima e la libertà di espressione del vino. Il suo progetto nasce dal desiderio di costruire una produzione personale, lontana dalle logiche della standardizzazione e orientata verso vini capaci di raccontare con autenticità il luogo e l'annata da cui provengono. La filosofia produttiva privilegia un approccio poco interventista, nel quale il lavoro in vigneto assume un ruolo fondamentale e la cantina diventa soprattutto il luogo in cui accompagnare la naturale trasformazione dell'uva.
Il progetto di Alexandre Grimée prende forma nel 2010 ad Azy-sur-Marne, nell'estremità occidentale della Vallée de la Marne, dove questo vignaiolo nato nel 1988 decide di valorizzare il patrimonio viticolo della propria famiglia. Nipote di viticoltori, Alexandre sceglie una strada radicalmente artigianale: appena un ettaro di vigneto, seguito personalmente, senza inseguire l'espansione della superficie o l'aumento dei volumi produttivi. Le vigne sono distribuite principalmente a Bonneil, con una piccola parcella a Romeny-sur-Marne, in un paesaggio collinare che forma un anfiteatro naturale esposto a sud. Il patrimonio comprende cinque piccoli appezzamenti: Sous les Trous, Sur les Raids, Les Douaires, Le Vivier e Le Village. Il Meunier domina nettamente la superficie, affiancato da piccolissime quantità di Pinot Noir e Chardonnay, e rappresenta il vero protagonista della ricerca di Alexandre. La parcella più emblematica è Sous les Trous, a Bonneil, piantata dai nonni nel 1973 e caratterizzata da un'esposizione pienamente meridionale e da un sottosuolo di calcari e marne risalenti al Bartoniano medio. È proprio qui che Alexandre trova una delle espressioni più personali del Meunier, capace di coniugare maturità del frutto, struttura e tensione. La conduzione del vigneto è interamente orientata al rispetto della vita del suolo, con lavorazioni attente, esclusione degli erbicidi e una gestione agricola che ha portato alla certificazione biologica a partire dalla vendemmia 2023. In cantina la filosofia rimane altrettanto precisa, ma non dogmatica: le fermentazioni possono essere spontanee, l'acciaio e le botti di rovere vengono scelti secondo le caratteristiche delle uve e la fermentazione malolattica viene valutata in funzione dell'annata, senza imporre una ricetta prestabilita. Le vinificazioni privilegiano interventi contenuti, evitando chiarifiche e filtrazioni quando non necessarie e lasciando al vino il tempo di sviluppare naturalmente complessità e profondità. Sous les Trous rappresenta la cuvée simbolo del domaine, uno Champagne da Meunier in purezza proveniente dall'omonima parcella di Bonneil. Nell'annata 2022, per esempio, il vino è stato vinificato in botti da 228 e 350 litri, ha svolto la fermentazione malolattica ed è stato imbottigliato senza chiarifica né filtrazione, prima di essere commercializzato come Brut Nature, senza alcun dosage. La produzione di questa singola cuvée si è fermata a 2.723 bottiglie, testimonianza della dimensione estremamente limitata del progetto. Ancora più particolare è Les Douaires, piccolo appezzamento piantato dai nonni nel 1989, esposto a est e caratterizzato da pendenze che raggiungono il 45%. Qui Alexandre ha scelto di esplorare il Meunier anche attraverso la vinificazione in rosso fermo, producendo un Coteaux Champenois Rouge di straordinaria rarità. Nell'annata 2022 le uve sono state diraspate manualmente, sottoposte a macerazione e successivamente affinate in una botte da 228 litri, dando origine ad appena 395 bottiglie. È una scelta particolarmente significativa perché dimostra quanto Alexandre consideri il Meunier non semplicemente un vitigno destinato alla spumantizzazione, ma una varietà capace di esprimere autonomamente struttura, carattere e identità territoriale. Il lavoro di Alexandre Grimée rappresenta quindi una delle interpretazioni più essenziali e personali della Champagne contemporanea: un ettaro, poche parcelle, vecchie vigne familiari e una produzione estremamente contenuta, nella quale ogni decisione viene presa direttamente dal vignaiolo. La sua filosofia non consiste nel riprodurre uno stile immutabile, ma nell'adattarsi alle caratteristiche di ogni vendemmia, accettando che il vino possa cambiare sensibilmente da un anno all'altro. È proprio questa libertà, unita alla profonda conoscenza delle vigne di Bonneil e alla centralità del Meunier, a rendere Alexandre Grimée una delle piccole realtà più affascinanti della Vallée de la Marne occidentale: uno Champagne autenticamente artigianale, nel quale la dimensione minuscola non rappresenta un limite, ma la condizione necessaria per seguire personalmente ogni vite e trasformare ogni bottiglia in un'espressione precisa del proprio territorio.