BENJAMIN ET DAVID DUCLAUX

Benjamin e David Duclaux rappresentano la quarta generazione alla guida del Domaine Duclaux, piccola proprietà familiare di Tupin-et-Semons, nel settore meridionale della Côte-Rôtie. La storia moderna del domaine comincia nel 1928, quando il bisnonno Frédéric Caillet rileva una proprietà viticola dalle origini molto più antiche; saranno poi Edmond e Monique Duclaux, genitori di Benjamin e David, a svilupparla e a consolidarne il patrimonio. Oggi i due fratelli lavorano insieme mantenendo deliberatamente dimensioni contenute: appena 5,8 ettari di proprietà in Côte-Rôtie, interamente concentrati sulle ripidissime colline di Tupin-et-Semons. È una scelta precisa, perché il lavoro su questi versanti richiede una presenza manuale continua e i Duclaux preferiscono preservare un rapporto diretto con ogni parcella piuttosto che ampliare eccessivamente la superficie aziendale. Il domaine rappresenta soprattutto una delle espressioni più interessanti della parte meridionale della denominazione, geologicamente differente dai settori più settentrionali. Qui domina infatti lo gneiss, roccia metamorfica chiara e molto antica che, degradandosi, genera terreni poveri, friabili e particolarmente drenanti. Le vigne sono aggrappate a pendenze impressionanti e distribuite su strette terrazze sostenute dai tradizionali muri di pietra. Questi muri costituiscono un patrimonio essenziale della Côte-Rôtie: le loro origini vengono ricondotte fino all'epoca romana e ancora oggi devono essere continuamente restaurati per impedire l’erosione e rendere possibile la coltivazione. Maison Rouge, Coteau de Tupin, Le Collet, Tupin e Coteau de Bassenon sono alcuni dei lieux-dits sui quali si concentra il patrimonio della famiglia. È un paesaggio nel quale la meccanizzazione è estremamente limitata e gran parte delle operazioni viene necessariamente svolta a mano, trasformando la viticoltura in un vero lavoro di montagna. La Syrah è naturalmente la protagonista assoluta, affiancata in alcune cuvée da piccole percentuali di Viognier secondo una delle tradizioni più caratteristiche della Côte-Rôtie. Benjamin e David cercano però soprattutto di mettere in evidenza ciò che distingue il sud della denominazione: vini profondi ma non eccessivamente massicci, nei quali la Syrah sviluppa profumi di frutti scuri, violetta, pepe, spezie e note affumicate accompagnati da tannini raffinati e da una particolare freschezza minerale. La filosofia dei fratelli è dichiaratamente orientata all’equilibrio: lavorare insieme significa confrontarsi continuamente e rifiutare scelte estreme, tanto in vigneto quanto in cantina. Le differenti parcelle vengono vinificate cercando di rispettarne la personalità e l’affinamento in legno viene calibrato affinché non diventi più evidente del vino stesso. Il domaine utilizza pièces e contenitori di maggiore capacità, con percentuali di legno nuovo variabili secondo la cuvée, privilegiando élevage sufficientemente lunghi da affinare la trama della Syrah senza coprirne il carattere. La produzione è volutamente limitata e oggi si articola principalmente attorno a quattro Côte-Rôtie. La Chana mette particolarmente in evidenza il tradizionale incontro tra Syrah e Viognier ed è pensata per esprimere il volto più fine e vellutato della denominazione. La Germine costituisce la cuvée centrale del domaine e rappresenta una sintesi delle differenti parcelle della proprietà, diventando probabilmente il vino più immediato per comprendere lo stile dei fratelli. Maison Rouge nasce invece da uno dei lieux-dits più prestigiosi del settore meridionale: vecchie vigne radicate direttamente nello gneiss danno origine a una Côte-Rôtie più profonda, strutturata e destinata a un lungo affinamento in bottiglia. Coteaux de Tupin rappresenta infine la selezione più confidenziale e parcellare, vinificata in grappolo intero e concepita espressamente per l’evoluzione. Le quattro cuvée permettono così di leggere la Syrah attraverso interpretazioni differenti senza perdere il filo comune del terroir di Tupin-et-Semons. Dal 2015 il progetto si è aperto anche al Condrieu. Non possedendo vigneti all’interno della denominazione, Benjamin e David acquistano uve di Viognier selezionate e le vinificano direttamente nella propria cantina. È stata una scelta significativa per una famiglia che fino ad allora aveva lavorato esclusivamente vini rossi: l’obiettivo è interpretare il Viognier mantenendo l’impostazione aziendale, cercando intensità aromatica ma soprattutto equilibrio e freschezza, evitando che la naturale ricchezza della varietà diventi eccessivamente opulenta. Côte-Rôtie e Condrieu rimangono le sole due denominazioni imbottigliate e l’intera produzione si mantiene nell’ordine di poche migliaia di casse all’anno. Benjamin e David Duclaux rappresentano così una Côte-Rôtie profondamente familiare e legata alla parte meridionale dell’appellazione. Non possiedono una grande superficie e non hanno cercato di costruire una gamma smisurata: il centro del progetto rimangono 5,8 ettari di pendii di gneiss, i vecchi muri di pietra e la Syrah. L’eredità ricevuta dal bisnonno Frédéric e soprattutto dal lavoro di Edmond e Monique viene oggi interpretata dai due fratelli con maggiore precisione, ma senza perdere il carattere artigianale della proprietà. La Germine, La Chana, Maison Rouge e Coteaux de Tupin diventano così quattro letture complementari dello stesso paesaggio, capaci di raccontare quella Côte-Rôtie meridionale nella quale eleganza e profondità possono convivere. È proprio questa ricerca dell’equilibrio, unita alla dimensione minuscola del domaine e al lavoro manuale necessario per coltivare terrazze tanto ripide, a definire l’identità dei Duclaux: una famiglia che dal 1928 continua a custodire uno dei paesaggi viticoli più estremi del Rodano settentrionale, lasciando allo gneiss, alla Syrah e ai coteaux di Tupin-et-Semons il ruolo di veri protagonisti.