BOROLI

Boroli è una realtà familiare profondamente legata al Barolo e alle colline delle Langhe, nata dall’iniziativa della famiglia Boroli, imprenditori piemontesi attivi storicamente nel mondo dell’editoria che negli anni Novanta scelgono di trasformare una grande passione per il vino in un nuovo progetto. La prima vendemmia di Barolo viene realizzata nel 1996 e da quel momento la famiglia costruisce progressivamente un patrimonio viticolo concentrato in alcuni dei territori più prestigiosi della denominazione, scegliendo il Nebbiolo come centro assoluto della propria identità. Il cuore dell’azienda è Cascina La Brunella a Castiglione Falletto, una tenuta le cui origini documentate risalgono almeno al XVII secolo: ricerche condotte negli archivi locali hanno infatti permesso alla famiglia di individuare documenti del 1624 che testimoniano come la collina Brunella fosse già allora legata alla coltivazione della vite e alla produzione di vino destinato agli abitanti del paese. Oggi proprio Castiglione Falletto rappresenta il centro produttivo di Boroli: qui si trovano la cantina di vinificazione e affinamento e una parte fondamentale dei vigneti, mentre altre parcelle di Nebbiolo si trovano nel comune di Barolo, in particolare nell’area di Cerequio. La nuova cantina di Cascina La Brunella è stata progettata da Guido Boroli, architetto e uno dei quattro fratelli della famiglia, e si sviluppa per oltre 1.000 metri quadrati accanto all’antica tenuta, con gli ambienti interrati destinati alla maturazione e all’affinamento e quelli superiori dedicati alla vinificazione, all’imbottigliamento e all’accoglienza. L’edificio è stato pensato per inserirsi nel paesaggio delle Langhe e utilizza esternamente anche doghe provenienti da vecchie barrique, recuperate come elemento architettonico e isolante. Il patrimonio aziendale permette a Boroli di interpretare il Nebbiolo attraverso terroir profondamente differenti. Brunella costituisce una delle espressioni più identitarie e rappresenta un vero monopolio della famiglia: qui i terreni argilloso-calcarei con presenza di sabbia e le differenti esposizioni permettono di ottenere Barolo nei quali struttura ed eleganza convivono naturalmente. Villero, una delle MGA storiche di Castiglione Falletto, offre invece una lettura più profonda e aristocratica del Nebbiolo, mentre Cerequio porta il progetto nel territorio compreso tra Barolo e La Morra, uno dei cru più celebri dell’intera denominazione, storicamente associato a vini di grande finezza aromatica e capacità evolutiva. A queste interpretazioni si aggiunge il Barolo del Comune di Castiglione Falletto, prodotto per la prima volta con l’annata 2019 dopo un lungo lavoro di zonazione delle vigne aziendali: le parcelle vengono studiate e suddivise in micro-unità secondo esposizione e maturazione, con orientamenti est, ovest e sud-ovest e terreni prevalentemente argilloso-calcarei attraversati da componenti sabbiose. Il lavoro parcellare continua durante la vendemmia, effettuata interamente a mano intorno alla metà di ottobre e con raccolte separate in piccole cassette per mantenere omogeneo il livello di maturazione di ogni micro-cuvée. In cantina le differenti origini rimangono separate durante fermentazione e affinamento. Per il Barolo la fermentazione avviene in acciaio e viene seguita da una macerazione tradizionale a cappello sommerso che può arrivare fino a circa trenta giorni, tecnica attraverso la quale Boroli ricerca un’estrazione progressiva e completa dal Nebbiolo senza forzare eccessivamente la componente tannica. Dopo almeno diciotto mesi di maturazione in legno le micro-cuvée vengono degustate e assemblate secondo la personalità del vigneto e dell’annata, quindi imbottigliate e lasciate riposare ulteriormente prima della commercializzazione. Il Barolo classico mantiene la filosofia tradizionale dell’assemblaggio dei migliori vigneti e costituisce la sintesi della produzione, mentre Brunella, Cerequio e Villero permettono di osservare quanto lo stesso Nebbiolo possa cambiare all’interno di pochi chilometri. La gamma comprende inoltre il Langhe Nebbiolo 1661, il cui nome richiama un altro documento storico rinvenuto dalla famiglia e dedicato alla lunga presenza della viticoltura sulle colline intorno alla cantina, e il Langhe Chardonnay Bel Ami, prodotto dal 1997 da una piccola vigna situata sul versante occidentale della collina Brunella e testimonianza della volontà di confrontarsi anche con un vitigno internazionale mantenendo però una forte identità langarola. Boroli rappresenta quindi un caso particolare nel panorama del Barolo: non una cantina nata dalla continuità di numerose generazioni di vignaioli, ma una famiglia imprenditoriale che negli anni Novanta ha scelto consapevolmente di entrare nel mondo del vino costruendo il proprio progetto intorno alla proprietà diretta delle vigne e allo studio dei singoli terroir. Nel tempo l’attenzione si è spostata sempre più verso la zonazione, le micro-parcelle e la valorizzazione delle differenti MGA, con Castiglione Falletto come centro indiscusso della produzione. Brunella, Villero e Cerequio costituiscono oggi le coordinate principali di questa ricerca e permettono di leggere tre anime differenti del Nebbiolo, mentre la vinificazione separata, le macerazioni a cappello sommerso e il lungo affinamento accompagnano i vini senza cancellarne la provenienza. A quasi trent’anni dalla prima vendemmia del 1996, Boroli ha così costruito una propria identità all’interno delle Langhe, legando il nome della famiglia soprattutto a Cascina La Brunella e a una visione del Barolo fondata sull’equilibrio tra eleganza, struttura e riconoscibilità del territorio.