BRICE
Champagne Brice è una maison familiare indipendente di Bouzy, uno dei Grand Cru più prestigiosi della Montagne de Reims, dove la famiglia è documentata fin dal 1684 e possiede vigne dalla fine del XVII secolo. La casa familiare, ancora oggi parte del patrimonio dei Brice, fu costruita nel 1764 da Simon Fétizon, mentre suo figlio Nicolas divenne il primo sindaco di Bouzy durante la Rivoluzione francese. La nascita vera e propria dello Champagne Brice avviene però nel 1945, quando René Brice riprende l’azienda, completa il reimpianto dei vigneti dopo la fillossera, amplia le cantine e comincia a commercializzare le prime cuvée con il nome di famiglia. Nel 1966 entra in azienda Jean-Paul Brice, che sviluppa il patrimonio viticolo anche nell’Aube e nel 1994 compie un passaggio fondamentale assumendo lo status di négociant-manipulant ed entrando nell’Union des Maisons de Champagne: alle uve dei vigneti familiari vengono così affiancati approvvigionamenti selezionati, ampliando la possibilità di lavorare con differenti terroir della denominazione. Nel 2004 arrivano i figli Rémi e Jean-René, dodicesima generazione, che acquistano a Bouzy un nuovo cellier con cantine scavate nel XIX secolo e avviano una nuova fase della maison. Oggi la proprietà dispone di circa 12 ettari, dei quali ben 8 si trovano a Bouzy Grand Cru, vero cuore dell’identità aziendale. Qui la famiglia possiede parcelle in alcuni lieux-dits particolarmente interessanti, tra cui Les Hauts Vaudayants, Les Doyennes, Le Poteau, Le Mont des Tours, Les Cercets e Les Chantereines. A queste si aggiungono vigne a Chigny-les-Roses, Premier Cru, principalmente dedicate al Meunier, e circa 2,5 ettari a Loches-sur-Ource, nella Côte des Bar, acquistati da Jean-Paul Brice nel 1980 e piantati prevalentemente a Pinot Noir con una piccola quota di Chardonnay. Il Pinot Noir rimane inevitabilmente il grande protagonista: Bouzy è storicamente uno dei terroir più importanti della Champagne per questa varietà, grazie ai versanti della Montagne de Reims e ai terreni calcarei profondamente segnati dalla craie, capaci di generare vini strutturati, vinosi e allo stesso tempo sostenuti da una forte tensione minerale. Le vigne aziendali hanno un’età media di circa 45 anni e sono in larga parte originate da selezioni massali familiari, un patrimonio genetico che la maison ha scelto di preservare nel tempo. La conduzione del vigneto ha vissuto negli ultimi anni una trasformazione importante: i terreni vengono lavorati con l’aratro, pesticidi chimici e insetticidi sono stati eliminati e le vigne hanno ottenuto la certificazione biologica a partire dalla vendemmia 2023, completando un percorso già riconosciuto dalla certificazione HVE. Dal 2019 un ruolo decisivo nella nuova identità qualitativa è affidato all’enologo Christophe Constant, professionista con oltre vent’anni di esperienza in Champagne, che dirige le vinificazioni e ha contribuito a rendere lo stile della maison sempre più preciso e territoriale. Uno degli elementi fondamentali è la scelta di non svolgere la fermentazione malolattica sui vini base, preservando così acidità naturale, energia e capacità di evoluzione. La gamma parte da Héritage, assemblaggio dominato dal Pinot Noir e completato dallo Chardonnay, che rappresenta la sintesi dello stile Brice, e prosegue con Héritage Rosé ed Héritage E.P., versione caratterizzata da un élevage prolungato. Il Blanc de Blancs Extra Brut mette al centro lo Chardonnay di Premier Cru, mentre il Blanc de Noirs Extra Brut e il Vintage Grand Cru approfondiscono il carattere del Pinot Noir. Ma è soprattutto attraverso le cuvée parcellari che emerge la direzione contemporanea della maison: Le Poteau, Le Mont des Tours e La Chatelaine vengono prodotti da singoli lieux-dits di Bouzy, vinificati per evidenziarne le differenze e proposti come Brut Nature, senza dosage. Le Poteau e Le Mont des Tours sono dedicati al Pinot Noir, mentre La Chatelaine interpreta lo Chardonnay, permettendo di osservare due vitigni differenti attraverso la stessa matrice territoriale del Grand Cru. Ancora più particolare è il lavoro sui Coteaux Champenois, categoria nella quale Brice è diventata un vero riferimento. Bouzy possiede infatti una tradizione secolare nella produzione di vino rosso fermo e il Bouzy Rouge della maison recupera proprio questa identità precedente alla diffusione dello Champagne spumante, utilizzando Pinot Noir in purezza. A questo si affiancano rarissime interpretazioni parcellari di Bouzy Blanc, prodotte dai lieux-dits Les Hautes e Le Poteau e capaci di mostrare il terroir senza l’intermediazione della seconda fermentazione. La produzione complessiva si aggira intorno alle 100.000 bottiglie annue e mantiene quindi dimensioni relativamente contenute rispetto alle grandi maison, con oltre il 30% destinato ai mercati internazionali. Champagne Brice rappresenta così un interessante punto d’incontro tra due mondi: possiede lo status e la possibilità di approvvigionamento di una maison, ma conserva il patrimonio, la sensibilità e il rapporto diretto con la vigna tipici di una famiglia radicata nello stesso villaggio da oltre tre secoli. Rémi e Jean-René hanno progressivamente riportato Bouzy al centro del progetto, mentre Christophe Constant ha accompagnato l’evoluzione verso agricoltura biologica, vinificazioni più precise, assenza di malolattica e valorizzazione delle singole parcelle. Pinot Noir, craie, vecchie vigne e Bouzy Rouge costituiscono così le fondamenta di una maison che non cerca di uniformare il proprio patrimonio, ma di mostrare le diverse espressioni di uno dei grandi terroir storici della Montagne de Reims.