CAMILLE THIRIET

Domaine Camille Thiriet è una delle realtà emergenti più interessanti della nuova generazione borgognona, nata nel 2016 nel settore meridionale della Côte de Nuits e oggi stabilita a Corgoloin. La sua storia è particolare perché Camille Thiriet non proviene da una famiglia di vignaioli e non eredita né vigne né una cantina già avviata. Nata a Parigi e inizialmente attratta dal mondo della profumeria, sviluppa molto presto una forte sensibilità per aromi e profumi. Nel 2008 decide di avvicinarsi professionalmente al vino, passando dalla formazione a Beaune a un master dedicato al commercio internazionale del vino a Bordeaux. Tornata in Borgogna, entra nell'universo di Nicolas Potel e successivamente lavora al Domaine de Bellene, dove si occupa della parte commerciale. È proprio qui che incontra Matt Chittick, canadese e allora chef de cave del domaine. L’esperienza comune permette ai due di conoscere da vicino una quantità straordinaria di terroir borgognoni e fa nascere progressivamente il desiderio di produrre qualcosa di proprio. Nel 2016 il progetto diventa realtà, ma in condizioni estremamente semplici: Camille comincia come micro-négociant all’interno di un garage di appena una ventina di metri quadrati, producendo soltanto sette pièces, quattro di bianco e tre di rosso, per un totale di circa 2.000 bottiglie. Le prime cuvée sono Côte de Nuits-Villages Aux Montagnes e Bourgogne Blanc Cuvée Confidentielle. Fin dall'inizio Camille e Matt scelgono deliberatamente di concentrarsi su denominazioni e lieux-dits meno celebrati della Borgogna, convinti che territori come Corgoloin e Comblanchien possano offrire vini di grande personalità senza possedere il prestigio commerciale dei villaggi più famosi della Côte de Nuits. Il lavoro rimane quasi interamente manuale: rimontaggi effettuati con il secchio, follature con i piedi e un vecchio pressoir à cliquet diventano non soltanto necessità determinate dalle dimensioni iniziali della cantina, ma elementi di una filosofia produttiva che viene mantenuta anche quando il domaine cresce. Il principio dichiarato è semplice: accompagnare il vino senza costringerlo. La svolta decisiva avviene tra il 2021 e il 2022. Dopo diversi anni trascorsi acquistando uve e lavorando piccole parcelle, Camille e Matt riescono ad acquisire Clos Magny a Corgoloin e successivamente rilevano una parte importante del patrimonio viticolo del Domaine Gilles Jourdan. Il progetto passa così progressivamente dalla dimensione di micro-négoce a quella di vero domaine, arrivando a circa 6-6,5 ettari e trasferendosi in una struttura più adeguata a Corgoloin. È un passaggio fondamentale perché consente alla coppia di seguire direttamente una parte sempre maggiore del percorso, dalla gestione delle vigne fino all’imbottigliamento, mantenendo comunque una produzione volutamente contenuta. Il cuore della proprietà si trova oggi tra Corgoloin e Comblanchien, all’estremità meridionale della Côte de Nuits. È un settore storicamente meno celebrato rispetto a Vosne-Romanée, Chambolle-Musigny o Gevrey-Chambertin, ma caratterizzato dagli stessi grandi principi geologici della Côte: terreni argillo-calcarei, variazioni continue nella profondità delle argille e una presenza di calcare che cambia sensibilmente secondo posizione e altitudine. Camille ha scelto proprio queste differenze come centro della propria ricerca, vinificando separatamente numerose parcelle invece di costruire un unico Côte de Nuits-Villages. Aux Montagnes nasce, per esempio, da una parcella di Pinot Noir di circa settant’anni situata sui pendii di Comblanchien, intorno ai 280 metri di altitudine, sotto il castello. Il terreno è poco profondo, argillo-calcareo e fortemente pietroso, con numerosi frammenti di calcare e una sottile copertura di argilla. Les Retraits offre invece una lettura completamente differente pur trovandosi nella stessa parte della Côte de Nuits: la parcella, con vigne di circa cinquant’anni, è situata accanto al celebre Clos de la Maréchale e poggia sui classici terreni argillo-calcarei della zona. Cuvée Deslandes nasce dall’assemblaggio di due parcelle, Le Creux de Sobron a Corgoloin e Les Grandes Vignes a Comblanchien, utilizzate insieme per ricercare equilibrio tra profondità, freschezza e precisione del Pinot Noir. Anche il patrimonio dei bianchi è diventato progressivamente più articolato. La Montagne è uno Chardonnay proveniente da una minuscola parcella di appena 0,19 ettari sulle alture di Corgoloin, caratterizzata da terreni argillo-calcarei ricchi di roccia; il vino matura per circa dieci mesi in fusto e rappresenta una delle interpretazioni più tese e minerali della produzione. En La Place nasce invece da una microparcella di Chardonnay di circa sessant’anni su argille più sabbiose, mentre Cuvée Confidentielle proviene da una straordinaria parcella centenaria di Mâcon-Cruzille e viene volutamente commercializzata come Bourgogne Blanc. Particolarmente interessante è anche Aligoté du Jardin, ottenuto attraverso l’assemblaggio di tre vecchie parcelle situate a Meursault, Corgoloin e Comblanchien, con vigne che raggiungono rispettivamente circa cento, sessanta e settant’anni. L’Aligoté viene affinato per una decina di mesi in fusto, trattandolo quindi con la stessa attenzione normalmente riservata alle denominazioni più prestigiose. Tra i rossi, Bourgogne Les Blanches nasce invece da Pinot Noir proveniente da una parcella di Pommard con vigne intorno ai novant’anni, radicate in un particolare terreno argillo-calcareo caratterizzato dalla presenza di argille molto chiare. Accanto a Pinot Noir e Chardonnay trovano spazio anche vecchie vigne di Gamay e persino il Savagnin del Jura, segno della curiosità che accompagna il progetto fin dalle origini. In cantina l'approccio rimane volutamente artigianale nonostante l'evoluzione della proprietà. Le uve vengono selezionate accuratamente e le vinificazioni cercano estrazioni progressive e delicate. Rimontaggi al secchio, follature con i piedi e pressatura attraverso il tradizionale pressoir à cliquet continuano a essere utilizzati perché consentono a Camille e Matt un rapporto estremamente diretto con ogni piccola massa. Il legno accompagna molti dei vini, soprattutto i bianchi, generalmente attraverso affinamenti intorno ai dieci mesi, ma senza essere ricercato come elemento aromatico dominante. La filosofia è piuttosto quella di lasciare emergere le differenze tra parcelle: il calcare di Aux Montagnes, la posizione di Les Retraits, le argille sabbiose di En La Place o le vecchissime vigne di Cuvée Confidentielle devono rimanere più riconoscibili della tecnica utilizzata in cantina. È proprio questa attenzione verso terroir apparentemente secondari a rendere Camille Thiriet particolarmente interessante nel panorama borgognone contemporaneo. Invece di costruire il progetto inseguendo immediatamente le denominazioni più prestigiose, Camille e Matt sono partiti da Côte de Nuits-Villages e Bourgogne, cercando vecchie vigne e parcelle capaci di possedere una propria identità indipendentemente dalla gerarchia riportata sull'etichetta. La crescita è avvenuta progressivamente: dalle sole 2.000 bottiglie del 2016 alle prime vigne in proprietà, fino alla decisiva acquisizione di nuovi ettari a Corgoloin. Domaine Camille Thiriet racconta quindi una Borgogna differente da quella delle grandi dinastie familiari: una parigina senza vigne ereditate e un canadese arrivato in Francia come uomo di cantina che decidono di costruire praticamente da zero il proprio domaine. Una storia iniziata con sette botti in un garage e diventata in pochi anni una piccola proprietà della Côte de Nuits, mantenendo però la stessa dimensione artigianale delle origini. Vecchie vigne, Pinot Noir, Chardonnay e Aligoté, lavorazioni manuali e soprattutto una particolare attenzione per Corgoloin e Comblanchien definiscono oggi l’identità della cantina: non la ricerca della Borgogna più prestigiosa sulla carta, ma la volontà di dimostrare quanto possano essere grandi anche quei terroir rimasti a lungo all’ombra dei nomi più celebri della Côte d’Or.