CHAMPAGNE MATHIEU NICOLAS
Champagne Mathieu-Nicolas è una piccola realtà familiare di Cuchery, sulla rive droite della Vallée de la Marne, nata nella sua veste contemporanea nel 2017 ma sostenuta da una storia viticola che la famiglia Moussé fa risalire addirittura al 1629 e che oggi raggiunge la dodicesima generazione. Il progetto porta i nomi dei due fratelli Mathieu e Nicolas Moussé, figli di Bertrand Moussé e Martine Michel, che hanno riunito e reinterpretato un patrimonio costruito dalle rispettive famiglie nel corso dei secoli. Entrambi crescono letteralmente tra le vigne, ma seguono inizialmente percorsi differenti e complementari: Mathieu studia viticoltura al lycée viticole di Avize e accumula esperienza lavorando nei vigneti di diverse maison champenoise, mentre Nicolas si forma nel commercio e lavora come tecnico-commerciale nel settore delle attrezzature viticole. Dopo alcuni anni trascorsi ad acquisire esperienza decidono di tornare definitivamente nell’azienda di famiglia e nel 2017 succedono ai genitori, creando Champagne Mathieu-Nicolas: Mathieu assume principalmente la responsabilità del vigneto e della produzione, mentre Nicolas segue lo sviluppo commerciale e la comunicazione. La proprietà comprende oggi 4,8 ettari, spesso arrotondati a circa 5, distribuiti su cinque comuni della Vallée de la Marne: Cuchery, Cuisles, Jonquery, Fleury-la-Rivière e Damery. È proprio questa frammentazione a costituire uno degli aspetti più interessanti del progetto, perché permette ai fratelli di confrontarsi con terroir differenti mantenendo come filo conduttore l’identità della Vallée de la Marne. Cuchery rappresenta il cuore della maison e si trova in una zona particolarmente vocata al Meunier, varietà che occupa un ruolo centrale nella produzione e che Mathieu e Nicolas considerano non soltanto una componente degli assemblaggi, ma un autentico interprete delle singole parcelle. Chardonnay e Pinot Noir completano il patrimonio varietale e permettono di costruire sia cuvée tradizionali sia interpretazioni monovarietali. I terreni della zona alternano componenti argillo-calcaree, marne e differenti substrati secondo villaggio e posizione, contribuendo alla naturale diversità delle uve. In vigneto i fratelli hanno progressivamente modificato il lavoro ricevuto dalla generazione precedente introducendo inerbimenti e lavorazioni del terreno destinate a favorire biodiversità e vitalità microbiologica; questo percorso ha portato nel 2021 alle certificazioni Haute Valeur Environnementale e Viticulture Durable en Champagne, due riconoscimenti che testimoniano una gestione orientata alla riduzione dell’impatto ambientale. La filosofia contemporanea è però ancora più interessante in cantina, dove Mathieu e Nicolas dichiarano di voler aggiungere al vino soltanto ciò che ritengono strettamente necessario: dosaggi contenuti, liqueur neutra e nessuna filtrazione costituiscono alcuni dei principi attraverso cui cercano di conservare materia, struttura e identità originaria delle cuvée. Acciaio, vasche smaltate e fûts di rovere vengono scelti in funzione della singola parcella e della vendemmia, senza imporre un unico contenitore a tutta la produzione. Il progetto sta inoltre vivendo un’evoluzione particolarmente significativa attraverso la nascita di Moussé Frères, marchio parallelo che i due fratelli definiscono non come il successore di Mathieu-Nicolas, ma come il suo “gemello”: Mathieu-Nicolas rimane la fondazione della proprietà, costruita intorno a Champagne precisi, regolari e accessibili, mentre Moussé Frères diventa lo spazio dedicato alle vinificazioni più personali e parcellari, nelle quali villaggio, vitigno e millesimo vengono analizzati separatamente. Questa distinzione permette di comprendere molto bene la filosofia dei due fratelli: tradizione e sperimentazione non vengono considerate incompatibili, ma due anime necessarie dello stesso domaine. La cuvée 1629 rappresenta simbolicamente il legame con le dodici generazioni della famiglia e porta nel nome l’anno dal quale viene fatta iniziare la storia viticola dei Moussé; nelle versioni recenti l’assemblaggio vede una netta prevalenza di Meunier, affiancato da Chardonnay e da una quota minore di Pinot Noir, con una presenza importante di vini di riserva che aggiunge profondità e continuità. L’Apanage Blancs cambia completamente prospettiva ed è un Blanc de Blancs da Chardonnay in purezza, pensato per mostrare il volto più verticale e luminoso della produzione. Fil d’Ariane approfondisce invece la ricerca sull’equilibrio tra i tre principali vitigni champenois, mentre le selezioni più ambiziose spostano progressivamente l’attenzione verso il singolo lieu-dit. La Croix Robert rappresenta probabilmente l’esempio più chiaro di questa evoluzione: nasce da una singola parcella di Cuchery ed è un Meunier in purezza; nella versione millesimata 2018 il vino è stato vinificato in fût de chêne e affinato per nove mesi per favorire una lenta micro-ossigenazione, prima del tirage sotto sughero effettuato nel luglio 2019 e di un dosage finale di appena 1 g/l. È una bottiglia particolarmente significativa perché riassume la direzione intrapresa dai fratelli: partire da una varietà storicamente considerata soprattutto da assemblaggio, isolarla all’interno di una singola parcella e trattarla con la stessa attenzione normalmente riservata ai grandi Chardonnay della Côte des Blancs o ai Pinot Noir della Montagne de Reims. Champagne Mathieu-Nicolas rappresenta quindi molto bene la trasformazione contemporanea della Vallée de la Marne: dietro un marchio nato soltanto nel 2017 esiste una famiglia che coltiva la vite da dodici generazioni e un patrimonio minuscolo di appena 4,8 ettari distribuito tra cinque villaggi. Mathieu porta nel progetto la propria esperienza viticola ed enologica, Nicolas quella commerciale, mentre il lavoro comune sta progressivamente spostando l’attenzione dalla semplice costruzione di una gamma alla comprensione delle singole parcelle. Certificazioni HVE e VDC, inerbimenti, suoli lavorati, vinificazioni separate, assenza di filtrazione, dosaggi ridotti e utilizzo differenziato di acciaio, vasche e legno sono gli strumenti attraverso cui cercano di preservare il carattere delle uve. Il Meunier rimane il protagonista più autentico e La Croix Robert ne rappresenta probabilmente la dichiarazione più esplicita, mentre Chardonnay e Pinot Noir completano una gamma capace di mostrare differenti volti della Vallée de la Marne. È proprio l’equilibrio tra le radici del 1629 e la libertà della nuova generazione a definire Mathieu-Nicolas: una piccola maison di Cuchery che non vuole cancellare la propria tradizione, ma utilizzarla come punto di partenza per leggere con sempre maggiore precisione vigneti, vitigni e terroir.