CHATEAU GAZIN

Château Gazin è una delle proprietà storiche di Pomerol e occupa una posizione privilegiata sulla parte alta del celebre plateau della denominazione, nel cuore della Rive Droite bordolese. La storia del luogo affonda le proprie radici molti secoli prima della nascita dell’attuale château: tra il XII secolo e la Rivoluzione francese, infatti, una parte importante dei vigneti di Pomerol si sviluppò sotto l’influenza dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, poi di Rodi e di Malta. La proprietà sorge probabilmente proprio nel luogo in cui si trovava l’antico “Hospital de Pomeyrols”, struttura destinata ad accogliere i pellegrini diretti verso Santiago de Compostela. Questa memoria sopravvive ancora oggi nel nome L’Hospitalet de Gazin, il secondo vino della tenuta. La storia familiare moderna comincia invece nel 1918, quando Louis Soualle, bisnonno degli attuali proprietari, acquista Château Gazin. Da allora la proprietà è rimasta nelle mani dei suoi discendenti, appartenenti alla famiglia de Bailliencourt dit Courcol, una delle antiche famiglie dell’Artois. Dal 2023 la gestione è affidata a Élise ed Édouard de Bailliencourt, esponenti della quinta generazione, che proseguono il percorso della famiglia mantenendo il carattere classico della proprietà e introducendo progressivamente una maggiore attenzione alla precisione viticola e alla sostenibilità. Gazin possiede uno dei patrimoni fondiari più importanti di Pomerol: il vigneto forma un grande corpo unico sulla terrazza alta del plateau, in una posizione particolarmente prestigiosa, nelle immediate vicinanze di proprietà simbolo della denominazione come Pétrus. Proprio a Pétrus, nel 1970, Gazin cedette circa 4,5 ettari di vigneto, episodio che testimonia indirettamente il valore eccezionale di questa porzione del plateau. Il patrimonio vitato attuale viene indicato dalle fonti aziendali intorno ai 26 ettari, una superficie considerevole per Pomerol, denominazione caratterizzata prevalentemente da proprietà molto più piccole. Il vero elemento distintivo è però ciò che si trova sotto le viti. In superficie dominano le graves di origine günziana, mentre nel sottosuolo compaiono argille blu e verdi ricche di ossidi di ferro, la caratteristica “crasse de fer” di alcuni dei migliori terroir della denominazione. Queste argille, ricche di smectiti, possiedono una notevole capacità di trattenere l’acqua e rilasciarla gradualmente alla pianta, permettendo alla vite di affrontare con maggiore equilibrio anche le stagioni più calde e asciutte. È un ambiente particolarmente favorevole al Merlot, che rappresenta nettamente la varietà dominante del vigneto, affiancato da Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. L’età media delle vigne è di circa 35 anni e le densità d’impianto raggiungono indicativamente 5.500-7.000 ceppi per ettaro. Il lavoro agricolo combina pratiche tradizionali e strumenti contemporanei: lavorazione dei terreni, fertilizzazioni organiche, confusione sessuale contro alcuni parassiti, prodotti di biocontrollo e vendemmia esclusivamente manuale fanno parte di un percorso che ha portato la proprietà anche alla certificazione Haute Valeur Environnementale di livello 3. Al momento della raccolta ogni parcella viene vendemmiata separatamente soltanto quando raggiunge la maturazione considerata ottimale. La selezione è particolarmente rigorosa: un primo controllo dei grappoli viene effettuato direttamente in vigneto e altri due passaggi di cernita avvengono in cantina, prima e dopo la diraspatura. Le fermentazioni vengono condotte separatamente per varietà e parcella in piccole vasche di cemento, seguite generalmente da due o tre settimane di macerazione. Anche la fermentazione malolattica viene gestita in funzione delle caratteristiche dei singoli lotti, tra vasca e barrique. L’affinamento prosegue poi in rovere, tradizionalmente per circa 16-18 mesi, con una quota significativa ma controllata di botti nuove. Durante questo periodo i differenti lotti vengono progressivamente selezionati e assemblati, mantenendo come obiettivo la costruzione di un Pomerol capace di coniugare la naturale ricchezza del Merlot con struttura, freschezza e longevità. È proprio questa impostazione a definire lo stile di Château Gazin: un Pomerol profondo e generoso, ma generalmente meno orientato alla ricerca della pura opulenza rispetto ad alcune interpretazioni moderne della denominazione. Il Merlot porta volume, frutto maturo e una tessitura avvolgente, mentre Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon contribuiscono, secondo le proporzioni dell’annata, a sostenere struttura, freschezza e sviluppo aromatico. Il grande vino viene affiancato dal 1986 da L’Hospitalet de Gazin, Pomerol ottenuto soprattutto dalle vigne più giovani e dalle selezioni che non entrano nell’assemblaggio principale, concepito per offrire un'espressione più accessibile e precoce del terroir aziendale. Château Gazin rappresenta così una combinazione particolarmente affascinante di storia, geologia e continuità familiare: dalle tracce medievali dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme ai pellegrini diretti verso Santiago, dall’acquisizione di Louis Soualle nel 1918 fino alla quinta generazione rappresentata oggi da Élise ed Édouard de Bailliencourt. Ma soprattutto racconta uno dei grandi terroir di Pomerol: un unico vigneto sulla terrazza alta, costruito sopra graves, argille blu e verdi e ossidi di ferro, dove il Merlot trova condizioni ideali per raggiungere profondità senza perdere equilibrio. In una denominazione priva di una classificazione ufficiale dei cru, Gazin ha costruito la propria reputazione attraverso la continuità e il valore del luogo, mantenendo nel tempo uno stile profondamente legato alla tradizione di Pomerol e facendo del proprio straordinario patrimonio argillo-ghiaioso la vera firma della tenuta.