DINO BEVIONE
Dino Bevione è una figura particolare nel panorama vitivinicolo piemontese, perché il suo progetto personale nasce dall’esperienza di un tecnico che da decenni lavora direttamente nei vigneti delle Langhe e del Roero. Diplomato nel 1988 all’Istituto Enologico Umberto I di Alba, Bevione aveva già iniziato nel 1986 una lunga collaborazione con il professor Albino Morando, proseguita fino al 1998 e sfociata anche nella pubblicazione di numerosi lavori tecnico-scientifici dedicati alla viticoltura; è inoltre coautore del volume “I contorni del vino” e socio fondatore di Progetto Vignetico. Parallelamente sviluppa l’attività di agronomo ed enologo consulente per numerose aziende piemontesi, costruendo una competenza che parte soprattutto dalla gestione della vite: tra le collaborazioni documentate figurano realtà importanti come Castello di Neive, dove il suo lavoro agronomico è orientato alla produzione di uve sane e integre, oltre a diversi progetti nelle Langhe e nel Roero. Accanto alla consulenza, Bevione conduce però anche una propria azienda agricola a Neive e produce vini con il proprio nome, trasformando così direttamente in bottiglia una parte della propria esperienza professionale. Il Nebbiolo rappresenta naturalmente il centro del progetto e trova la sua espressione più significativa nel Barbaresco DOCG, prodotto esclusivamente da uve Nebbiolo provenienti da vigneti della zona del Barbaresco. I filari si trovano indicativamente intorno ai 250 metri di altitudine e poggiano sui caratteristici terreni argilloso-calcarei attraversati da componenti sabbiose che contraddistinguono questa parte delle Langhe e contribuiscono alla combinazione tra struttura, finezza aromatica e trama tannica tipica del Nebbiolo di Barbaresco. L’approccio di Bevione è strettamente legato alla sua formazione agronomica: la qualità viene costruita innanzitutto nel vigneto attraverso attenzione alla sanità delle uve, gestione equilibrata della vegetazione e pratiche orientate alla sostenibilità, evitando di affidare alla cantina il compito di correggere ciò che non è stato ottenuto in campagna. La vinificazione del Barbaresco segue infatti un'impostazione tradizionale e relativamente essenziale: fermentazione in vasche di acciaio inox accompagnata da una macerazione sulle bucce che può raggiungere circa 28 giorni, completo svolgimento della fermentazione malolattica e successivo affinamento per circa 20 mesi in grandi botti di rovere da 50 ettolitri. La scelta di contenitori di queste dimensioni è particolarmente coerente con la filosofia produttiva, perché permette al Nebbiolo di evolvere lentamente senza ricevere un’impronta aromatica dominante dal legno, mantenendo al centro frutto, florealità, spezie e carattere territoriale. Ne deriva una lettura classica del Barbaresco, lontana dalla ricerca di concentrazione o dall’utilizzo evidente della barrique, nella quale il tempo serve soprattutto a distendere il tannino e sviluppare la naturale complessità del vitigno. Il progetto Dino Bevione è interessante proprio perché non nasce dal percorso tradizionale di una famiglia che per generazioni ha imbottigliato vino con la propria etichetta, ma dalla competenza maturata da un agronomo ed enologo lavorando per oltre trent’anni accanto a vignaioli e aziende piemontesi. La sua esperienza spazia dalla ricerca viticola alla consulenza e comprende progetti dedicati anche a condizioni di coltivazione meno convenzionali: Bevione ha collaborato, per esempio, allo sviluppo di vigneti di Nebbiolo a Vicoforte, nella Langa Monregalese, intorno ai 500 metri di altitudine, studiando insieme ad altri professionisti le potenzialità delle quote più elevate in risposta a estati progressivamente più calde e asciutte. È una sensibilità che aiuta a comprendere anche i vini prodotti con il proprio nome: osservazione del suolo, adattamento della viticoltura alla singola situazione e ricerca dell’equilibrio dell’uva prima ancora della vinificazione. Dino Bevione rappresenta quindi una piccola produzione piemontese dietro la quale esiste un patrimonio tecnico insolitamente ampio: dagli studi enologici iniziati negli anni Ottanta alla ricerca con Albino Morando, dalla consulenza agronomica per importanti realtà delle Langhe fino alla gestione dei propri vigneti. Il Barbaresco diventa la sintesi più naturale di questo percorso, con Nebbiolo in purezza, lunga macerazione, grandi botti e un'impostazione volutamente tradizionale che lascia al territorio e all’evoluzione il compito di definire il vino. Più che costruire un’etichetta attraverso un'immagine, Bevione porta quindi in bottiglia il metodo sviluppato durante una vita professionale trascorsa soprattutto tra i filari: partire dalla vite, comprenderne il comportamento e ottenere uve capaci di richiedere in cantina il minor numero possibile di forzature.