DOMAINE TAUPENOT-MERME

Domaine Taupenot-Merme è una storica realtà familiare di Morey-Saint-Denis, nel cuore della Côte de Nuits, nata ufficialmente nel 1963 dal matrimonio tra Jean Taupenot e Denise Merme. Quell’unione riunisce due patrimoni viticoli appartenenti a famiglie presenti in Borgogna da diverse generazioni e, soprattutto, due anime geografiche differenti: i Taupenot possedevano vigne principalmente nella Côte de Beaune, tra Saint-Romain e Auxey-Duresses, mentre la famiglia Merme era radicata nella Côte de Nuits, tra Morey-Saint-Denis, Gevrey-Chambertin, Chambolle-Musigny e Nuits-Saint-Georges. Da questo incontro nasce un domaine particolarmente interessante perché capace di attraversare una parte considerevole della Côte d’Or mantenendo Morey-Saint-Denis come centro della propria identità. Oggi la proprietà è guidata dai figli Romain e Virginie Taupenot, settima generazione della famiglia: Romain entra stabilmente nel domaine nel 1998, assumendo progressivamente la responsabilità della parte viticola ed enologica, mentre Virginie segue insieme a lui la gestione aziendale e commerciale. Il patrimonio comprende poco più di 13 ettari e una ventina di denominazioni, con una netta prevalenza di Pinot Noir e una superficie più contenuta di Chardonnay nella Côte de Beaune. Il valore della proprietà risiede soprattutto nella straordinaria frammentazione delle parcelle, distribuite tra Bourgogne, Village, Premier Cru e quattro differenti Grand Cru. A Morey-Saint-Denis il domaine possiede vigneti come La Riotte e La Forge de Tart tra i Premier Cru, mentre spostandosi verso Chambolle-Musigny compare Combe d’Orveau, uno dei lieux-dits più affascinanti del paese per la sua posizione nella valle che sale verso il bosco, immediatamente sotto Musigny. A Nuits-Saint-Georges la famiglia lavora invece parcelle come Les Pruliers, mentre la parte meridionale del patrimonio conduce fino a Saint-Romain e Auxey-Duresses, dove lo Chardonnay permette di mostrare il volto bianco della proprietà. Il vertice della produzione è però rappresentato dai Grand Cru. A Gevrey-Chambertin il domaine possiede parcelle in Charmes-Chambertin e Mazoyères-Chambertin, due denominazioni confinanti che Romain sceglie di mantenere separate proprio per preservarne le differenti personalità. Mazoyères tende a esprimere maggiore profondità, struttura e carattere terroso, mentre Charmes mostra generalmente un profilo più immediatamente seducente e raffinato. Nella Côte de Beaune la famiglia possiede inoltre una parcella di Corton Le Rognet, acquisita nel 2005, che porta il Pinot Noir aziendale su un terroir completamente differente, caratterizzato dalla potenza e dalla struttura tipiche della collina di Corton. Ma la parcella più sorprendente è probabilmente quella del Clos des Lambrays. Taupenot-Merme possiede appena circa 420 metri quadrati all’interno di questo celebre Grand Cru di Morey-Saint-Denis: una superficie minuscola, capace di generare soltanto una o due pièces nelle annate normali, ma sufficiente a impedire al vicino Domaine des Lambrays, proprietario praticamente dell’intero Clos, di poter rivendicare ufficialmente la dicitura Monopole. È uno di quei dettagli catastali che raccontano perfettamente la Borgogna, dove poche centinaia di metri quadrati possono assumere un'importanza storica enorme. Il Clos des Lambrays compare nei documenti già nel 1365 e venne elevato ufficialmente al rango di Grand Cru nel 1981; la minuscola parcella dei Taupenot costituisce ancora oggi una delle bottiglie più rare dell’intera produzione aziendale. In vigneto Romain e Virginie hanno progressivamente orientato il domaine verso una viticoltura sempre più rispettosa del terreno. La conduzione biologica viene praticata dai primi anni Duemila e il percorso ha portato successivamente alla certificazione biologica. Il principio rimane quello di favorire la vitalità dei suoli e permettere alle differenze tra i climats di emergere con maggiore precisione, evitando che una viticoltura troppo invasiva uniformi il comportamento delle piante. Il lavoro è particolarmente importante in un domaine come Taupenot-Merme, dove le parcelle attraversano territori e geologie profondamente differenti: dalle marne e dai calcari della Côte de Nuits alle esposizioni e ai terreni della Côte de Beaune. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve sono sottoposte a una selezione rigorosa prima della vinificazione. In cantina lo stile rimane volutamente classico e preciso. Il Pinot Noir viene tradizionalmente diraspato, scelta che permette di lavorare soprattutto sulla purezza del frutto e sulla trama tannica senza introdurre la componente vegetale del raspo. Le fermentazioni si affidano ai lieviti naturalmente presenti sulle uve e le estrazioni vengono condotte senza ricercare potenza eccessiva. L’affinamento avviene generalmente per circa 12-14 mesi in pièces borgognone, modulando la percentuale di rovere nuovo secondo il livello della denominazione: indicativamente più contenuta per i Village e progressivamente maggiore per Premier Cru e Grand Cru, dove può raggiungere circa il 40%. Terminato l’élevage, i vini vengono assemblati e lasciati riposare ulteriormente prima dell’imbottigliamento, normalmente effettuato senza filtrazioni invasive. Il legno non viene quindi utilizzato per costruire uno stile riconoscibile e uniforme, ma per accompagnare la maturazione dei singoli terroir. È proprio la trasparenza della provenienza a rappresentare il filo conduttore della produzione. Romain Taupenot non cerca Pinot Noir particolarmente estratti o segnati dalla maturità, ma vini capaci di combinare profondità e finezza, lasciando che Morey-Saint-Denis rimanga differente da Chambolle-Musigny e che Charmes-Chambertin non venga confuso con Mazoyères-Chambertin. Questa impostazione è particolarmente evidente osservando l’intera gamma: Morey tende verso struttura e complessità speziata, Chambolle mostra una tessitura più sottile ed elegante, Nuits-Saint-Georges porta maggiore energia tannica, mentre Corton introduce profondità e potenza. Anche i bianchi di Saint-Romain e Auxey-Duresses seguono la stessa filosofia, privilegiando freschezza e leggibilità del territorio rispetto a un'impronta marcata dell’affinamento. Domaine Taupenot-Merme rappresenta così perfettamente una delle caratteristiche più affascinanti della Borgogna: la continuità familiare unita a un patrimonio estremamente frammentato. Dal matrimonio tra Jean Taupenot e Denise Merme nel 1963 è nata una proprietà capace di riunire vigne della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, oggi interpretate dalla settima generazione attraverso una viticoltura biologica e vinificazioni sempre più precise. Charmes-Chambertin, Mazoyères-Chambertin, Corton Le Rognet e soprattutto i rarissimi metri quadrati di Clos des Lambrays rappresentano il vertice di questo patrimonio, ma l’identità del domaine emerge soprattutto osservando l’insieme dei suoi climats. Romain e Virginie non cercano infatti di imporre una firma enologica a tutta la produzione: l’obiettivo è esattamente l’opposto, fare in modo che ogni parcella mantenga la propria voce. È questa combinazione tra classicismo, sensibilità contemporanea e straordinaria diversità di terroir a rendere Taupenot-Merme una delle realtà più interessanti di Morey-Saint-Denis e una delle migliori espressioni della Borgogna familiare contemporanea.