FERRAGÙ
Ferragù è una realtà familiare della Valpolicella orientale, con sede a Cellore d’Illasi, nata dalla determinazione di Maurizio Ferragù e da un rapporto con la vigna costruito fin dall’infanzia. La sua storia non parte da una grande proprietà già affermata, ma da un percorso personale fatto di lavoro, esperienza e progressiva conquista di ogni singolo appezzamento. Cresciuto in una famiglia contadina, Maurizio impara presto cosa significhi lavorare la terra e nel corso degli anni trasforma questa conoscenza in un progetto autonomo, costruendo una cantina nella quale la produzione rimane volutamente limitata e fortemente legata alle colline della Valle d’Illasi. Il territorio si trova nella parte orientale della provincia di Verona, all’interno di un paesaggio nel quale i vigneti salgono progressivamente verso le prime alture dei Monti Lessini e beneficiano di importanti escursioni termiche tra giorno e notte. I terreni presentano componenti calcaree e argillose e le differenti esposizioni permettono alla famiglia di lavorare ogni parcella cercando maturità e concentrazione senza rinunciare alla freschezza, elemento fondamentale soprattutto per vini naturalmente ricchi come Amarone e Recioto. Corvina costituisce il cuore della produzione ed è affiancata dalle altre varietà tradizionali della Valpolicella, in particolare Corvinone e Rondinella, uve che trovano nell’appassimento una delle espressioni più caratteristiche della cultura enologica veronese. Proprio l’appassimento rappresenta un passaggio fondamentale nella filosofia di Ferragù. I grappoli destinati ai vini più importanti vengono selezionati attentamente durante la vendemmia e lasciati riposare per un lungo periodo, durante il quale perdono progressivamente acqua e concentrano zuccheri, aromi e sostanze estrattive. È un processo apparentemente semplice ma estremamente delicato, perché la qualità dell’uva iniziale, la sanità dei grappoli, la ventilazione e l’andamento climatico possono determinare profondamente il risultato finale. L’Amarone della Valpolicella rappresenta naturalmente il vertice di questa interpretazione e viene concepito come un vino di grande intensità e lunga evoluzione, nel quale la concentrazione derivante dall’appassimento deve trovare equilibrio attraverso acidità, tannino e tempo. L’affinamento in legno accompagna lentamente questa struttura, permettendo al vino di integrare la propria potenza e sviluppare progressivamente complessità senza perdere il carattere del frutto. Accanto all’Amarone, il Valpolicella Superiore permette di osservare un volto differente delle stesse varietà, maggiormente orientato verso dinamismo e bevibilità ma sempre caratterizzato dalla maturità che contraddistingue lo stile aziendale. Il Recioto conserva invece un legame ancora più antico con la storia del territorio. Prima che l’Amarone diventasse il vino simbolo internazionale della Valpolicella, era proprio il Recioto dolce ottenuto dalle uve appassite a rappresentare una delle produzioni più prestigiose della zona. Ferragù mantiene viva questa tradizione interpretandola attraverso un vino nel quale la naturale dolcezza viene sostenuta dalla freschezza e dalla concentrazione aromatica delle uve. La produzione della famiglia si distingue per una ricerca evidente della materia e della profondità. I vini non cercano leggerezza stilistica, ma esprimono volutamente il carattere generoso delle uve mature e appassite della Valpolicella orientale, affidando al tempo il compito di armonizzarne le diverse componenti. Dietro questa impostazione rimane però soprattutto la storia personale di Maurizio Ferragù, vignaiolo che ha costruito progressivamente la propria azienda partendo dal lavoro manuale e da una conoscenza diretta della campagna. La dimensione familiare continua a essere un elemento centrale e permette di mantenere uno stretto controllo sulle diverse fasi, dalla gestione dei vigneti alla selezione dei grappoli, dall’appassimento fino ai lunghi affinamenti. Ferragù rappresenta così un’interpretazione intensa e profondamente personale della Valpolicella orientale, lontana dall’idea di una produzione standardizzata e costruita invece attorno alla maturità delle uve, al tempo e alla concentrazione naturale ottenuta attraverso l’appassimento. Corvina, Corvinone e Rondinella diventano le protagoniste di vini dalla forte identità, nei quali la ricchezza non viene ricercata come semplice esercizio di potenza, ma come espressione di una terra e di una tradizione che hanno fatto dell’attesa uno dei propri strumenti fondamentali. Una storia nata dal lavoro di Maurizio e cresciuta vendemmia dopo vendemmia, mantenendo nella dimensione familiare e nel legame con Cellore d’Illasi le proprie radici più autentiche.