FORTETO DELLA LUJA

Forteto della Luja è una piccola realtà familiare immersa nelle colline di Loazzolo, nella Langa Astigiana, dove la viticoltura convive ancora oggi con boschi, prati e una straordinaria biodiversità. La storia della tenuta attraversa quasi due secoli e trova la propria espressione più autentica nel Moscato Bianco, interpretato in uno dei territori più piccoli e particolari del panorama vitivinicolo piemontese.
Le origini della proprietà risalgono all’Ottocento, quando la cascina e i terreni circostanti vengono riuniti in un unico nucleo agricolo. Dell’antica struttura sono rimaste testimonianze ancora oggi visibili, tra cui una suggestiva cantina scavata nella pietra, memoria di un periodo nel quale la produzione del vino era strettamente legata alla vita quotidiana della famiglia.
Per generazioni le vigne vengono coltivate soprattutto per la vendita delle uve, mentre soltanto una piccola quantità di vino viene prodotta per il consumo domestico. La svolta arriva negli anni Ottanta con Giancarlo Scaglione, che decide di recuperare la tradizione familiare e approfondire le potenzialità del Moscato coltivato sulle ripide colline di Loazzolo.
Importante in questo percorso è anche l’incontro con Giacomo Bologna, figura fondamentale dell’enologia piemontese, che incoraggia Giancarlo a credere nelle possibilità di queste uve e nella produzione di un grande vino da appassimento. Inizia così una ricerca destinata a trasformare una piccola tradizione familiare in uno dei progetti più originali della Langa Astigiana.
Da questa esperienza nasce Piasa Rischei, il vino simbolo di Forteto della Luja. Il Moscato viene lasciato maturare a lungo sulla pianta e raccolto attraverso passaggi successivi, selezionando soltanto i grappoli che hanno raggiunto le condizioni desiderate. In alcune annate la presenza della muffa nobile contribuisce ulteriormente alla concentrazione e alla complessità delle uve.
Il lavoro sviluppato a Loazzolo contribuisce alla valorizzazione di una produzione talmente particolare da ottenere una propria denominazione. Nel 1992 viene riconosciuto il Loazzolo DOC, legato esclusivamente al piccolo territorio comunale e diventato una delle denominazioni più rare del vino italiano.
Le condizioni ambientali sono determinanti. I vigneti si sviluppano su colline ripide, spesso a quote superiori ai 400 metri, dove le pendenze rendono difficile qualsiasi forma di meccanizzazione. Gran parte delle operazioni viene quindi svolta manualmente, dalla gestione delle piante fino alla selezione delle uve durante la vendemmia.
I terreni calcareo-marnosi e le importanti escursioni termiche favoriscono una maturazione lenta, particolarmente interessante per un vitigno aromatico come il Moscato. La vendemmia tardiva permette di ottenere concentrazione senza rinunciare alla freschezza, elemento fondamentale per mantenere equilibrio nei vini dolci della proprietà.
Piasa Rischei rappresenta la sintesi di questo lavoro. Dopo la raccolta, una parte delle uve può proseguire naturalmente l’appassimento prima della vinificazione, mentre fermentazione e affinamento vengono condotti lentamente. L’obiettivo non è ricercare soltanto dolcezza e intensità aromatica, ma costruire un vino capace di profondità e soprattutto di una sorprendente evoluzione nel tempo.
Accanto al Moscato passito, la famiglia ha progressivamente esplorato altre interpretazioni delle proprie colline. La Barbera racconta il volto rosso della tenuta, mentre il Moscato viene utilizzato anche in versioni differenti, dimostrando quanto lo stesso vitigno possa cambiare espressione attraverso maturazione e vinificazione.
Una delle caratteristiche più importanti di Forteto della Luja è però il rapporto con l’ambiente circostante. Le vigne non formano una monocoltura continua, ma sono inserite all’interno di un paesaggio nel quale boschi e vegetazione spontanea occupano ancora una parte fondamentale della proprietà. Il nome stesso della tenuta richiama il Rio Luja, il piccolo corso d’acqua che attraversa questo ambiente.
La tutela della biodiversità è diventata nel tempo parte integrante della filosofia familiare. Forteto della Luja è un’Oasi affiliata al WWF e la gestione agricola segue principi biologici, cercando di mantenere l’equilibrio naturale tra vigneti, boschi, flora spontanea e fauna locale.
Oggi il progetto continua con Giovanni Scaglione, nuova generazione della famiglia, che porta avanti il lavoro iniziato da Giancarlo mantenendo una dimensione volutamente artigianale. La produzione rimane strettamente legata alle caratteristiche di Loazzolo e a una viticoltura nella quale il lavoro manuale e l’osservazione delle singole vigne conservano un ruolo fondamentale.
Forteto della Luja racconta così uno degli angoli più intimi della viticoltura piemontese. Tra ripidi vigneti, boschi e vecchie cantine in pietra, la famiglia Scaglione ha trasformato il Moscato di Loazzolo in un’espressione rara e profondamente territoriale, dimostrando come la tutela della natura e la produzione di vino possano diventare parti inseparabili dello stesso progetto.