LE GUÉDARD

Champagne Le Guédard è una piccola realtà familiare di Cumières, Premier Cru della Grande Vallée de la Marne, oggi guidata da Sébastien Sanchez. La storia del domaine comincia nei primi anni Cinquanta con Bernard Le Guédard, lavoratore viticolo che si stabilisce a Cumières, inizialmente affittando alcune vigne e acquistando progressivamente nuovi terreni da dissodare e piantare. Circa trent’anni più tardi la proprietà passa alla figlia Patricia e al marito José Sanchez, ai quali si affiancherà successivamente il figlio Sébastien. È con quest’ultima generazione che Le Guédard assume la propria identità contemporanea, orientandosi decisamente verso l’agricoltura biologica e verso Champagne maturi, vinosi e gastronomici, lontani da una ricerca esclusiva di leggerezza e immediatezza. Oggi il domaine comprende circa 5 ettari e la sua particolarità è quella di possedere parcelle distribuite in quattro villaggi appartenenti a tre differenti aree della Champagne: Cumières e Damery nella Vallée de la Marne, Sermiers Premier Cru nella Montagne de Reims e Oger Grand Cru nella Côte des Blancs. Questo mosaico permette a Sébastien di lavorare terroir e varietà molto differenti mantenendo però una dimensione estremamente artigianale. Il patrimonio viticolo è composto indicativamente per il 60% da Pinot Noir, 20% Meunier e 20% Chardonnay. Cumières rappresenta il centro del progetto ed è uno dei villaggi storicamente più interessanti per le uve nere della Vallée de la Marne: i suoi ripidi coteaux, favorevolmente esposti e capaci di raggiungere maturazioni importanti, permettono soprattutto a Pinot Noir e Meunier di sviluppare materia, struttura e profondità. Oger porta invece nel domaine un'espressione completamente differente attraverso lo Chardonnay della Côte des Blancs e i suoi terreni fortemente calcarei, mentre Sermiers e Damery aggiungono ulteriori sfumature all’assemblaggio dei differenti terroir. Uno dei principi fondamentali di Sébastien è proprio la maturità delle uve. La vendemmia non viene anticipata semplicemente per conservare acidità elevate: la raccolta viene effettuata quando viene raggiunta una piena maturità fenolica e può avvenire anche diversi giorni più tardi rispetto ad altre proprietà vicine. È una scelta fondamentale per comprendere lo stile Le Guédard, perché permette di ottenere vins clairs naturalmente ricchi e strutturati, capaci di sostenere dosaggi molto contenuti o completamente assenti. Il percorso verso l’agricoltura biologica, iniziato progressivamente negli anni precedenti, entra ufficialmente in certificazione nel 2013 e porta alla prima vendemmia interamente certificata biologica nel 2016; oggi tutti i 5 ettari della proprietà sono certificati AB. In vigneto aratura e inerbimento vengono utilizzati per mantenere vitalità e struttura dei terreni, riducendo l’intervento chimico e cercando un equilibrio naturale della pianta. In cantina la filosofia combina strumenti tradizionali e precisione contemporanea. Le uve vengono pressate attraverso un tradizionale torchio in legno e una parte significativa dei vins clairs – indicativamente intorno al 30% – affronta fermentazione o affinamento in legno, utilizzato per sviluppare complessità e volume senza trasformarsi in una componente aromatica dominante. Il resto della produzione permette di conservare maggiore immediatezza e tensione, offrendo successivamente a Sébastien differenti componenti per gli assemblaggi. Anche il remuage rimane volutamente artigianale ed è effettuato manualmente sull’intera produzione, una scelta ormai poco comune anche tra molti récoltant-manipulant. La produzione complessiva si aggira intorno alle 45.000 bottiglie all’anno, numeri che mantengono Le Guédard nella dimensione di un vero domaine familiare. La gamma racconta le differenti anime della proprietà attraverso assemblaggi e cuvée più specifiche. Mes Trois Terroirs mette simbolicamente insieme le diverse origini del domaine e diventa una sintesi del lavoro tra Vallée de la Marne, Montagne de Reims e Côte des Blancs. Blanc 2 Noirs porta invece al centro Pinot Noir e Meunier, mostrando il volto più vinoso e strutturato della produzione, mentre Les Vignes de Mon Grand-Père richiama direttamente il patrimonio familiare e il legame con le vecchie parcelle trasmesse dalle generazioni precedenti. Accanto a queste interpretazioni trovano spazio cuvée a dosaggio molto basso o Zéro Dosage, rese possibili proprio dalla ricerca di maturità in vigneto. Le Guédard non utilizza infatti l’assenza di dosage come semplice elemento stilistico: la filosofia parte dall’idea che siano maturità e qualità della materia prima a dover costruire l’equilibrio dello Champagne prima dell’aggiunta della liqueur d’expédition. Ne deriva uno stile generalmente ampio e vinoso, con frutto maturo, struttura e profondità accompagnati da una freschezza sufficiente a mantenere dinamismo e precisione. Sono Champagne pensati anche per la tavola, capaci di accompagnare piatti strutturati e non soltanto di svolgere il ruolo di aperitivo. È proprio questo carattere gastronomico a distinguere Sébastien Sanchez all’interno della nuova generazione di vigneron: agricoltura biologica, maturazioni spinte fino al loro equilibrio naturale, torchio tradizionale, utilizzo misurato del legno, remuage manuale e dosaggi contenuti vengono messi al servizio di una concezione dello Champagne che rimane profondamente legata al vino. Le Guédard rappresenta così una piccola storia familiare iniziata con Bernard Le Guédard nei primi anni Cinquanta e trasformata da Sébastien Sanchez in un progetto estremamente personale. Cinque ettari distribuiti tra Cumières, Damery, Sermiers e Oger permettono di attraversare tre grandi territori della Champagne mantenendo una produzione di appena 45.000 bottiglie. Pinot Noir, Meunier e Chardonnay assumono caratteri differenti secondo la provenienza, ma il filo conduttore rimane sempre lo stesso: raccogliere uve realmente mature e intervenire il meno possibile per conservarne sostanza e identità. Una Champagne biologica e artigianale, più interessata alla profondità e alla vinosità che alla semplice immediatezza, nella quale la dimensione familiare continua a essere parte essenziale dell’identità di ogni bottiglia.