MORRA GABRIELE
Morra Gabriele è una piccola realtà vitivinicola familiare delle Langhe, con sede a San Rocco Seno d’Elvio, frazione di Alba incastonata tra le colline di Barbaresco e quelle che conducono verso il territorio di Diano d’Alba. Il progetto nasce dalla volontà di Gabriele Morra e della moglie Eleonora di costruire una produzione profondamente legata alla terra, recuperando il patrimonio agricolo della famiglia e trasformandolo in una cantina artigianale nella quale ogni vino nasce direttamente dalle vigne lavorate in prima persona. Gabriele cresce infatti in una famiglia contadina e sviluppa fin da giovane un rapporto quotidiano con la campagna, ma la nascita della cantina rappresenta un nuovo capitolo rispetto alla semplice coltivazione delle uve: l’obiettivo diventa seguire personalmente l’intero percorso, dalla vigna alla bottiglia, dando un’identità precisa ai differenti appezzamenti. Eleonora condivide il progetto e diventa parte integrante dell’azienda, contribuendo a costruire una realtà di dimensioni volutamente contenute, nella quale il lavoro manuale e la conoscenza delle singole piante rimangono centrali. Le vigne si trovano in differenti zone delle Langhe e permettono alla coppia di confrontarsi con varietà e territori diversi, mantenendo però una filosofia comune basata su agricoltura rispettosa, fermentazioni spontanee e interventi di cantina ridotti. Nebbiolo, Barbera e Dolcetto rappresentano naturalmente una parte fondamentale del patrimonio varietale, affiancati da altre uve storicamente presenti sulle colline piemontesi. Il Nebbiolo occupa un ruolo particolarmente importante e viene interpretato cercando soprattutto finezza, freschezza e trasparenza territoriale, evitando di sovrapporre al vino un’impronta tecnica eccessivamente evidente. Anche Barbera e Dolcetto vengono osservati con la stessa attenzione, non come vini secondari rispetto al Nebbiolo ma come espressioni autonome della cultura viticola delle Langhe. In vigneto il lavoro parte dalla volontà di mantenere terreni vitali e piante equilibrate, limitando gli interventi e privilegiando operazioni manuali. La qualità viene costruita prima della vendemmia, attraverso rese naturalmente contenute e una raccolta effettuata nel momento in cui maturità del frutto e freschezza raggiungono il punto di equilibrio desiderato. Una volta in cantina, Gabriele ed Eleonora cercano di conservare quanto ottenuto in vigna attraverso vinificazioni essenziali. Le fermentazioni vengono affidate ai lieviti indigeni e le estrazioni vengono gestite senza forzature, adattando tempi e lavorazioni alle caratteristiche della singola vendemmia. Anche l’utilizzo del legno segue questa filosofia: non deve diventare una firma aromatica, ma semplicemente uno strumento di affinamento capace di accompagnare il vino e permettergli di evolvere lentamente. La dimensione artigianale consente di seguire separatamente piccole masse e differenti parcelle, lasciando emergere le differenze naturali tra vigneti, varietà e annate. È proprio questa attenzione alla diversità a rappresentare uno degli aspetti più interessanti della cantina: non costruire vini perfettamente identici nel tempo, ma accettare che ogni vendemmia possa raccontare condizioni differenti. La posizione a San Rocco Seno d’Elvio assume inoltre un significato particolare, perché colloca la cantina in uno dei punti di incontro più interessanti delle Langhe, a breve distanza dalle grandi colline del Nebbiolo ma all’interno di un paesaggio agricolo che conserva ancora una dimensione intima e rurale. Morra Gabriele rappresenta così una nuova generazione della viticoltura langarola, capace di recuperare una storia familiare contadina e reinterpretarla attraverso una sensibilità contemporanea. Gabriele ed Eleonora lavorano con l’obiettivo di ridurre la distanza tra vigna e bottiglia, lasciando che Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e le altre varietà coltivate raccontino direttamente le colline dalle quali provengono. Una produzione limitata, artigianale e profondamente personale, nella quale il valore non viene ricercato nella costruzione di uno stile artificiale, ma nella possibilità di conservare nel vino il carattere autentico delle Langhe.