PASCAL PONSON
Champagne Pascal Ponson è il nome che ha identificato per molti anni una storica realtà familiare di Coulommes-la-Montagne, villaggio Premier Cru della Petite Montagne de Reims, oggi proseguita dalla quinta generazione con il nome Maison Ponson. La storia familiare comincia all’inizio del Novecento con Paul e Juliette Ponson, vignerons-manipulants proprio a Coulommes-la-Montagne. Il figlio Albert, rimasto presto orfano di padre, continua giovanissimo l’attività e sposa Marguerite Gadiot, figlia di un’altra famiglia di récoltants-manipulants del vicino villaggio di Vrigny: attraverso questo matrimonio entrano nel patrimonio familiare nuove vigne e un secondo terroir. La generazione successiva vede Gérard Ponson sposare Michèle Mobillon, anch’essa figlia di vignaioli ma originaria di Sacy, aggiungendo così un terzo territorio alla proprietà. Da questa unione nasce nel 1959 Pascal Ponson, destinato insieme alla moglie Géraldine a rappresentare la quarta generazione e a dare il proprio nome alla maison. Sotto la loro guida l’azienda cresce considerevolmente, investendo nelle strutture di vinificazione e ampliando ulteriormente il patrimonio con l’acquisizione di vigneti a Ville-Dommange. Pascal e Géraldine hanno quattro figli – Guillaume, Maxime, Camille e Annabelle – e dal 2018 sono soprattutto Maxime e Camille a rappresentare la quinta generazione, accompagnati ancora da Géraldine. Il passaggio generazionale ha coinciso anche con un cambiamento importante dell’identità: Champagne Pascal Ponson è progressivamente diventato Champagne Ponson, oggi Maison Ponson, mantenendo però alcune delle cuvée storiche e soprattutto il patrimonio costruito dalle generazioni precedenti. La proprietà lavora circa 11-13 ettari, a seconda delle superfici considerate nelle diverse fasi della sua evoluzione, distribuiti in numerose parcelle della Petite Montagne de Reims e concentrati in diversi villaggi Premier Cru, tra cui Coulommes-la-Montagne, Vrigny, Sacy, Ville-Dommange e altri comuni limitrofi. Storicamente il vigneto era ancora più frammentato, arrivando a comprendere circa settanta parcelle distribuite su sette villaggi. Questa dispersione rappresenta uno degli elementi più interessanti della maison perché permette di confrontare esposizioni e composizioni geologiche differenti all’interno della stessa area della Montagne de Reims. I terreni alternano soprattutto componenti argillose, calcaree e sabbiose sopra il substrato di craie, creando condizioni particolarmente favorevoli al Meunier, che occupa un ruolo centrale nell’identità della famiglia, affiancato da Pinot Noir e Chardonnay. È proprio il Meunier a distinguere diverse delle interpretazioni più recenti: Maxime e Camille non lo considerano semplicemente un vitigno destinato a portare frutto e morbidezza negli assemblaggi, ma una varietà capace di raccontare autonomamente le singole parcelle della Petite Montagne. La trasformazione generazionale ha portato anche a una profonda evoluzione del lavoro agricolo. I vigneti sono stati progressivamente convertiti all’agricoltura biologica e la proprietà è oggi certificata bio, con l’obiettivo di ridurre gli interventi e riportare al centro la vitalità dei terreni. Il lavoro di Maxime e Camille è orientato verso un maggiore rispetto ambientale, varietale e sociale, cercando contemporaneamente di valorizzare il patrimonio costruito da Pascal e dalle quattro generazioni precedenti. La vendemmia viene effettuata manualmente e le parcelle più interessanti vengono mantenute separate, permettendo di costruire sia assemblaggi tradizionali sia cuvée dedicate a singoli terroir. In cantina l’approccio contemporaneo privilegia interventi ridotti, affinamenti prolungati e una lettura sempre più precisa delle differenti origini. Gli Champagne rimangono generalmente almeno tre anni sui lieviti, mentre le selezioni più importanti affrontano permanenze sensibilmente superiori. La produzione complessiva si colloca intorno alle 100.000 bottiglie annue, mantenendo quindi una dimensione familiare nonostante l’estensione relativamente importante del vigneto. Cuvée du Domaine e Grande Réserve rappresentano l’eredità più classica del periodo Pascal Ponson, costruita attraverso l’assemblaggio di differenti vitigni e parcelle e pensata per offrire continuità allo stile della maison. Rosé des Gentes Dames è un’altra etichetta storica della famiglia, tradizionalmente caratterizzata da una forte presenza del Meunier. Con la quinta generazione la gamma si è però progressivamente spostata verso una lettura più territoriale. La Petite Montagne nasce come sintesi delle parcelle rappresentative di questo settore della Champagne, mentre Les Plaines porta il Meunier al centro attraverso una vinificazione dedicata. Le selezioni Blanc de Blancs provenienti da lieux-dits come Les Clos e Barbaries esplorano invece il volto dello Chardonnay, mentre Charme Noir approfondisce il carattere delle uve nere. Questo passaggio dagli assemblaggi storici alle cuvée parcellari racconta bene l’evoluzione della famiglia: non una rottura con il lavoro di Pascal, ma un progressivo approfondimento del patrimonio ricevuto. Particolarmente affascinante è anche la continuità materiale della proprietà. Maxime e Camille lavorano infatti utilizzando le strutture produttive costruite e sviluppate da Pascal e Géraldine e conservano a Coulommes-la-Montagne le caratteristiche cantine in pietra da taglio di stile romanico che costituiscono uno degli elementi storici della maison. Pascal Ponson rappresenta quindi un capitolo fondamentale di una storia familiare più ampia. Il nome presente sulle bottiglie racconta soprattutto la quarta generazione, quella che ha consolidato il vigneto, acquisito nuove parcelle e costruito gli strumenti produttivi sui quali poggia ancora oggi l’azienda. Con Maxime e Camille il progetto è entrato in una nuova fase e il nome si è trasformato in Maison Ponson, ma le radici rimangono le stesse: cinque generazioni di vignerons, un mosaico di Premier Cru della Petite Montagne de Reims e un patrimonio nel quale il Meunier occupa una posizione particolarmente importante. Biologico, maggiore attenzione alle singole parcelle, lunghi affinamenti e valorizzazione dei diversi vitigni rappresentano oggi l’evoluzione naturale di quel percorso, facendo della famiglia Ponson un interessante esempio di come una maison storica possa cambiare linguaggio senza perdere la propria continuità.