PETROLO
Nel val d’Arno superiore, al confine tra l’area del Chianti Colli Aretini e quella del Chianti Classico, sin dalla seconda metà degli anni ’80 la cantina Petrolo produce vini di pregio e di altissima qualità. Partendo da una massima cura e da una rigorosa attenzione quotidianamente applicate nei lavori in vigna, i filari sono condotti secondo le norme dell’agricoltura biologica, e i grappoli raccolti sono tutti concentrati, schietti ed equilibrati, per cui rappresentano un validissimo punto di partenza per ottenere etichette eccellenti.
Nei vigneti, caratterizzati da un suolo stratificato dove è possibile riscontrare galestro, arenaria e alberese, si coltivano uve sia autoctone che internazionali, come cabernet sauvignon, sangiovese, merlot, trebbiano e malvasia bianca. In cantina, dove le operazioni sono seguite da Simone Cuccoli con la consulenza del grande Carlo Ferrini, le fermentazioni sono svolte in vasche di cemento vetrificate a opera dei soli lieviti autoctoni, mentre l’affinamento è eseguito in barrique e botti di rovere. La mano dell’uomo, mai invasiva, è mossa esclusivamente per valorizzare la natura, il frutto e le sue caratteristiche intrinseche. E ricchi di frutto, ma anche materici e poderosi nella struttura, sono tutti i vini etichettati “Petrolo”.
Con una media annuale di circa 70mila bottiglie, accanto a quelli che sono ormai da includere tra i grandi vini rossi toscani, come il “Galatrona” e il “Torrione” - entrambi sempre ottimamente recensiti, come per esempio dimostrano i Tre Bicchieri assegnati dalla guida del Gambero Rosso - troviamo anche un bianco e un passito.
Una gamma di etichette completa e armonica, espressiva e particolarmente fedele al terroir di provenienza, nonché in continua tensione verso i massimi livelli qualitativi. Vini semplicemente straordinari.