PHILIPPE GILBERT

Philippe Gilbert è una delle realtà più rappresentative di Menetou-Salon, denominazione della Loira centrale situata a breve distanza da Sancerre. Il domaine ha sede a Faucards, nel territorio di Menetou-Salon, e porta avanti una lunga storia familiare costruita attorno a Sauvignon Blanc e Pinot Noir, le due varietà che meglio interpretano i terreni calcarei e marnosi di questa parte della Francia. La famiglia Gilbert è legata da generazioni all’agricoltura e alla viticoltura. Come molte proprietà della Loira, inizialmente l’attività non era esclusivamente dedicata alla vite, ma comprendeva differenti colture. Nel corso del Novecento il vino assume progressivamente un ruolo sempre più importante, fino a diventare il centro del progetto familiare. L’identità contemporanea del domaine è strettamente legata a Philippe Gilbert, che segue un percorso piuttosto insolito rispetto a quello di molti vignaioli. Prima di tornare alla proprietà di famiglia, Philippe trascorre infatti diversi anni lontano dalle vigne, dedicandosi professionalmente al teatro come autore e regista. Il ritorno a Menetou-Salon segna l’inizio di una profonda trasformazione. Philippe non si limita a proseguire ciò che era stato fatto dalle generazioni precedenti, ma comincia a interrogarsi sul rapporto tra vite, terreno e ambiente, modificando progressivamente sia il lavoro agricolo sia l’approccio alla vinificazione. Il domaine dispone di circa una trentina di ettari di vigneto, suddivisi tra Sauvignon Blanc e Pinot Noir. Le parcelle sono distribuite su differenti esposizioni e composizioni del terreno, creando un mosaico che permette di osservare interpretazioni diverse delle stesse varietà. La geologia rappresenta uno degli elementi fondamentali di Menetou-Salon. Queste colline appartengono alle grandi formazioni sedimentarie della Loira centrale e sono caratterizzate soprattutto da calcari e marne di origine giurassica, testimonianza di un antico ambiente marino. Il Sauvignon Blanc trova qui condizioni particolarmente interessanti. Philippe Gilbert non cerca soltanto la componente immediatamente aromatica del vitigno, ma lavora per ottenere vini capaci di mostrare tensione, struttura e profondità, lasciando che la natura calcarea dei terreni emerga progressivamente durante l’affinamento. Il Pinot Noir rappresenta l’altra grande anima della proprietà. Il clima relativamente fresco della Loira centrale e la presenza del calcare permettono di privilegiare finezza ed eleganza rispetto alla concentrazione, dando origine a vini nei quali il frutto rimane accompagnato da freschezza e da una trama tannica sottile. Uno dei passaggi decisivi nella storia recente della cantina è la conversione verso una viticoltura biologica e biodinamica. Philippe intraprende questo percorso con l’obiettivo di recuperare maggiore vitalità nei suoli e costruire un ecosistema nel quale la vite possa trovare naturalmente il proprio equilibrio. La biodinamica viene interpretata come un modo di osservare il vigneto nella sua totalità. La vite non viene considerata isolatamente, ma come parte di un ambiente composto da terreno, microrganismi, vegetazione e biodiversità. Le lavorazioni cercano quindi di preservare questa complessità e favorire una maggiore attività biologica dei suoli. Il cambiamento in vigneto porta naturalmente a una trasformazione anche in cantina. Le fermentazioni vengono affidate ai lieviti indigeni e gli interventi sono mantenuti quanto più possibile misurati, evitando di imporre ai vini un profilo aromatico prestabilito. Per il Sauvignon vengono utilizzati contenitori differenti in funzione delle caratteristiche delle uve e delle singole cuvée. Acciaio e legno possono essere impiegati durante vinificazione e affinamento, mentre il lavoro sulle fecce permette ai vini di acquisire maggiore profondità senza perdere la naturale freschezza. Anche il Pinot Noir viene accompagnato attraverso affinamenti pensati per rispettarne la delicatezza. Il legno non deve diventare protagonista aromatico, ma semplicemente consentire al vino di evolvere lentamente, rendendo più armonica la struttura e lasciando emergere le caratteristiche della singola vendemmia. Con il tempo il lavoro di Philippe si è concentrato sempre maggiormente sulle differenze tra le parcelle. Vinificare separatamente determinate vigne permette di comprendere quanto esposizione, composizione del terreno ed età delle piante possano modificare l’espressione di Sauvignon Blanc e Pinot Noir. Questa attenzione è particolarmente importante perché Menetou-Salon viene spesso osservata attraverso il confronto con la vicina e più celebre Sancerre. La filosofia di Philippe Gilbert segue invece una direzione precisa: non imitare un altro territorio, ma approfondire ciò che rende Menetou-Salon riconoscibile e autonomo. La precedente esperienza nel teatro rimane una componente affascinante della personalità di Philippe e del modo con cui interpreta il proprio lavoro. Arte e vino condividono per lui un principio simile: non costruire qualcosa attraverso formule prestabilite, ma interpretare una materia e permetterle di esprimere la propria identità. Philippe Gilbert racconta così un volto profondamente territoriale della Loira centrale. Sauvignon Blanc e Pinot Noir diventano interpreti di calcari e marne giurassiche, mentre agricoltura biodinamica, fermentazioni spontanee e interventi misurati permettono alla vigna di rimanere al centro del vino. Un progetto nel quale la tecnica non viene utilizzata per uniformare le differenti cuvée, ma per accompagnarle, lasciando che ogni bottiglia conservi il carattere di Menetou-Salon e della parcella dalla quale ha avuto origine.