RENATO RATTI
Renato torna in Piemonte nel 1965, e incomincia ad acquistare una piccola vigna di Barolo nello storico cru di Marcenasco, a La Morra, iniziando così l’avventura vitivinicola come produttore. Dal 1975 fino alla fine degli anni ’80 l’azienda cresce a ritmo incoraggiante, diventando una delle realtà produttive di riferimento non solo a livello regionale, ma addirittura nazionale. Renato in questo periodo ricopre cariche importanti, - viene nominato presidente del Consorzio del Barolo e poi del Consorzio dell’Asti -, e si dedica anche alla scrittura, pubblicando diversi libri sui vini piemontesi e italiani; una figura di grande spicco, che però scomparve prematuramente nel 1988.
Da questo momento è il figlio Pietro, giovane appena diplomato alla scuola enologica di Alba, a occuparsi dell’azienda, che oggi si sviluppa su una superficie di circa 35 ettari vitati; qui si coltivano dolcetto, barbera, nebbiolo, a cui si aggiunge una piccola percentuale di sauvignon blanc, cabernet sauvignon e merlot. Ogni anno sono circa 300.000 le bottiglie prodotte, suddivise in 9 etichette dove, accanto ai vini più tradizionalmente legati al consumo quotidiano, come il Dolcetto d’Alba “Colombè” e la Barbera d’Alba “Battaglione”, troviamo diverse espressioni importanti di Barolo, tra i quali spiccano il “Marcenasco” e il “Rocche dell’Annunziata”.
L’azienda Renato Ratti si conferma sempre su ottimi livelli, ed è caratterizzata da etichette che, oltre ad essere intrise di storia, rappresentano sempre con grande fedeltà il territorio, rendendo onore al Piemonte.