ROCCA BATTISTA
Rocca fu Battista è una minuscola realtà familiare di Barbaresco che racchiude una storia iniziata molto prima della sua recente rinascita. Le origini risalgono alla famiglia Rocca e in particolare a Battista, agricoltore di Barbaresco che già produceva vino destinato al consumo familiare. Nel 1957 i figli, guidati da Giovanni Rocca, fondano l’azienda agricola “F.lli Rocca fu Battista”, coltivando vigneti principalmente nel comune di Barbaresco e producendo Barbaresco, Nebbiolo, Barbera e Dolcetto. Una parte importante dei vini trova mercato a Torino e in Piemonte e viene servita anche nella trattoria di famiglia, la “Trattoria da Angiolina” di via Vittorio Emanuele a Torino, creando un curioso legame tra le colline di Barbaresco e la città. Dopo la separazione dei fratelli l’attività continua con Giovanni sotto il nome di Azienda Agricola Rocca Giovanni, fino al 1996, anno dell’ultima vendemmia prima della chiusura della cantina. La produzione si interrompe per una generazione, ma una parte fondamentale del patrimonio viene preservata: i vigneti rimangono alla famiglia. È proprio da queste vigne che, quasi venticinque anni più tardi, prende forma una nuova storia. Nel 2020 Stefano e Nora, nipoti di Giovanni, decidono di riportare in vita l’attività del nonno fondando nuovamente Rocca fu Battista e scegliendo di lavorare negli stessi locali di Strada Giro della Valle a Barbaresco dove la famiglia produceva vino in passato. Più che la nascita di una nuova cantina, il loro progetto rappresenta quindi il recupero di una storia interrotta, con la volontà di conservare vigne, memoria e identità familiare. Le dimensioni sono volutamente piccolissime: la famiglia possiede circa 6.000 metri quadrati di Nebbiolo da Barbaresco nel comune di Barbaresco e ulteriori vigneti a Trezzo Tinella dedicati a Nebbiolo e Barbera, per una produzione complessiva che si aggira intorno alle 4.200 bottiglie all’anno. Il cuore qualitativo della proprietà si trova però nelle MGA Ronchi e Secondine, due differenti espressioni del territorio di Barbaresco dalle quali nascono i vini più rappresentativi della cantina. Secondine è una piccola parcella caratterizzata da un sottosuolo prevalentemente limoso e dà origine a un Barbaresco nel quale la famiglia ricerca soprattutto finezza, eleganza e precisione. Ronchi presenta invece condizioni differenti, con un terreno scosceso, marnoso e calcareo e una minore presenza di argilla, traducendosi in un Nebbiolo generalmente più profondo, materico e strutturato. È proprio il confronto tra questi due Barbaresco a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del progetto: stessa varietà, stessa famiglia e distanze relativamente contenute, ma personalità differenti determinate dalla posizione e dalla composizione dei terreni. Le uve vengono vinificate separatamente e il percorso di affinamento privilegia recipienti capaci di accompagnare il Nebbiolo senza cancellare le caratteristiche della singola vigna, utilizzando acciaio per la fermentazione e legno per la successiva maturazione. La produzione estremamente limitata permette a Stefano e Nora di seguire direttamente ogni passaggio e conserva alla cantina una dimensione quasi domestica, molto vicina a quella delle piccole aziende che hanno costruito storicamente il paesaggio viticolo delle Langhe. Rocca fu Battista rappresenta così un caso particolare nel panorama contemporaneo di Barbaresco: una cantina antica e giovanissima allo stesso tempo. Antica perché le sue radici risalgono a Battista Rocca e alla successiva attività avviata dai figli nel 1957; giovane perché Stefano e Nora hanno ricominciato a produrre soltanto nel 2020, dopo quasi un quarto di secolo di silenzio. Ronchi e Secondine sono oggi le due voci attraverso cui questa storia familiare è tornata a esprimersi, con poche migliaia di bottiglie e una filosofia che mette al centro il Nebbiolo e le differenze tra le singole vigne. Un ritorno alle origini che non cerca di ricostruire nostalgicamente il passato, ma di continuare esattamente dal punto in cui la generazione precedente si era fermata, riportando il nome Rocca fu Battista sulle bottiglie di Barbaresco.