VALDISOLE

Valdisole è una giovane e anticonvenzionale realtà piemontese nata nel 2015 a Corneliano d’Alba, nel cuore del Roero, dall’iniziativa di Giuseppe Amato, oggi affiancato da Kyriaki Kalimeri. La sua storia è decisamente lontana dalle consuete genealogie contadine del territorio: Giuseppe non proviene infatti da una famiglia di vignaioli e si avvicina al vino inizialmente attraverso la gastronomia e i corsi dell’Associazione Italiana Sommelier, fino al desiderio di comprenderlo non più soltanto attraverso la degustazione, ma producendolo personalmente. L’inizio di Valdisole è quasi surreale: il primo vigneto viene trovato su un sito internet dedicato alla compravendita dell’usato, mezzo ettaro di Nebbiolo abbandonato sulle colline del Roero che Giuseppe decide di recuperare. Da quell’acquisto nasce un progetto che negli anni successivi si amplia attraverso nuove parcelle e, dal 2019, entra anche nelle Langhe con l’acquisizione di un vigneto di Moscato Bianco; nel 2020 viene inoltre completata una nuova cantina nelle Langhe, creando un collegamento concreto tra i due territori. Kyriaki Kalimeri, ingegnere elettronico e informatico di formazione e successivamente sommelier AIS, entra nel progetto fin dalle sue prime fasi occupandosi soprattutto di comunicazione e identità aziendale, ma partecipa direttamente anche alla ricerca produttiva: firma personalmente Elektra, una particolare interpretazione della Malvasia Moscata in anfora che crea anche un legame simbolico con le sue origini greche. Il vigneto di Valdisole rimane di dimensioni estremamente contenute e si sviluppa soprattutto tra Roero e Langhe, con una parte importante delle vigne nell’area di Corneliano d’Alba e della MGA Valdistefano. Il Roero rappresenta il punto di partenza e il Nebbiolo il vitigno attraverso il quale è iniziata l’intera avventura: sui caratteristici terreni prevalentemente sabbiosi e calcarei della zona assume generalmente un profilo più delicato e fragrante rispetto alle espressioni langarole, con tannini particolarmente fini. Valdisole ha però scelto fin dall’inizio di non limitarsi ai vitigni più conosciuti e uno degli aspetti più interessanti del progetto è proprio il recupero della biodiversità ampelografica piemontese. Accanto a Nebbiolo e Moscato vengono coltivate o recuperate varietà rare come Malvasia Moscata, Bragat Rosa, Pelaverga, Favorita e Moscato Nero d’Acqui, alle quali si sono aggiunti altri vitigni utilizzati come terreno di sperimentazione. Particolarmente importante è la Malvasia Moscata, antica varietà piemontese oggi presente su superfici minuscole, che Valdisole ha iniziato a vinificare nel 2018 sia in anfora sia in legno. La filosofia agricola e di cantina ruota intorno a un principio dichiaratamente semplice: il vino deve nascere dall’uva senza ricorrere a prodotti chimici di sintesi in vigneto o a forzature enologiche in cantina. Le fermentazioni sono spontanee, gli interventi e l’utilizzo della solforosa vengono ridotti drasticamente e possono essere completamente assenti in alcune interpretazioni, mentre macerazioni, anfore, barrique, botti di acacia, castagno e altri contenitori vengono sperimentati liberamente in funzione del vitigno e dell’annata. La sperimentazione è infatti parte integrante dell’identità di Valdisole e spiega perché le stesse etichette possano cambiare sensibilmente da una vendemmia all’altra. L’obiettivo non è replicare ogni anno una ricetta, ma osservare l’uva e scegliere di volta in volta la strada considerata più interessante. Questa libertà ha portato anche a una scelta particolarmente significativa: pur disponendo di vigneti che potrebbero rientrare nella denominazione Roero DOCG e nella menzione geografica Valdistefano – come dimostrato dal Nebbiolo Helios prodotto nelle annate 2018 e 2019 con la denominazione – Giuseppe e Kyriaki hanno successivamente scelto di declassare volontariamente gran parte della produzione a vino senza denominazione per non essere vincolati dai disciplinari nelle macerazioni e nelle tecniche utilizzate. La gamma diventa così una sorta di laboratorio permanente. Helios, Amos ed Energy esplorano differenti interpretazioni del Nebbiolo e delle sue parcelle; Pnoi recupera una particolare lettura rosata del Nebbiolo ispirata alle antiche vinificazioni piemontesi; Anarchia porta la sperimentazione sulle uve bianche verso macerazioni profonde e affinamenti fuori dagli schemi; Armonia nasce invece dalla volontà di trovare un punto di equilibrio tra differenti varietà bianche autoctone di Roero e Langhe e le vinificazioni più estreme della cantina. Elektra mette al centro la rarissima Malvasia Moscata, selezionando le uve delle vecchie vigne e lavorandole anche in anfora con lunghe macerazioni sulle bucce, mentre Aura cambia deliberatamente interpretazione secondo la vendemmia, mantenendo come filo conduttore l’espressività aromatica del vitigno. Nomi come Afros, Gaia, Nostos e Simposio completano un universo nel quale i richiami alla cultura e alla lingua greca sono diventati parte riconoscibile dell’identità visiva e concettuale della cantina. Valdisole rappresenta quindi un caso particolare nel panorama piemontese: non la prosecuzione di una tradizione familiare secolare, ma il percorso di due persone arrivate al vino per curiosità e diventate vignaioli proprio perché libere da un modello ereditato. Giuseppe Amato porta nel progetto la ricerca continua sulla vinificazione, mentre Kyriaki Kalimeri ne completa la visione attraverso sensibilità critica, comunicazione e sperimentazione personale. Dal mezzo ettaro di Nebbiolo abbandonato acquistato online nel 2015, il progetto è cresciuto recuperando vecchie vigne e varietà quasi scomparse e creando un ponte tra le sabbie del Roero e le colline delle Langhe. Fermentazioni spontanee, macerazioni, anfore, legni differenti, bassissima solforosa e rinuncia volontaria alle denominazioni quando queste diventano un limite non sono utilizzati per aderire a un'estetica del “vino naturale”, ma come strumenti di libertà. È proprio questa curiosità, insieme alla volontà di mettere in discussione continuamente tecniche e consuetudini, a definire Valdisole: una piccola cantina piemontese nella quale Nebbiolo, Malvasia Moscata e antiche varietà locali diventano il punto di partenza per vini volutamente imprevedibili, artigianali e difficilmente riconducibili a uno stile tradizionale.