VIGNOBLES VELLAS
Vignobles Vellas è una grande realtà familiare del Languedoc la cui storia inizia nel 1929 e attraversa oggi quattro generazioni, con il proprio centro operativo al Mas du Pont di Teyran, alle porte di Montpellier, tra il Pic Saint-Loup e il Mediterraneo. La famiglia Vellas ha sempre mantenuto un rapporto con la terra molto più ampio della sola viticoltura: accanto ai vigneti, l’attività agricola comprende oltre 1.000 ettari destinati a cereali, pascoli e oliveti e un importante allevamento di tori e cavalli della Camargue, elementi che spiegano quanto la cultura rurale del Sud della Francia sia profondamente intrecciata all’identità aziendale. La figura centrale della generazione contemporanea è Nicolas Vellas, che ha impresso una forte accelerazione al progetto trasformando un patrimonio iniziale di appena 13 ettari di vigneto in una realtà che oggi raggiunge circa 350 ettari distribuiti su 14 proprietà. Il cuore storico rimane Mas du Pont, tenuta familiare da quattro generazioni che prende il nome dall’antico ponte romano sul fiume Salaison: qui circa 55 ettari di vigneto biologico crescono su terreni argillo-calcarei influenzati dal clima mediterraneo, in una posizione particolarmente favorevole tra l’entroterra e il mare. Ma l’aspetto più interessante di Vignobles Vellas è proprio l’ampiezza della sua geografia, perché nel tempo la famiglia ha costruito un vero mosaico dei terroir del Sud della Francia. Mas de Louis, Domaine Valinière, Domaine Grisette des Grés, Domaine Garoloup, Château L’Euzière, Mas de Mussen, Château Grand Blaquière, Domaine Léo Vareille, Château Laurens, Château Furiosa, Château Saint Martin, Domaine des Grandes Arènes e Château Les Taillades affiancano Mas du Pont e permettono di attraversare denominazioni e territori profondamente differenti, dal Pays d’Oc a Saint-Guilhem-le-Désert, dal Languedoc ai Grés de Montpellier e Saint-Drézéry, fino a Pic Saint-Loup, Faugères, Saint-Chinian Berlou, Terrasses du Larzac, Muscat de Lunel, Costières-de-Nîmes e, spingendosi nella Valle del Rodano, Côtes-du-Rhône e Châteauneuf-du-Pape. A questo patrimonio diretto si aggiunge una rete di collaborazioni con circa sessanta vigneti gestiti attraverso partnership di viti-gestion, che amplia ulteriormente la possibilità di lavorare con terroir del Languedoc, del Sud-Ouest, della Provenza e della Valle del Rodano. La maggior parte dei vigneti aziendali è condotta in agricoltura biologica e il rispetto dell’ambiente rappresenta uno dei punti dichiarati della filosofia familiare, ma Vellas non costruisce la propria identità esclusivamente attorno alla sostenibilità: autenticità, creatività e innovazione sono i tre elementi che Nicolas ha voluto portare al centro del progetto. Questa impostazione emerge soprattutto nell’enorme varietà della produzione. Grenache, Syrah, Mourvèdre, Carignan e Cinsault raccontano l’anima mediterranea più tradizionale, mentre Chardonnay, Sauvignon Blanc, Viognier, Marsanne, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot e numerose altre varietà permettono alla famiglia di muoversi liberamente tra denominazioni, assemblaggi e interpretazioni più contemporanee; nel solo Mas du Pont vengono coltivate anche varietà innovative o resistenti come Cabernet Cortis e Muscaris. La vinificazione viene adattata al carattere delle singole cuvée: acciaio, cemento e legno vengono utilizzati secondo vitigno, provenienza e obiettivo stilistico, con interpretazioni che spaziano da vini immediati e fruttati fino a selezioni provenienti da vecchie vigne, lunghe macerazioni e affinamenti più importanti. Un ruolo fondamentale è affidato proprio alla creatività. Nicolas Vellas ha scelto di rompere con l’immagine spesso tradizionale del vino del Languedoc attraverso etichette e packaging immediatamente riconoscibili, trasformando nomi provocatori e grafiche fuori dagli schemi in una vera firma aziendale. Cuvée come Suck My Duck, Le Grand Méchant Loup, Black Wolf, Poison Rosé, Les Escarboucles, Grandes Arènes Taureau e Les Taillades mostrano questa volontà di costruire vini capaci di comunicare in maniera diretta e contemporanea senza rinunciare al legame con il luogo di provenienza. Dietro l’immagine volutamente audace rimane infatti un patrimonio viticolo estremamente articolato: ogni domaine viene utilizzato per mettere in evidenza una specifica denominazione e una diversa combinazione tra suolo, clima e varietà. Domaine Valinière è legato a Saint-Drézéry, Domaine Garoloup e Château L’Euzière esplorano Pic Saint-Loup, Mas de Mussen permette di lavorare tra Terrasses du Larzac e Saint-Guilhem-le-Désert, Domaine Léo Vareille e Château Laurens portano il progetto verso Faugères, Château Furiosa è legato a Saint-Chinian Berlou, mentre Château Les Taillades rappresenta l’estensione nella zona di Châteauneuf-du-Pape. Il Mas du Pont rimane però il centro simbolico di tutto: non soltanto cantina e vigneto, ma un luogo nel quale vino, gastronomia, allevamento, cultura camarguese ed eventi vengono riuniti per raccontare l’identità familiare. La dimensione raggiunta da Vignobles Vellas potrebbe far pensare a una struttura puramente industriale, ma la particolarità del progetto sta proprio nell’aver mantenuto i singoli domaines e terroir come unità riconoscibili all’interno di una realtà ormai molto ampia. Nicolas Vellas ha trasformato i 13 ettari originari in circa 350 ettari senza costruire un'unica etichetta dominante, preferendo sviluppare una costellazione di proprietà, denominazioni e cuvée. È questa combinazione tra quattro generazioni di storia, cultura agricola mediterranea, 14 domaines, viticoltura in larga parte biologica e una fortissima attenzione alla comunicazione a definire oggi Vignobles Vellas: una realtà profondamente radicata nel Languedoc ma capace di attraversare gran parte del Sud della Francia, nella quale tradizione e innovazione convivono deliberatamente e dove il vino viene interpretato non soltanto come espressione del terroir, ma anche come esperienza, creatività e racconto contemporaneo.