SORDO GIOVANNI

ALTA LANGA DOCG EXTRA BRUT MILLESIMATO 2022 - SORDO

Precio normal €21,50 Precio rebajado€28,00ahorra €6,50

Abbinamenti, È un Metodo Classico che possiamo tranquillamente portare a tavola dall'inizio alla fine del pasto. Lo vediamo benissimo con ostriche, tartare di ricciola, carpacci di pesce, gamberi rossi e scampi, dove freschezza e sapidità valorizzano la delicatezza delle materie prime. Molto interessante anche con fritture di pesce, calamari, tempura di verdure e crostacei alla griglia, perché la bollicina e l'acidità aiutano a ripulire il palato. La struttura del Pinot Nero permette inoltre abbinamenti con risotti ai frutti di mare, pasta con crostacei, pollo arrosto e preparazioni a base di funghi. Da provare anche con formaggi freschi e di media stagionatura, oppure con un classico vitello tonnato piemontese.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Alta Langa DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 70%, Chardonnay 30%

NOTE SENSORIALI:

L'Alta Langa Extra Brut Millesimato 2022 di Sordo è un Metodo Classico piemontese che unisce eleganza, freschezza e profondità, interpretando il carattere delle colline dell'Alta Langa attraverso una bollicina precisa e raffinata. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, impreziosito da delicati riflessi dorati e da un perlage fine e persistente. Al naso troviamo mela verde, pera e scorza di limone, accompagnate da fiori bianchi e leggere sfumature di pesca. Con qualche minuto nel bicchiere emergono note più complesse di crosta di pane, brioche, mandorla e nocciola, espressione dell'affinamento sui lieviti. In bocca è teso e dinamico, con una bollicina cremosa che accompagna una freschezza vivace e una piacevole sensazione sapida. Il dosaggio Extra Brut lascia emergere la naturale precisione del vino, senza appesantire il sorso, mentre la struttura sostiene un finale lungo, asciutto e agrumato, con ritorni di frutta bianca e delicate note tostate. È uno spumante che riesce a essere immediatamente piacevole, ma conserva anche la profondità necessaria per accompagnare un intero pasto.

CURIOSITÁ:

L'Alta Langa Extra Brut di Sordo nasce da un assemblaggio di 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay, con uve selezionate presso conferitori delle colline piemontesi, in vigneti situati oltre i 250 metri di altitudine su terreni marnosi e calcareo-argillosi. La famiglia Sordo, storicamente legata ai grandi rossi di Castiglione Falletto e in particolare al Barolo, interpreta così anche la tradizione spumantistica piemontese. La vinificazione delle basi avviene in acciaio a basse temperature, seguita da una permanenza di circa 6-8 mesi sulle fecce. La seconda fermentazione si svolge direttamente in bottiglia, secondo il Metodo Classico, con un affinamento sui lieviti di circa 36 mesi. Il dosaggio dichiarato è di 5 grammi per litro, coerente con la categoria Extra Brut e pensato per mantenere il vino asciutto senza rinunciare all'equilibrio. Il risultato è uno spumante in cui il Pinot Nero contribuisce alla struttura e alla profondità, mentre lo Chardonnay aggiunge finezza e freschezza. Un'Alta Langa che dimostra come il Piemonte sappia esprimere una propria identità anche attraverso le grandi bollicine da lungo affinamento.

Sordo Giovanni

Sordo Giovanni è una storica realtà familiare di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe e della denominazione Barolo, dove la famiglia Sordo coltiva la vite da quattro generazioni. Le origini dell’azienda risalgono ai primi anni del Novecento, ma è con Giuseppe Sordo, nonno dell’attuale generazione, che prende forma il nucleo della proprietà attraverso l’acquisto di alcuni vigneti. Il passaggio decisivo avviene con il figlio Giovanni, che insieme alla moglie Maria amplia progressivamente il patrimonio viticolo e trasforma l’attività familiare in una vera cantina, legando definitivamente il nome Sordo alla produzione di Barolo. Negli anni successivi l’azienda cresce attraverso una scelta particolarmente importante: acquisire parcelle in territori differenti della denominazione invece di concentrare tutte le vigne attorno alla sede di Castiglione Falletto. Questa visione ha permesso alla famiglia di costruire nel tempo un patrimonio straordinariamente articolato, oggi distribuito tra alcuni dei comuni e delle MGA più prestigiosi delle Langhe. La proprietà comprende numerosi ettari vitati e attraversa Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo, La Morra, Novello, Grinzane Cavour e Verduno, creando un vero mosaico attraverso il quale osservare le differenti espressioni del Nebbiolo. È proprio questa diversità a rappresentare il cuore dell’identità di Sordo: lo stesso vitigno viene coltivato su terreni, esposizioni e altitudini differenti e successivamente vinificato separatamente per conservare il carattere delle singole provenienze. Tra le MGA più importanti della famiglia si trovano nomi che appartengono alla storia del Barolo. Monprivato, a Castiglione Falletto, rappresenta uno dei vigneti più prestigiosi del comune ed è capace di dare Nebbiolo di particolare finezza e profondità; Parussi offre un’altra interpretazione dello stesso territorio, generalmente caratterizzata da maggiore struttura e intensità. A Serralunga d’Alba la famiglia possiede vigne in Gabutti, cru celebre per la capacità di generare Barolo austeri, profondi e destinati a lunghe evoluzioni. Monvigliero porta invece nel territorio di Verduno, dove il Nebbiolo assume frequentemente un profilo più floreale, speziato e raffinato, mentre Ravera permette di confrontarsi con una delle MGA più importanti di Novello, caratterizzata da altitudine e freschezza capaci di produrre vini particolarmente tesi e longevi. A questi territori si aggiungono altre parcelle di grande valore, formando una delle collezioni di vigneti più interessanti della denominazione. La possibilità di produrre numerosi Barolo da singola MGA non viene interpretata semplicemente come un modo per ampliare la gamma, ma come uno strumento per raccontare la complessità geografica delle Langhe. Ogni vigneto possiede infatti una propria combinazione di suolo, esposizione e microclima e il lavoro della famiglia consiste nel preservare queste differenze fino alla bottiglia. I terreni cambiano sensibilmente attraversando la denominazione: dalle marne più fini e ricche di componenti calcaree delle zone occidentali fino alle formazioni più antiche e compatte che caratterizzano diversi versanti di Serralunga e Monforte. Queste variazioni contribuiscono a determinare la struttura tannica, la componente aromatica e i tempi di evoluzione del Nebbiolo, permettendo ai Barolo Sordo di diventare quasi una lettura comparata delle diverse anime della denominazione. In vigneto il lavoro è orientato alla ricerca dell’equilibrio naturale delle piante e alla conservazione della fertilità dei terreni. La famiglia dedica particolare attenzione alla gestione del suolo e alla qualità delle uve, partendo dalla convinzione che il carattere di ogni cru debba essere costruito prima di tutto tra i filari. La vendemmia viene effettuata selezionando attentamente i grappoli e rispettando i differenti tempi di maturazione delle singole parcelle, particolarmente importanti in una proprietà distribuita su territori tanto diversi. In cantina l’impostazione rimane legata alla tradizione classica del Barolo. Le vinificazioni sono pensate per estrarre lentamente colore, aromi e tannini dal Nebbiolo, evitando di trasformare la tecnica in protagonista. Un elemento particolarmente caratteristico della cantina è rappresentato dalle grandi botti di rovere utilizzate per i lunghi affinamenti, conservate nelle storiche cantine sotterranee di Castiglione Falletto. Il legno viene considerato soprattutto un recipiente capace di accompagnare l’evoluzione del vino attraverso una lenta ossigenazione, senza imprimere aromi che possano uniformare le differenze tra le singole MGA. È proprio il tempo a svolgere un ruolo fondamentale: il Nebbiolo viene lasciato maturare lentamente affinché tannino, acidità e struttura possano trovare un equilibrio naturale prima dell’imbottigliamento e continuare successivamente la propria evoluzione. Accanto ai Barolo di singola vigna, la famiglia produce una gamma che comprende le principali varietà della tradizione langarola. Nebbiolo, Barbera e Dolcetto mantengono un ruolo importante e permettono di raccontare una cultura agricola più ampia rispetto alla sola denominazione Barolo. La produzione comprende inoltre vini bianchi e altre interpretazioni del territorio, ma il Nebbiolo rimane inevitabilmente il centro attorno al quale ruota l’identità aziendale. Oggi le nuove generazioni della famiglia continuano il percorso iniziato da Giuseppe e sviluppato da Giovanni, custodendo un patrimonio viticolo costruito attraverso decenni di acquisizioni e conoscenza diretta delle colline. Sordo Giovanni rappresenta così una prospettiva particolarmente affascinante sul Barolo: non la storia di una singola vigna o di un solo comune, ma quella di una famiglia che ha scelto di attraversare l’intera denominazione raccogliendo parcelle in territori profondamente differenti. Monprivato, Parussi, Gabutti, Monvigliero, Ravera e le altre grandi vigne diventano le singole voci di questo racconto, unite da una filosofia tradizionale fondata su lunghe maturazioni, grandi botti e rispetto delle caratteristiche di ogni cru. Una cantina capace di trasformare il proprio patrimonio di vigneti in una vera geografia del Barolo, lasciando al Nebbiolo il compito di mostrare quanto profondamente possa cambiare passando da una collina all’altra.