AMARONE DELLA VALPOLICELLA RISERVA DOCG BIO 2017 - MUSELLA
Abbinamenti, La concentrazione del 2017 richiede piatti importanti. È magnifico con brasato di manzo all’Amarone, guanciale brasato, cinghiale, cervo, selvaggina, agnello e grandi arrosti, ma trova una splendida sintonia anche con polenta e carni in umido, funghi porcini e preparazioni impreziosite dal tartufo. La componente speziata e balsamica lo rende eccellente con Monte Veronese stagionato, Parmigiano Reggiano, formaggi erborinati e grandi formaggi da lunga maturazione. Per chi ama il contrasto, è interessante anche l’accostamento con cioccolato fondente di elevata qualità, suggerito tra gli abbinamenti possibili per questo millesimo
Alcol, 16%
Annata, 2017
Denominazione, Amarone della Valpolicella Riserva DOCG
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Corvina e Corvinone 70%, Rondinella 20%, Oseleta 10%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice il 2017 si presenta con un rosso granato profondo, fitto e luminoso. Il bouquet è ampio e stratificato, inizialmente dominato da amarena, ciliegia sotto spirito, mora selvatica e prugna, cui seguono lentamente cacao, spezie orientali, tabacco e sfumature balsamiche. L’evoluzione porta verso un registro ancora più complesso, con sensazioni di corteccia, sottobosco, humus, tè nero e spezie scure che alleggeriscono la componente più matura del frutto. Al palato è indiscutibilmente un grande Amarone: ampio, caldo e concentrato, con i suoi 16% vol., ma la materia non è fine a se stessa. La trama tannica è fitta e progressiva, la consistenza quasi vellutata, mentre freschezza e componente amaricante nel finale restituiscono equilibrio alla naturale ricchezza dell’appassimento.
CURIOSITÁ:
L’Amarone della Valpolicella Riserva 2017 di Musella è una delle espressioni più importanti e longeve della cantina veronese, una selezione prodotta soltanto attraverso una rigorosa scelta delle uve e concepita per mostrare quanto l’Amarone possa essere profondo e concentrato senza rinunciare a eleganza, freschezza e identità territoriale. La Riserva occupa un posto storico nella produzione aziendale: la prima annata risale al 1993, ben prima dell’attuale progetto biodinamico, e nel tempo è diventata uno dei vini simbolo di Musella. I vigneti si trovano a nord-est di Verona, sulle colline tra Montorio e la Valle d’Illasi, in un mosaico di suoli differenti: calcare e argille rosse ricche di ferro nelle parcelle Il Perlar e Palazzina, terreni argillosi e tufacei sul Monte del Drago. La conduzione segue i principi dell’agricoltura biodinamica certificata Demeter, con una filosofia che cerca di preservare vitalità del suolo e autenticità delle varietà autoctone. Per la Riserva vengono selezionati soltanto i grappoli migliori, che affrontano un lungo appassimento naturale in locali ventilati fino a perdere almeno il 35% del peso originario. È una concentrazione ottenuta esclusivamente attraverso il tempo e l’acqua che lentamente abbandona l’acino. Solo in pieno inverno le uve vengono pigiate e iniziano una fermentazione lenta, seguita da un affinamento di almeno 24 mesi tra tonneaux e grandi botti, più un ulteriore anno in bottiglia. È la versione più profonda e meditativa dell’Amarone classico di Musella, pensata fin dall’origine per evolvere lentamente.
Musella +
Musella è una realtà vitivinicola della Valpolicella orientale, situata a San Martino Buon Albergo, alle porte di Verona, in un territorio dove le colline di Montorio incontrano la Valle d’Illasi. La tenuta ha costruito la propria identità attorno a una visione precisa: interpretare le varietà tradizionali veronesi attraverso una viticoltura rispettosa degli equilibri naturali, lasciando che siano vigneto, suolo e annata a determinare il carattere dei vini.
La proprietà si inserisce all’interno di un ambiente molto più ampio rispetto alla sola superficie vitata. Vigneti, prati, boschi e corsi d’acqua convivono all’interno della tenuta, creando quella biodiversità che negli anni è diventata uno degli elementi fondamentali della filosofia aziendale.
Il cuore storico di Musella è un’antica corte rurale le cui origini risalgono al Cinquecento. Gli edifici, un tempo legati alle attività agricole e alle scuderie della proprietà, sono stati progressivamente recuperati e trasformati negli spazi della cantina, conservando il rapporto con l’architettura originaria.
La storia contemporanea della tenuta è legata alla famiglia Pasqua Di Bisceglie. Il progetto si sviluppa con l’obiettivo di recuperare e valorizzare il patrimonio agricolo della proprietà, concentrando progressivamente l’attenzione sulla qualità delle vigne e sulla possibilità di produrre una Valpolicella diversa dalle interpretazioni maggiormente concentrate che hanno caratterizzato parte della denominazione.
La posizione dei vigneti è particolarmente interessante. Le parcelle occupano differenti settori collinari e presentano caratteristiche geologiche diverse, permettendo alle varietà tradizionali di assumere sfumature differenti anche all’interno della stessa proprietà.
In alcune zone prevalgono terreni calcarei accompagnati da argille rosse ricche di ferro, mentre in altre emergono componenti argillose e tufacee. Questa diversità viene considerata una risorsa fondamentale e le differenti vigne vengono gestite cercando di conservarne la personalità.
Corvina e Corvinone costituiscono il centro della produzione rossa, affiancate dalla Rondinella e da altre varietà presenti tradizionalmente nel territorio. Musella cerca soprattutto di mettere in evidenza la componente più fresca ed elegante di queste uve, evitando che maturità e concentrazione diventino gli unici parametri attraverso cui interpretare la Valpolicella.
La trasformazione più importante nella filosofia aziendale arriva con la scelta della biodinamica. A partire dalla fine degli anni Duemila la gestione dei vigneti viene progressivamente ripensata, con l’obiettivo di recuperare fertilità naturale, attività microbiologica e capacità del terreno di mantenere autonomamente il proprio equilibrio.
Musella considera infatti la tenuta come un unico organismo agricolo. La vite rappresenta soltanto una parte di un sistema nel quale vegetazione spontanea, animali, microrganismi e caratteristiche del suolo contribuiscono insieme alla salute dell’ambiente.
Compost e preparati biodinamici vengono utilizzati per sostenere la fertilità dei terreni, mentre vengono esclusi gli interventi chimici di sintesi incompatibili con questa filosofia. Il percorso ha portato Musella alla certificazione Demeter, consolidando definitivamente l’impostazione biodinamica della proprietà. La stessa ricerca continua in cantina. Le fermentazioni spontanee permettono ai lieviti naturalmente presenti sulle uve di partecipare alla trasformazione del mosto, mentre gli interventi vengono mantenuti quanto più possibile misurati. L’obiettivo non è ottenere vini perfettamente uniformi da un’annata all’altra, ma conservare le differenze naturali generate dalla vendemmia. Il Valpolicella rappresenta l’espressione più immediata di questa filosofia. Corvina e Corvinone rimangono protagoniste e vengono lavorate cercando succosità, freschezza e agilità, mostrando il volto più dinamico delle varietà veronesi.
Con il Valpolicella Superiore e il Ripasso aumenta progressivamente la struttura, ma l’obiettivo rimane quello di conservare equilibrio e bevibilità. Nel Ripasso il tradizionale contatto con le vinacce dell’Amarone aggiunge profondità e complessità senza trasformare il vino in una semplice versione più concentrata.
L’Amarone della Valpolicella rappresenta naturalmente uno dei vertici della produzione. Le migliori uve vengono selezionate e sottoposte al tradizionale appassimento, durante il quale perdono progressivamente acqua e concentrano zuccheri, aromi e struttura.
Musella interpreta però l’Amarone cercando di preservarne anche la freschezza. La concentrazione derivante dall’appassimento deve essere accompagnata da energia e tensione, così che il vino possa mantenere equilibrio nonostante la propria ricchezza naturale. Gli affinamenti vengono condotti privilegiando contenitori capaci di accompagnare lentamente l’evoluzione senza sovrapporre aromi eccessivamente marcati. Grandi botti e cemento permettono al vino di maturare mantenendo riconoscibile il carattere delle uve e del territorio. Accanto ai grandi rossi della Valpolicella, Musella porta avanti anche una ricerca particolarmente interessante sui vini bianchi. La Garganega diventa uno degli strumenti attraverso cui esplorare un’altra anima della proprietà, mostrando quanto questa varietà possa sviluppare profondità e complessità quando viene coltivata e vinificata con attenzione. Una delle sperimentazioni più originali riguarda l’utilizzo del marmo rosso di Verona come recipiente di affinamento. La scelta recupera un materiale profondamente legato al territorio e lo trasforma in uno strumento enologico, permettendo al vino di evolvere senza ricevere l’impronta aromatica tipica del legno.
È un esempio significativo della filosofia di Musella: tradizione e sperimentazione non vengono considerate elementi opposti. Antiche varietà, appassimento, biodinamica e contenitori alternativi possono convivere quando vengono utilizzati per raggiungere lo stesso obiettivo, cioè conservare nel vino la riconoscibilità della sua origine.
Musella rappresenta così una lettura personale della Valpolicella orientale. Corvina, Corvinone, Rondinella e Garganega raccontano terreni calcarei, argille rosse e suoli differenti attraverso una viticoltura biodinamica che mette al centro la vitalità della terra. Dall’antica corte cinquecentesca ai vigneti della tenuta, il progetto cerca soprattutto equilibrio, freschezza e identità, dimostrando che anche Amarone e Ripasso possono esprimere profondità senza rinunciare all’eleganza e che la tradizione della Valpolicella può continuare a evolversi senza perdere il proprio legame con il territorio.