CARLO GIACOSA

BARBARESCO DOCG 2023 - CARLO GIACOSA

Precio normal €29,50 Precio rebajado€35,00ahorra €5,50

Abbinamenti, È un Barbaresco che a tavola trova facilmente la propria dimensione, soprattutto con la cucina piemontese. Lo vediamo benissimo con agnolotti del plin, tajarin al ragù, risotti ai porcini e preparazioni a base di tartufo bianco d'Alba, dove le note floreali e leggermente terrose del Nebbiolo si integrano naturalmente con i profumi del piatto. Molto bello anche con arrosto di vitello, coniglio, anatra, piccione e carni rosse alla griglia, perché la freschezza e il tannino accompagnano la succulenza senza coprire i sapori. Con qualche anno di bottiglia potrà accompagnare splendidamente anche formaggi piemontesi di buona stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2023
Denominazione, Barbaresco DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barbaresco 2023 di Carlo Giacosa è un Nebbiolo che mette al centro l'eleganza e la finezza, senza rinunciare alla struttura e alla profondità che ci aspettiamo da un grande vino delle Langhe. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso, già attraversato da leggere sfumature granate. Al naso troviamo ciliegia, lampone e piccoli frutti rossi, poi rosa, violetta, scorza d'arancia e delicate note di liquirizia, spezie ed erbe aromatiche. Con qualche minuto nel bicchiere emergono anche sensazioni balsamiche e una sottile componente terrosa che rende il profilo più complesso. In bocca è fresco, succoso e molto equilibrato, con un tannino fine ma ben presente, ancora giovane, che accompagna il sorso senza renderlo pesante. Il frutto rimane preciso e croccante, mentre freschezza e sapidità danno slancio a una struttura elegante e armoniosa. Il finale è lungo, floreale e leggermente speziato, con ritorni di ciliegia, liquirizia e una piacevole sensazione minerale. È un Barbaresco che mostra già una bella espressività, ma che ha tutte le caratteristiche per guadagnare complessità con qualche anno di bottiglia.

CURIOSITÀ:

Il Barbaresco 2023 di Carlo Giacosa nasce dall'unione di tre vigneti di proprietà situati interamente nel comune di Barbaresco, tra i 240 e i 270 metri di altitudine, con esposizioni che spaziano da est a sud-ovest e terreni prevalentemente calcareo-argillosi. La cantina è una delle realtà familiari storiche del paese: tutto comincia con Donato Giacosa, tra i fondatori della Cooperativa Produttori del Barbaresco, e prosegue con Carlo, fino ad arrivare a Maria Grazia, oggi alla guida dell'azienda insieme al figlio Luca. La vinificazione segue uno stile tradizionale, con fermentazione in acciaio a temperatura controllata, macerazione medio-lunga e utilizzo della tecnica del cappello sommerso, che permette di estrarre delicatamente i tannini dalle bucce. Il vino matura successivamente in grandi botti di rovere francese da 20 a 45 ettolitri, per poi completare il proprio affinamento in bottiglia. È interessante perché, a differenza delle selezioni Asili, Montefico e Ovello, questo Barbaresco riunisce uve di vigneti differenti, offrendo una lettura più ampia del territorio e dello stile della famiglia Giacosa.

Carlo Giacosa

La cantina Giacosa è il racconto di una famiglia che, da quattro generazioni, vive e interpreta il Barbaresco con passione, dedizione e profondo rispetto per il territorio di Barbaresco. Le sue radici affondano negli anni ’50, quando la famiglia Giacosa conduce un’azienda agricola e produce vino principalmente per consumo personale, vendendone una parte sfusa. È il 1955 quando Donato Giacosa diventa socio fondatore della Produttori del Barbaresco, cooperativa nata grazie all’iniziativa di Don Fiorino Marengo e di 19 viticoltori locali. Un’esperienza pionieristica che segna profondamente la visione della famiglia e contribuisce alla crescita qualitativa del territorio. Alla fine degli anni ’50, Carlo Giacosa sceglie di rinunciare a una carriera nell’aeronautica per dedicarsi ai vigneti di famiglia. Dopo un periodo di lavoro come cantiniere presso la cooperativa, inizia la costruzione dell’attuale cantina e nel 1967 compie una scelta decisiva: non conferire più le uve nebbiolo alla cantina sociale, ma produrre Barbaresco con il proprio marchio. Sono anni di grande fermento, in cui questo vino conquista notorietà e prestigio a livello internazionale. Negli anni ’90 la cantina si distingue per una visione lungimirante: Carlo è tra i primi a puntare con decisione su genuinità, selezione in vigna e valorizzazione dei cru, intuendo l’importanza del legame profondo tra vitigno e territorio. Il diradamento diventa uno strumento fondamentale per garantire qualità e costanza produttiva, come dimostra la vendemmia 1997. Nel 2006 avviene il passaggio di testimone a Maria Grazia, figlia di Carlo, presente in cantina fin da giovanissima e oggi guida dell’azienda. Con lei la tradizione si fonde con uno sguardo moderno e progettuale. Dal 2014 entra in azienda anche Luca, quarta generazione, che sceglie di proseguire il percorso familiare. Negli ultimi anni la cantina ha investito nell’acquisto di nuove vigne, nell’ampliamento e ammodernamento dei locali di vinificazione e nell’apertura di una sala degustazione, uno spazio accogliente e conviviale dove condividere i vini con clienti e amici. Il logo aziendale, che raffigura la veduta di Barbaresco con la sua iconica torre, simboleggia il legame indissolubile tra la famiglia, il paese e il suo grande vino. Una storia di continuità, scelte coraggiose e amore per la terra, che rende la cantina Giacosa una realtà solida e autentica nel panorama del Barbaresco.