BARBARESCO DOCG "ASILI" 2022 - CARLO GIACOSA
Abbinamenti, L’eleganza e la trama tannica del Barbaresco Asili 2022 lo rendono ideale con piatti raffinati ma di buona struttura. È splendido con tajarin al ragù, agnolotti del plin, risotti ai porcini e preparazioni impreziosite dal tartufo, ma accompagna magnificamente anche faraona, anatra, arrosti di vitello e selvaggina da piuma. Molto interessante con brasati non eccessivamente concentrati, dove la freschezza del Nebbiolo riesce a bilanciare la succulenza della carne senza perdere finezza. Ottimo anche con Castelmagno, tome piemontesi e altri formaggi stagionati.
Alcol, 14,5%
Annata, 2022
Denominazione, Barbaresco DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Barbaresco DOCG “Asili” 2022 di Carlo Giacosa si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, già attraversato dai primi riflessi granati. Il naso è estremamente fine e progressivo, con ciliegia rossa, lampone e ribes che si intrecciano a petali di rosa, violetta e scorza d’arancia. Con l’ossigenazione emergono sfumature di liquirizia, erbe balsamiche, spezie fini e una delicata componente terrosa. Al palato è elegante e slanciato, ma tutt’altro che fragile: il frutto rimane succoso, sostenuto da un’acidità viva e da una trama tannica sottile, fitta e perfettamente definita. Il sorso possiede equilibrio e profondità, con una sapidità discreta che ne accompagna la progressione. Il finale è lungo, floreale e speziato, con ritorni di amarena, agrumi rossi e liquirizia. Un Asili di grande finezza, dove la potenza rimane sempre in secondo piano rispetto alla precisione e all’eleganza.
CURIOSITÀ:
Asili è uno dei vigneti storici della famiglia Giacosa e ha anche un forte valore affettivo: Carlo acquistò la parcella nel 1964, proprio nell’anno del suo matrimonio. Si trova interamente nel comune di Barbaresco, a circa 250 metri di altitudine, con esposizione sud-ovest e terreni calcareo-argillosi. Il Nebbiolo è allevato a Guyot modificato ad archetto e viene vinificato dopo diraspatura, con fermentazione e macerazione sulle bucce in vasche di acciaio a temperatura controllata. Dopo la svinatura il vino matura in botti di rovere francese e completa il proprio affinamento in bottiglia nelle cantine aziendali. Il 2022 è stato un millesimo particolarmente caldo e siccitoso nelle Langhe, con rese inferiori alla media; le piogge e le escursioni termiche arrivate a settembre hanno però favorito una buona maturazione del Nebbiolo. Asili ha saputo mantenere anche in questa annata il proprio carattere raffinato: il 2022 è stato valutato 94 punti sia da Wine Enthusiast sia da James Suckling, con particolare attenzione alla finezza tannica e alla componente floreale.
Carlo Giacosa +

La cantina Giacosa è il racconto di una famiglia che, da quattro generazioni, vive e interpreta il Barbaresco con passione, dedizione e profondo rispetto per il territorio di Barbaresco. Le sue radici affondano negli anni ’50, quando la famiglia Giacosa conduce un’azienda agricola e produce vino principalmente per consumo personale, vendendone una parte sfusa. È il 1955 quando Donato Giacosa diventa socio fondatore della Produttori del Barbaresco, cooperativa nata grazie all’iniziativa di Don Fiorino Marengo e di 19 viticoltori locali. Un’esperienza pionieristica che segna profondamente la visione della famiglia e contribuisce alla crescita qualitativa del territorio. Alla fine degli anni ’50, Carlo Giacosa sceglie di rinunciare a una carriera nell’aeronautica per dedicarsi ai vigneti di famiglia. Dopo un periodo di lavoro come cantiniere presso la cooperativa, inizia la costruzione dell’attuale cantina e nel 1967 compie una scelta decisiva: non conferire più le uve nebbiolo alla cantina sociale, ma produrre Barbaresco con il proprio marchio. Sono anni di grande fermento, in cui questo vino conquista notorietà e prestigio a livello internazionale. Negli anni ’90 la cantina si distingue per una visione lungimirante: Carlo è tra i primi a puntare con decisione su genuinità, selezione in vigna e valorizzazione dei cru, intuendo l’importanza del legame profondo tra vitigno e territorio. Il diradamento diventa uno strumento fondamentale per garantire qualità e costanza produttiva, come dimostra la vendemmia 1997. Nel 2006 avviene il passaggio di testimone a Maria Grazia, figlia di Carlo, presente in cantina fin da giovanissima e oggi guida dell’azienda. Con lei la tradizione si fonde con uno sguardo moderno e progettuale. Dal 2014 entra in azienda anche Luca, quarta generazione, che sceglie di proseguire il percorso familiare. Negli ultimi anni la cantina ha investito nell’acquisto di nuove vigne, nell’ampliamento e ammodernamento dei locali di vinificazione e nell’apertura di una sala degustazione, uno spazio accogliente e conviviale dove condividere i vini con clienti e amici. Il logo aziendale, che raffigura la veduta di Barbaresco con la sua iconica torre, simboleggia il legame indissolubile tra la famiglia, il paese e il suo grande vino. Una storia di continuità, scelte coraggiose e amore per la terra, che rende la cantina Giacosa una realtà solida e autentica nel panorama del Barbaresco.