COCITO EZIO

BARBARESCO RISERVA DOCG "BALUCHIN" 2017 - COCITO EZIO

Precio normal €59,90 Precio rebajado€66,00ahorra €6,10

Abbinamenti, La profondità e la trama tannica del Baluchin 2017 richiedono una cucina importante ma raffinata. È splendido con brasato al Barbaresco, guancia di manzo, arrosti di vitello, agnello e selvaggina da piuma, ma trova grande armonia anche con tajarin al ragù, agnolotti del plin e risotti ai funghi porcini. Le note floreali, speziate e balsamiche lo rendono magnifico con preparazioni al tartufo bianco d’Alba, mentre la struttura permette abbinamenti con Castelmagno, tome piemontesi e formaggi di lunga stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2017
Denominazione, Barbaresco Riserva DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barbaresco Riserva DOCG “Baluchin” 2017 di Ezio Cocito si presenta con un rosso rubino luminoso, ormai attraversato da eleganti sfumature granate. Il naso è intenso e raffinato, con ciliegia rossa matura, lampone e piccoli frutti scuri che si intrecciano a rosa appassita e violetta. Con l’ossigenazione emergono cannella, pepe bianco, liquirizia, cedro e delicate sensazioni balsamiche, accompagnate da leggere note di tabacco e legno ormai perfettamente integrate. Al palato è profondo e strutturato, ma conserva una sorprendente eleganza: il tannino è fitto, setoso e ben disteso, sostenuto da una freschezza ancora viva che mantiene il sorso dinamico. La componente fruttata rimane precisa e viene accompagnata da una sottile mineralità che dona ulteriore tensione. Il finale è lungo, speziato e persistente, con ritorni floreali, di ciliegia e pepe. Un Barbaresco Riserva maturo e complesso, ma ancora energico e capace di ulteriore evoluzione.

CURIOSITÁ:

Baluchin nasce a Neive, nella piccola zona di Bric Micca, da uno dei vigneti più alti e spettacolari dell’area del Barbaresco: circa 380 metri di altitudine, esposizione sud/sud-ovest e pendenze che raggiungono addirittura il 45-55%. I suoli sono composti da argilla calcarea e sabbia e il Nebbiolo viene coltivato con rese estremamente contenute. La vinificazione prevede 7-8 giorni di fermentazione a temperatura controllata, seguiti dalla malolattica in legno e da circa 20-22 mesi in piccoli fusti di rovere francese, con una quota di legno nuovo intorno al 30%; il vino non viene chiarificato né filtrato. La produzione è minuscola, circa 400 casse da sei bottiglie. La prima annata di Baluchin risale al 2000 e nasce dall’amicizia tra Ezio Cocito e Giorgio Rivetti: ancora oggi il vino viene realizzato nelle strutture de La Spinetta, con il supporto di Andrea Rivetti. “Baluchin” significa “stella” nel dialetto locale, riferimento alle stelle visibili dal vigneto; anche l’etichetta, disegnata personalmente da Ezio, racconta questa immagine.

Cocito Ezio

Cocito Ezio è una piccolissima realtà familiare di Neive, nel cuore della denominazione Barbaresco, nata dal desiderio di Ezio Cocito di recuperare una tradizione vitivinicola interrotta dalla Seconda guerra mondiale e riportare il vino al centro della storia della propria famiglia. I Cocito erano infatti agricoltori e producevano vino già nella cantina del bisnonno, costruita nell’Ottocento, ma gli eventi bellici avevano determinato l’abbandono di questa attività. Tra i ricordi più importanti di Ezio c’è quello del padre Ercole che, quando lui aveva appena cinque anni, volle ricreare per la famiglia l’antica pigiatura dell’uva a piedi nudi. Proprio Ercole rimane una figura centrale nella storia del progetto e il vigneto Baluchin, a Bric Micca nel comune di Neive, rappresenta il legame più profondo con lui: fu il luogo nel quale trascorse gli ultimi anni prendendosi cura della terra e suonando sax e clarinetto tra le vigne. Per lungo tempo questa parcella era coltivata a Moscato, ma negli anni Novanta Ezio decide di cambiare radicalmente direzione. Determinante è l’amicizia con Giorgio Rivetti de La Spinetta, nata anche dalla comune passione per i cavalli oltre che per il vino. Dopo numerosi confronti con Giorgio, Ezio sceglie di puntare sul Nebbiolo e nel 1996 reimpianta il vigneto Baluchin, iniziando un percorso che porterà alla nascita della prima annata di Barbaresco nel 2000. La collaborazione con la famiglia Rivetti diventa da quel momento parte integrante del progetto: i vini di Cocito vengono elaborati nelle strutture de La Spinetta e Contratto e oggi anche Andrea Rivetti affianca Ezio e la figlia Federica nella produzione. Federica rappresenta infatti la nuova generazione della famiglia: dal 2010, quando aveva appena undici anni, comincia ad accompagnare il padre nel lavoro tra i filari e nel tempo il vigneto diventa per entrambi uno spazio di condivisione e il simbolo della continuità familiare. Il cuore assoluto della proprietà rimane Baluchin, una parcella estremamente ripida situata a Bric Micca, nella zona di Neive, a circa 380 metri di altitudine, con esposizione sud-sudovest e pendenze che raggiungono il 45-55%. I terreni presentano una componente calcareo-argillosa e sabbiosa e l’altitudine relativamente elevata favorisce importanti escursioni termiche, permettendo al Nebbiolo di raggiungere maturità mantenendo eleganza aromatica e freschezza. Il nome “Baluchin” significa “stella” nel dialetto locale e richiama le stelle particolarmente visibili dalla parte alta del vigneto; questo elemento ritorna anche nel simbolo della cantina e nelle etichette, disegnate personalmente a mano da Ezio. Il Barbaresco Riserva Baluchin è il vino che ha costruito l’identità della proprietà ed è prodotto esclusivamente nelle annate che la famiglia considera realmente all’altezza: una scelta radicale che spiega anche le quantità estremamente limitate disponibili. Nebbiolo in purezza, viene vinificato con l’obiettivo di combinare la struttura tipica del Barbaresco con il carattere più elegante e verticale di questa parcella particolarmente alta e ripida. Nelle vinificazioni storiche la fermentazione malolattica è seguita da un affinamento di oltre venti mesi in rovere francese, con successivo passaggio in acciaio e un lungo riposo in bottiglia; l’imbottigliamento viene effettuato senza chiarifiche o filtrazioni invasive. Il progetto non è però rimasto fermo al solo Baluchin. Con il ritorno in famiglia di una vecchia parcella precedentemente concessa in affitto nasce Ben Turnò, espressione piemontese che significa “bentornato” e possiede un doppio significato: celebra sia il ritorno del vigneto sotto il controllo dei Cocito sia quello di Federica dopo un lungo periodo trascorso all’estero. La vigna si trova a Neive tra circa 260 e 280 metri di altitudine, con esposizioni orientali e sud-orientali, ed è costituita prevalentemente da vecchie piante di Arneis alle quali si aggiungono Chardonnay e altre varietà presenti nel vecchio impianto. Ben Turnò rappresenta quindi un volto completamente differente rispetto al Barbaresco, ma conserva la stessa logica familiare: ogni vino nasce prima di tutto da un luogo e da una storia personale. Dal 2015 i vigneti vengono inoltre condotti secondo principi di agricoltura biologica, rafforzando ulteriormente la volontà di preservare l’identità delle parcelle. Cocito Ezio rimane così una realtà volutamente minuscola e profondamente personale, lontanissima dalla logica di una produzione costruita attraverso numerose etichette. Baluchin è il centro di tutto: un vigneto ripidissimo di Neive, il ricordo di Ercole, la decisione di sostituire il Moscato con il Nebbiolo, l’amicizia con Giorgio Rivetti e la volontà di produrre il Barbaresco soltanto quando l’annata viene ritenuta eccezionale. Oggi Ezio e Federica continuano insieme questo percorso, sostenuti dall’esperienza della famiglia Rivetti, trasformando una storia interrotta durante la guerra in una delle più piccole e particolari interpretazioni del Barbaresco di Neive. Più che una cantina costruita sulla quantità, Cocito è quindi il racconto di un padre e di una figlia, di un'amicizia e soprattutto di un vigneto: Baluchin, la “stella” di Bric Micca, attraverso cui la famiglia è riuscita a ritrovare il proprio legame con il vino dopo oltre mezzo secolo.