BAROLO DOCG "ARBORINA" 2020 - NADIA CURTO
Abbinamenti, La struttura e il tannino raffinato dell’Arborina 2020 richiedono piatti importanti ma capaci di rispettarne l’eleganza. È magnifico con tajarin al ragù, agnolotti del plin, brasato al Barolo, guancia di manzo e arrosti di vitello, ma accompagna splendidamente anche anatra, faraona e selvaggina. Particolarmente riuscito l’abbinamento con funghi porcini e tartufo bianco d’Alba, dove le componenti terrose e balsamiche del Nebbiolo trovano una naturale continuità. Ottimo anche con Castelmagno e tome piemontesi di lunga stagionatura.
Alcol, 15%
Annata, 2020
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Barolo DOCG “Arborina” 2020 di Nadia Curto si presenta con un rosso rubino luminoso, già attraversato da eleganti sfumature granate. Il naso è profondo e progressivo, con ciliegia matura, lampone e fragolina di bosco che si intrecciano a rosa appassita e violetta. Con l’ossigenazione emergono liquirizia, scorza d’arancia, erbe balsamiche e spezie fini, seguite da cenni di tabacco, sottobosco e una sottile nota terrosa. Al palato è caldo e strutturato, ma conserva la naturale eleganza dei Nebbiolo di La Morra: il frutto è pieno e succoso, sostenuto da una freschezza precisa e da tannini fitti, levigati ma ancora ben presenti. L’affinamento in piccoli legni aggiunge volume e profondità senza cancellare la componente floreale. Il finale è lungo, balsamico e speziato, con ritorni di rosa, ciliegia e liquirizia. Un Arborina avvolgente e raffinato, oggi già godibile ma ancora capace di una lunga evoluzione.
CURIOSITÁ:
Arborina rappresenta il volto più modernista della produzione di Nadia Curto e nasce da una parcella di circa 1,5 ettari nell’omonima MGA di La Morra, in frazione Annunziata. Le vigne hanno mediamente circa 50 anni, sono allevate a Guyot con una densità di circa 5.500 ceppi per ettaro e affondano le radici nelle Marne di Sant’Agata, matrice geologica che in questa parte di La Morra favorisce Nebbiolo profumati, profondi e naturalmente eleganti. La resa media è contenuta intorno ai 45 hl/ha. La fermentazione parte spontaneamente con lieviti indigeni e la macerazione viene condotta mantenendo le bucce in movimento, secondo un’impostazione ispirata anche all’esperienza dello zio Elio Altare, fratello della madre Adele. Seguono circa due anni in barrique usate e un ulteriore anno in bottiglia, senza chiarifica né filtrazione. Nadia lavora stabilmente nell’azienda familiare dal 2002 e dal 2007 ha distinto i due volti del proprio Barolo: La Foia, più tradizionale, e Arborina, più concentrato e contemporaneo. La produzione è di circa 5.000 bottiglie.
Curto Marco +

Curto Marco è una piccola realtà familiare di La Morra, nel cuore delle Langhe, con sede nella frazione Annunziata, uno dei luoghi storicamente più vocati per la coltivazione del Nebbiolo. La storia della cantina è legata a Marco Curto e alla moglie Adele, che per decenni hanno lavorato direttamente le vigne di famiglia costruendo un patrimonio di appena pochi ettari, dimensione che ancora oggi rappresenta uno degli elementi distintivi dell’azienda. Qui la viticoltura conserva un carattere profondamente artigianale: ogni parcella può essere seguita direttamente e ogni vendemmia viene interpretata cercando di rispettare le differenze naturali determinate dall’annata, dall’esposizione e dalle caratteristiche del terreno. Il passaggio generazionale porta progressivamente alla guida dell’azienda Nadia Curto, figlia di Marco e Adele, cresciuta tra i vigneti dell’Annunziata e oggi figura centrale della cantina. La sua formazione possiede una particolarità importante perché, accanto all’esperienza maturata lavorando con i genitori, Nadia ha potuto confrontarsi con lo zio materno Elio Altare, fratello della madre Adele e uno dei protagonisti del profondo rinnovamento vissuto dal Barolo tra gli anni Ottanta e Novanta. Il suo modo di interpretare il vino nasce quindi dall’incontro tra due sensibilità: la cultura agricola trasmessa dalla famiglia e una maggiore apertura verso la sperimentazione, senza trasformare la distinzione tra tradizione e modernità in una scelta ideologica. Il patrimonio viticolo si concentra nella zona dell’Annunziata e comprende Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Freisa, varietà che appartengono da generazioni alla storia agricola delle Langhe. Il Nebbiolo occupa naturalmente il ruolo principale ed è attraverso il Barolo che la famiglia esprime le caratteristiche più profonde delle proprie vigne. Il territorio di La Morra è tradizionalmente associato a interpretazioni del Nebbiolo nelle quali eleganza, profumo e finezza tannica assumono particolare importanza, caratteristiche che Nadia cerca di preservare senza rinunciare a struttura e capacità di evoluzione. Il vigneto simbolo della proprietà è Arborina, una delle MGA più conosciute di La Morra, situata proprio nell’area dell’Annunziata. È da questa collina che nasce uno dei Barolo più rappresentativi della cantina, un vino concepito per raccontare la singola provenienza attraverso profondità, precisione aromatica e una trama tannica capace di svilupparsi lentamente nel tempo. Accanto ad Arborina, La Foia rappresenta un’altra delle etichette storiche della famiglia e viene proposta anche nella versione Riserva, destinata a un’evoluzione più lunga. La possibilità di lavorare separatamente piccole quantità permette a Nadia di adattare vinificazione e affinamento alle caratteristiche specifiche delle uve, evitando di applicare indistintamente lo stesso metodo a ogni vigneto. In campagna il lavoro è orientato verso una gestione rispettosa degli equilibri naturali e gran parte delle operazioni viene effettuata manualmente. L’attenzione alla vitalità dei terreni e alla qualità delle uve rappresenta il punto di partenza, perché in una proprietà così piccola ogni pianta e ogni appezzamento hanno un peso concreto sul risultato finale. La vendemmia viene quindi affrontata attraverso selezioni attente e scegliendo il momento della raccolta in funzione dell’equilibrio tra maturità, freschezza e integrità del frutto. Anche in cantina l’approccio rimane artigianale. Macerazioni, rimontaggi e follature vengono modulati secondo le caratteristiche dell’annata e della materia prima, mentre il legno viene utilizzato come strumento di maturazione e non come elemento destinato a coprire il carattere del Nebbiolo. È proprio in questo equilibrio che emerge maggiormente la personalità di Nadia: conservare quanto ricevuto dalla tradizione familiare senza rinunciare alla possibilità di modificare tecniche e scelte quando possono contribuire a una maggiore precisione espressiva. Barbera, Dolcetto e Freisa completano il racconto della proprietà e mantengono vivo il legame con quella viticoltura langarola nella quale le aziende familiari non erano costruite attorno a un’unica varietà, ma coltivavano uve differenti destinate a momenti e vini diversi. Curto Marco rappresenta così una delle espressioni più intime di La Morra: pochi ettari, tre generazioni e un rapporto quotidiano con le vigne dell’Annunziata. Marco e Adele hanno costruito le fondamenta della cantina, mentre Nadia ne ha raccolto l’eredità sviluppando una propria sensibilità, nutrita tanto dall’esperienza familiare quanto dal confronto con Elio Altare. Arborina e La Foia diventano le espressioni più profonde di questo percorso, raccontando un Barolo nel quale il valore non nasce dalle dimensioni della proprietà, ma dalla conoscenza precisa di ogni parcella e dalla volontà di lasciare che il Nebbiolo conservi nel bicchiere il carattere della collina da cui proviene.