GIACOMO CONTERNO

BAROLO DOCG "ARIONE" 2022 - GIACOMO CONTERNO

Precio normal €175,00 Precio rebajado€220,00ahorra €45,00

Abbinamenti, Arione ha struttura sufficiente per accompagnare piatti importanti, ma la sua finezza permette di muoversi un po’ più liberamente rispetto a Cerretta. Lo vediamo benissimo con tajarin al ragù, agnolotti del plin, brasato, Fassona, arrosti, anatra e piccione, ma anche con lepre e selvaggina. Bellissimo con porcini e tartufo bianco d’Alba, perché la parte balsamica, speziata e minerale del vino entra naturalmente in sintonia con le sensazioni terrose del piatto. Con qualche anno di bottiglia sarà splendido anche con formaggi piemontesi di lunga stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2022
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Arione 2022 è probabilmente il Barolo di Conterno che riesce meglio a mettere insieme il carattere di Serralunga con una parte più fine e immediatamente espressiva. Al naso troviamo ciliegia, melograno e piccoli frutti rossi, poi rosa e violetta appassita, accompagnate da salvia, erbe aromatiche, liquirizia, mentolo e pepe bianco. Con il tempo arriva quella parte più scura e minerale che ricorda la grafite e rende il profilo ancora più profondo. In bocca è pieno e concentrato, ma soprattutto teso e sapido, con un tannino fitto e quasi polveroso che dà struttura senza rendere il vino pesante. La 2022 è stata un’annata calda e asciutta e il frutto è inevitabilmente maturo e generoso, ma Arione conserva una freschezza sorprendente e soprattutto quella parte minerale e balsamica che sembra alleggerire continuamente il sorso. Il finale è lunghissimo, tra ciliegia, liquirizia, erbe e grafite. È ancora giovanissimo, ma rispetto a Cerretta sembra concedersi leggermente prima: rimane un grande Barolo da invecchiamento, semplicemente con un’eleganza e una disponibilità del frutto che lo rendono affascinante già oggi.

CURIOSITÁ:

Arione si trova nella parte meridionale di Serralunga d’Alba, praticamente al confine con Roddino e vicino allo storico Francia. Roberto Conterno acquistò la proprietà nel 2015, aggiungendo così un altro grande tassello ai vigneti della famiglia, e proprio il 2015 fu la prima annata di Barolo Arione prodotta da Giacomo Conterno. Successivamente una parte della proprietà è stata reimpiantata e oggi Arione dà origine sia a questo Barolo sia al Vigna Arione Nebbiolo d’Alba. I terreni calcareo-argillosi, la pendenza e l’esposizione contribuiscono a creare un Nebbiolo che mantiene la struttura tipica di Serralunga ma mostra un’identità diversa sia da Francia sia da Cerretta. La 2022 è Nebbiolo in purezza e viene vinificata secondo l’impostazione tradizionale della cantina, con lunga macerazione e successivo affinamento nelle grandi botti di rovere per circa quattro anni. Il legno rimane completamente sullo sfondo: quello che interessa a Conterno è lasciare emergere il vigneto. Assaggiare Arione insieme a Francia e Cerretta è forse uno dei modi più belli per capire il lavoro della cantina: tre Barolo dello stesso produttore e dello stesso comune, ma tre interpretazioni profondamente diverse di Serralunga.

Giacomo Conterno

Giacomo Conterno è uno di quei nomi per cui la parola “produttore” sembra quasi riduttiva: è un pezzo di storia del Barolo, una cantina che ha contribuito a definire cosa possa diventare il Nebbiolo quando territorio, tempo e rigore vengono messi davanti a tutto il resto. Le origini risalgono alla famiglia Conterno di Monforte d’Alba e alla figura di Giovanni Conterno, che già nei primi anni del Novecento produceva vino nell’osteria di famiglia. È però il figlio Giacomo a dare forma alla cantina così come la conosciamo, imbottigliando Barolo destinati a lunghissimi affinamenti e costruendo quella filosofia che ancora oggi rimane praticamente intatta. Nel 1924 nasce il primo Barolo Monfortino Riserva, una bottiglia destinata a diventare uno dei grandi miti del vino italiano. Successivamente la proprietà passa a Giovanni Conterno, figlio di Giacomo, che continua con assoluta coerenza il lavoro del padre e nel 1974 compie probabilmente l’acquisto più importante della storia aziendale: la Cascina Francia a Serralunga d’Alba. Fino a quel momento la famiglia acquistava parte delle uve da viticoltori selezionati; con Francia entra invece in possesso di uno dei grandi terroir di Serralunga e può controllare direttamente la produzione dalla vigna alla bottiglia. Dal 2003 la cantina è guidata da Roberto Conterno, che rappresenta oggi la terza generazione e ha avuto il merito, tutt’altro che scontato, di far evolvere un mito senza snaturarlo. Il patrimonio si è ampliato nel 2008 con l’acquisizione di Cerretta, sempre a Serralunga d’Alba, e soprattutto nel 2015 con l’acquisto della storica Cantina Nervi di Gattinara, diventata successivamente Nervi-Conterno, portando la famiglia a confrontarsi anche con il Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Il cuore di Giacomo Conterno rimane però Serralunga e in particolare Francia, un grande vigneto di circa 14 ettari complessivi posto intorno ai 400 metri di altitudine su terreni caratterizzati dalle marne calcaree tipiche della Formazione di Lequio, capaci di dare Nebbiolo austeri, profondi e straordinariamente longevi. Qui vengono coltivati Nebbiolo e Barbera e da queste vigne nascono il Barolo Francia, la Barbera d’Alba Francia e, soltanto nelle annate considerate davvero eccezionali, il Monfortino. Cerretta offre una lettura differente dello stesso comune, con maggiore presenza di argilla e vini generalmente più potenti, scuri e strutturati. Roberto ha inoltre ampliato ulteriormente la precisione territoriale attraverso Arione, storica MGA di Serralunga confinante proprio con Francia e acquisita nel 2015: un terroir capace di produrre un Nebbiolo più floreale, slanciato e raffinato, che completa perfettamente il carattere più profondo di Francia e quello più muscolare di Cerretta. In vigna il lavoro è maniacale, con rese contenute, selezioni severissime e un’attenzione assoluta alla maturità dell’uva; non interessa ottenere semplicemente concentrazione, ma materia perfettamente sana e tannini maturi, perché tutta la filosofia successiva dipende dalla qualità di ciò che entra in cantina. Ed è proprio qui che Conterno rimane incredibilmente fedele alla propria storia. Niente barrique, niente scorciatoie e nessuna ricerca di morbidezza immediata: il Nebbiolo fermenta in grandi tini con lunghe macerazioni e successivamente matura per anni nelle enormi botti di rovere di Slavonia che sono diventate quasi un simbolo della cantina. Il Barolo Francia, Cerretta e Arione vengono vinificati separatamente e affinano lungamente prima dell’imbottigliamento, ma il Monfortino appartiene a un'altra categoria. Non nasce da una parcella chiamata Monfortino: è una selezione delle migliori uve di Nebbiolo provenienti principalmente da Francia e viene prodotto esclusivamente quando Roberto ritiene che la vendemmia abbia caratteristiche realmente eccezionali. Se non esistono quelle condizioni, semplicemente non si fa. La macerazione è lunghissima e l’affinamento nelle grandi botti può arrivare a circa sette anni prima dell’imbottigliamento, senza cercare di accelerare nulla. È questo uno dei motivi per cui Monfortino è diventato uno dei Barolo più ricercati e longevi al mondo: non è pensato per essere impressionante appena aperto, ma per attraversare decenni mantenendo energia, tannino, freschezza e una complessità aromatica che cresce lentamente con il tempo. Accanto al Nebbiolo, la Barbera occupa un ruolo tutt’altro che secondario. Barbera d’Alba Francia e Barbera d’Alba Cerretta vengono trattate con lo stesso rigore dei Barolo e mostrano quanto questa varietà possa raggiungere profondità e capacità di evoluzione quando proviene da grandi vigne e viene lavorata senza considerarla un semplice vino quotidiano. Roberto Conterno ha inoltre introdotto strumenti tecnologici estremamente sofisticati per il controllo delle uve, tra cui sistemi di selezione ottica capaci di analizzare ogni singolo acino, dimostrando bene cosa significhi per lui essere tradizionalista: non rifiutare la tecnologia, ma utilizzarla dove può migliorare la materia prima senza modificare l’identità del vino. È forse proprio questo l’aspetto che trovo più interessante di Giacomo Conterno. Non è una cantina rimasta ferma nel passato. Roberto ha acquistato nuovi grandi vigneti, investito in tecnologia, sviluppato una conoscenza sempre più precisa delle parcelle e portato il progetto fino a Gattinara, ma non ha mai toccato i principi fondamentali ricevuti dal padre e dal nonno. Francia, Cerretta e Arione vengono lasciate parlare attraverso il Nebbiolo; il legno serve ad accompagnare il vino e non ad aromatizzarlo; il tempo non è un problema da abbreviare, ma uno degli ingredienti fondamentali. E sopra tutto rimane Monfortino, prodotto per la prima volta nel 1924 e ancora oggi realizzato soltanto quando l’annata lo merita davvero. A mio avviso è proprio questa coerenza, più ancora della rarità o dei prezzi raggiunti dalle bottiglie, a spiegare perché Giacomo Conterno sia diventato un riferimento assoluto: qui non si cerca di fare un Barolo che piaccia subito, si cerca di fare un grande vino capace di essere ancora lì, vivo e riconoscibile, dopo trenta, quaranta o cinquant’anni.