VIETTI

BAROLO DOCG "CEREQUIO" 2018 - VIETTI

Precio normal €175,00 Precio rebajado€195,00ahorra €20,00

Abbinamenti, Il Cerequio 2018 merita una cucina importante ma raffinata. È magnifico con brasato al Barolo, filetto e arrosti di manzo, agnello, piccione, cervo e selvaggina, ma trova probabilmente la sua dimensione più emozionante nei grandi piatti piemontesi: tajarin al ragù, agnolotti del plin, funghi porcini e soprattutto tartufo bianco d’Alba. Splendido anche con Castelmagno, Parmigiano Reggiano e formaggi di lunga stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2018
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Vegano
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il 2018 mostra un rosso rubino intenso e luminoso, già attraversato dalle prime sfumature granate. Il bouquet possiede quella combinazione di profondità e raffinatezza che ha reso Cerequio celebre: ciliegia selvatica, fragola, prugna e mora incontrano rosa essiccata e una trama finissima di spezie, mentre con l’ossigenazione emergono liquirizia, arancia sanguinella, erbe balsamiche, pietra frantumata e sfumature terrose. Con l’evoluzione iniziano ad affacciarsi anche sensazioni più complesse di sottobosco e tartufo. Al palato è ampio e profondo, ma mai pesante. La struttura è sostenuta da tannini importanti e contemporaneamente raffinati, fitti e progressivi, mentre una bella freschezza e una marcata componente sapida danno slancio al sorso. Frutto rosso e agrume ritornano continuamente, accompagnati da una vena balsamica che diventa particolarmente evidente nella lunghissima chiusura. È proprio l’equilibrio tra forza e grazia a distinguere Cerequio: meno severo di molti Barolo di Serralunga, ma tutt’altro che fragile, possiede profondità, tannino e materia sufficienti per affrontare una lunga evoluzione.

CURIOSITÀ:

Il Barolo “Cerequio” 2018 occupa un posto speciale nella storia recente di Vietti: è infatti la prima annata prodotta dalla cantina da questo straordinario cru, uno dei nomi più prestigiosi dell’intera denominazione Barolo. Cerequio si sviluppa tra i comuni di Barolo e La Morra, ma la parcella di Vietti si trova nel comune di Barolo, sul versante esposto a sud, intorno ai 320-350 metri di altitudine. Per questo debutto Vietti disponeva di circa un ettaro di Nebbiolo, con viti dall’età media di circa 35 anni e una densità di 4.600 ceppi per ettaro. Il terreno è quello classico della parte tortoniana delle Langhe: calcare e argilla dominati dalle Marne di Sant’Agata Fossili, formazioni risalenti a circa 8-9 milioni di anni fa. Sono suoli profondi, con buona capacità di trattenere l’acqua, storicamente capaci di generare Barolo nei quali struttura ed eleganza convivono con particolare naturalezza. La vendemmia 2018 venne effettuata manualmente il 5 ottobre e diede origine a una produzione estremamente limitata: appena 4.925 bottiglie per questa prima uscita. Vietti scelse una vinificazione rigorosamente tradizionale, con lunga permanenza sulle bucce, cappello sommerso, malolattica in legno e oltre due anni e mezzo di maturazione. Un esordio importante, che aggiunse Cerequio alla straordinaria collezione di singoli vigneti della maison di Castiglione Falletto.

Vietti
Vignaioli da quattro generazioni, fu Carlo Vietti a fondare la cantina alla fine del XIX secolo, nel comune di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe.
Agli inizi del '900, il figlio Mario iniziò a vendere i Barolo che avevano cominciato a produrre, focalizzando l'azienda di famiglia esclusivamente sull'attività vitivinicola.
A partire dagli anni '60, è la figlia Lucia, assieme al marito enologo Alfredo Currado, a portare avanti il lavoro della cantina Vietti, concentrandosi sempre più su una produzione di qualità elevata, e posizionando l’azienda tra le migliori delle Langhe, iniziando sin da allora a esportare i propri prodotti su importanti mercati stranieri come quello tedesco, svizzero e americano. Alfredo peraltro fu il primo a vinificare separatamente i singoli vigneti, in un'epoca come quella degli anni '60 in cui il Barolo non era concepito come un vino da singoli ""cru"", bensì nasceva dalla vinificazione di tutte le vigne assieme. L'altra grande visione pionieristica di Alfredo è stata quella di valorizzare l'arneis, vitigno autoctono a lungo dimenticato dai produttori della zona: la cantina ha iniziato a vinificarlo in purezza, e così hanno fatto altri produttori in seguito, portando oggi l'arneis a essere l'uva a bacca bianca più importante del territorio.
Nel 1970 Luciana e Alfredo, grandi appassionati d’arte, grazie all’amicizia con alcuni artisti, iniziano a cambiare il volto delle loro etichette. Dal 2000, col ritiro dall’attività dei genitori, Mario Cordero e Luca Currado acquisiscono l’intera proprietà aziendale continuando l’attività produttiva sempre nel più grande rispetto della tradizione ma con mentalità aperta ed evolutiva, nella ricerca della massima qualità e piacere del vino. Dai 35 ettari vitati di proprietà sono prodotti il Dolcetto e la Barbera “TreVigne”, l’Arneis e il Moscato d’Asti Cascinetta, i “cru” Rocche, Brunate, Lazzarito, Ravera e Riserva Villero nel Barolo, Masseria nel Barbaresco, Scarrone e Vigna Vecchia nel Barbera d’Alba, e, dal 1996, La Crena nel Barbera d’Asti.