DOMENICO CLERICO

BAROLO DOCG "PERCRISTINA" 2016 - DOMENICO CLERICO

Precio normal €140,00 Precio rebajado€200,00ahorra €60,00

Abbinamenti, Il Barolo Percristina 2016 è un vino di grande struttura e complessità, che merita preparazioni importanti, capaci di valorizzarne la profondità aromatica e la straordinaria persistenza senza sovrastarne l'eleganza. Lo consigliamo con brasato al Barolo, guancia di Fassona a lenta cottura, filetto di manzo ai funghi porcini e costata di razza piemontese alla brace, piatti nei quali la ricchezza della carne trova equilibrio nella freschezza e nella trama tannica del Nebbiolo. Particolarmente interessante con selvaggina da pelo, come capriolo arrosto, lepre in salmì e cervo accompagnato da riduzioni saporite, preparazioni che dialogano con le sfumature speziate, balsamiche e di sottobosco del vino. La sua raffinatezza permette anche abbinamenti di grande eleganza con piccione arrosto, anatra rosata, faraona ripiena e carré d'agnello alle erbe aromatiche, soprattutto quando accompagnati da funghi selvatici o fondi di cottura concentrati. Per un incontro profondamente territoriale suggeriamo tajarin al tartufo bianco d'Alba, agnolotti del plin al sugo d'arrosto e risotto ai funghi porcini, piatti nei quali la complessità aromatica del Barolo trova una naturale continuità. Ottimo anche con Castelmagno di lunga stagionatura, Bra Duro e grandi formaggi vaccini stagionati, capaci di sostenere la struttura del vino senza comprometterne l'equilibrio. Da provare con un risotto al Parmigiano Reggiano di lunga maturazione e tartufo bianco, per un abbinamento particolarmente raffinato che valorizza le sfumature più eleganti del Nebbiolo.
Alcol, 14,5%
Annata, 2016
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barolo Percristina 2016 di Domenico Clerico è uno dei grandi Nebbiolo di Monforte d'Alba, un vino di straordinaria profondità che coniuga la forza espressiva del territorio con una raffinatezza aromatica e una capacità di evoluzione fuori dal comune. Nel calice si presenta con un rosso granato intenso e luminoso, ancora attraversato da riflessi rubino che ne testimoniano la vitalità. Il bouquet è ampio, complesso e progressivo, con profumi di ciliegia matura, amarena, lampone e prugna rossa, accompagnati da eleganti richiami di rosa appassita, violetta e scorza d'arancia sanguinella. Con l'ossigenazione emergono sfumature di liquirizia, tabacco, cacao amaro, pepe nero, cuoio e spezie fini, intrecciate a sensazioni balsamiche, di sottobosco e a una sottile impronta minerale. In bocca è profondo, austero e straordinariamente articolato, con una struttura imponente sostenuta da una trama tannica fitta, nobile e progressivamente vellutata. La freschezza del Nebbiolo attraversa il sorso con energia, bilanciando la concentrazione del frutto e conferendo una tensione gustativa che rappresenta uno degli elementi più affascinanti dell'annata. La componente sapida accompagna una progressione lunga e precisa, mentre il finale si sviluppa con eccezionale persistenza, lasciando ritorni di frutti rossi, spezie, liquirizia, tabacco e delicate sfumature balsamiche. Un Barolo monumentale per carattere e profondità, nel quale potenza ed eleganza convivono con naturalezza, destinato a regalare emozioni sempre più complesse attraverso un lungo affinamento in bottiglia.

CURIOSITÁ:

Percristina è una delle etichette più prestigiose e personali di Domenico Clerico, figura fondamentale nella storia moderna del Barolo e protagonista del rinnovamento qualitativo delle Langhe a partire dagli anni Settanta. Il vino nasce da una selezione di Nebbiolo proveniente dal vigneto Mosconi, nel comune di Monforte d'Alba, uno dei territori più autorevoli della denominazione per la capacità di dare origine a Barolo strutturati, profondi e longevi. I suoli, caratterizzati da marne calcareo-argillose di origine sedimentaria, contribuiscono alla concentrazione, alla complessità aromatica e alla solidità della trama tannica. Il nome Percristina è un omaggio a Cristina, figlia di Domenico Clerico scomparsa prematuramente, e conferisce a questa etichetta un significato profondamente personale, che va oltre il valore enologico. La produzione è legata a una rigorosa selezione delle uve e a un lungo percorso di affinamento, pensato per accompagnare la naturale evoluzione del Nebbiolo e valorizzarne la straordinaria capacità di invecchiamento. L'annata 2016 è considerata una delle più importanti del Barolo contemporaneo, grazie a una stagione vegetativa lunga e regolare che ha favorito una maturazione equilibrata delle uve, preservando freschezza, intensità aromatica e struttura. Percristina 2016 rappresenta così un incontro particolarmente significativo tra un grande vigneto, un'annata di riferimento e l'eredità di uno dei produttori più influenti della storia delle Langhe.

Domenico Clerico

Domenico Clerico è uno dei nomi che hanno segnato in maniera più profonda la storia contemporanea del Barolo, protagonista di quella generazione di vignaioli che tra gli anni Ottanta e Novanta contribuì a trasformare radicalmente la percezione internazionale delle Langhe. La cantina nasce a Monforte d’Alba nel 1976, quando Domenico Clerico e la moglie Giuliana decidono di dedicarsi completamente alla viticoltura partendo da una piccola azienda familiare. Domenico comprende molto presto che il futuro non consiste semplicemente nel produrre vino, ma nel possedere e conoscere direttamente le vigne migliori: inizia così ad acquistare piccoli appezzamenti in alcune delle zone più vocate di Monforte, costruendo progressivamente un patrimonio viticolo destinato a diventare il vero cuore dell’azienda. Una delle prime acquisizioni decisive arriva nel 1977 con una parcella nella Bussia, seguita nel 1979 dall’ingresso a Ginestra, MGA destinata a diventare indissolubilmente legata al nome Clerico. È proprio all’interno di Ginestra che si trovano due delle vigne simbolo della cantina, Ciabot Mentin e Pajana, dalle quali nascono Barolo capaci di interpretare sfumature differenti dello stesso grande territorio. Ciabot Mentin prende il nome dal piccolo ricovero, il “ciabot”, appartenuto a Mentin Ginestra e diventa nel tempo una delle etichette più riconoscibili della produzione. Pajana racconta invece un’altra porzione della stessa MGA e mostra quanto esposizione, altitudine e caratteristiche del suolo possano modificare l’espressione del Nebbiolo anche all’interno di una singola collina. A queste vigne si aggiunge Mosconi, altro luogo storico di Monforte d’Alba, dal quale nasce Percristina, uno dei vini più importanti e personali della cantina. Il nome è un omaggio alla figlia di Domenico e Giuliana, Cristina, scomparsa giovanissima, e conferisce a questa bottiglia un significato che supera inevitabilmente quello puramente enologico. Prodotto soltanto quando le condizioni della vendemmia vengono considerate adeguate, Percristina è pensato per affrontare un lungo percorso di maturazione prima della commercializzazione e rappresenta l’espressione più intima del rapporto tra la famiglia e il proprio territorio. La filosofia di Domenico Clerico si sviluppa in un periodo di grandi cambiamenti per le Langhe. Insieme ad altri produttori della sua generazione, Domenico mette in discussione alcune consuetudini della viticoltura e dell’enologia locale, introducendo rese più basse, selezioni severe in vigneto, maggiore attenzione alla maturazione delle uve e tecniche di cantina capaci di ottenere estrazioni più precise. L’utilizzo delle barrique diventa uno degli elementi più discussi del suo stile e contribuisce a farlo identificare come uno dei cosiddetti “modernisti” del Barolo. Ridurre però il suo lavoro alla contrapposizione tra barrique e botte grande significherebbe perdere il punto fondamentale della sua visione. Per Domenico il vino nasce prima di tutto in vigna e una delle frasi che meglio sintetizza il suo pensiero è l’idea che la terra sia sempre più forte dell’uomo: la tecnica può accompagnare il vino, ma non può sostituire la qualità e l’identità di un grande vigneto. Nel corso del tempo anche l’approccio agli affinamenti evolve, dimostrando come la cantina non abbia mai considerato una determinata tecnica come un dogma immutabile. L’esperienza accumulata vendemmia dopo vendemmia porta a un utilizzo sempre più misurato del legno e a una ricerca orientata verso maggiore trasparenza territoriale, mantenendo però quella precisione e quella profondità che hanno reso riconoscibili i vini Clerico. Monforte d’Alba costituisce il centro assoluto di questa ricerca. Qui i terreni appartengono prevalentemente alle formazioni geologiche più antiche della denominazione e presentano marne, arenarie e importanti componenti calcaree, condizioni capaci di generare Nebbiolo strutturati, profondi e caratterizzati da una trama tannica importante. Ginestra, Mosconi e Bussia diventano quindi non semplicemente nomi prestigiosi, ma differenti strumenti attraverso i quali raccontare il territorio. Il lavoro in vigneto è estremamente rigoroso e comprende potature attente, gestione precisa della vegetazione, controllo delle rese e selezione dei grappoli, con l’obiettivo di ottenere maturità completa senza perdere l’equilibrio naturale delle uve. La famiglia ha progressivamente sviluppato anche una maggiore sensibilità verso la biodiversità e la salute del suolo, considerando la sostenibilità parte integrante della capacità di consegnare alle generazioni future un patrimonio viticolo ancora vitale. Accanto ai grandi Barolo di singola provenienza, la produzione comprende Aeroplan Servaj, altra interpretazione di grande prestigio del Nebbiolo e nome che richiama il soprannome attribuito a Domenico per il suo carattere energico, anticonformista e instancabile. Il Barolo del Comune di Monforte d’Alba offre invece una lettura più ampia del territorio attraverso l’incontro di differenti vigne, dimostrando come l’assemblaggio possa rappresentare una forma altrettanto autentica di interpretazione rispetto alla singola MGA. Nebbiolo, Barbera e Dolcetto completano il patrimonio tradizionale della cantina e vengono lavorati con la stessa attenzione riservata alle etichette più prestigiose. La Barbera, in particolare, ha sempre occupato un posto importante nel pensiero di Domenico, che ne ha esplorato il potenziale attraverso vini di grande intensità e profondità, contribuendo a dimostrare quanto questa varietà potesse andare oltre il ruolo di semplice vino quotidiano. Dopo la scomparsa di Domenico nel 2017, Giuliana e il gruppo cresciuto accanto alla famiglia hanno continuato il progetto mantenendone lo spirito ma proseguendo anche quel processo di evoluzione che aveva sempre caratterizzato il fondatore. L’eredità di Domenico Clerico non consiste infatti in una formula enologica da ripetere, ma in un modo di osservare il vigneto: curiosità, rigore, capacità di mettere in discussione le consuetudini e soprattutto convinzione che siano le grandi vigne a determinare il valore di un vino. Ciabot Mentin, Pajana, Mosconi, Ginestra e Bussia costituiscono oggi le differenti voci di questa storia. Domenico Clerico ha contribuito a cambiare il Barolo senza recidere il legame con la sua origine contadina, trasformando una piccola azienda di Monforte in una delle cantine più riconoscibili delle Langhe. Dietro il successo internazionale rimane però un principio molto semplice: prima della cantina viene la vigna, prima della tecnica viene la terra e il compito del vignaiolo è comprenderla abbastanza profondamente da permetterle di esprimersi nel vino.