GIACOMO CONTERNO

BAROLO DOCG RISERVA "MONFORTINO" 2020 MAGNUM CASSA LEGNO - GIACOMO CONTERNO

Precio normal €1.790,00 Precio rebajado€1.950,00ahorra €160,00

Abbinamenti, Una Magnum di Monfortino 2020 è prima di tutto una bottiglia da condividere e, soprattutto, da aspettare. Se aperta a tavola, merita piatti importanti ma relativamente semplici, capaci di accompagnare il vino senza rubargli spazio. Brasato al Barolo, grandi arrosti, Fassona, lepre, piccione e selvaggina sono abbinamenti naturali, così come tajarin al ragù e preparazioni a base di porcini. Con il tartufo bianco d’Alba probabilmente si raggiunge uno degli incontri più belli, perché la parte floreale, balsamica e progressivamente terrosa del Nebbiolo trova una continuità naturale con il tartufo. Con il passare degli anni sarà magnifico anche con formaggi piemontesi di lunga stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2020
Denominazione, Barolo Riserva DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Monfortino 2020 è uno di quei Barolo che riescono a mettere insieme una concentrazione enorme e una precisione quasi sorprendente. Al naso troviamo ciliegia, lampone e piccoli frutti rossi, poi arancia sanguinella, rosa e lavanda, accompagnate da salvia, menta, liquirizia e spezie. Con il tempo emerge anche una parte più profonda e minerale, quasi gessosa, che rende il profilo ancora più complesso. In bocca ha una materia impressionante, ma non diventa mai pesante: il frutto è pieno e succoso, l’acidità attraversa tutto il sorso e il tannino, ancora giovanissimo, è fitto ma di una finezza incredibile. La 2020 mostra un lato più aperto e seducente rispetto alle annate più austere di Monfortino, senza perdere profondità e capacità di evoluzione. Il finale sembra non finire mai, tra fiori, erbe balsamiche, spezie e una lunga sensazione sapida. In Magnum tutto questo acquista ancora più prospettiva: l’evoluzione sarà più lenta e graduale, rendendo questo formato particolarmente interessante per chi vuole aspettare il vino per molti anni.

CURIOSITÁ:

Monfortino rappresenta la massima espressione della famiglia Conterno ed è uno dei vini che hanno contribuito a costruire il mito del Barolo tradizionale. Il suo cuore è il vigneto Francia di Serralunga d’Alba, acquistato dalla famiglia nel 1974, ma la 2020 porta con sé una novità importante rispetto a molti Monfortino del passato: accanto al Nebbiolo di Francia troviamo circa un 15% proveniente da Arione, altro grande vigneto di Serralunga acquistato da Roberto Conterno nel 2015. Monfortino viene prodotto soltanto quando la qualità dell’annata e delle singole selezioni raggiunge il livello richiesto dalla famiglia. La lavorazione rimane volutamente tradizionale, con lunghe macerazioni, fermentazioni senza lieviti selezionati e un affinamento lunghissimo nelle grandi botti di rovere, che arriva complessivamente a circa sette anni prima dell’uscita. Nessuna barrique e nessuna ricerca di scorciatoie: qui è soprattutto il tempo a costruire il vino. La Magnum aggiunge un ulteriore elemento, perché il rapporto tra vino e ossigeno presente nella bottiglia è inferiore rispetto alla 0,75 litri e l’evoluzione tende quindi a essere ancora più lenta e regolare. Presentata nella sua cassa in legno originale, è una delle versioni più affascinanti di Monfortino sia per l’invecchiamento sia dal punto di vista collezionistico.

Giacomo Conterno

Giacomo Conterno è uno di quei nomi per cui la parola “produttore” sembra quasi riduttiva: è un pezzo di storia del Barolo, una cantina che ha contribuito a definire cosa possa diventare il Nebbiolo quando territorio, tempo e rigore vengono messi davanti a tutto il resto. Le origini risalgono alla famiglia Conterno di Monforte d’Alba e alla figura di Giovanni Conterno, che già nei primi anni del Novecento produceva vino nell’osteria di famiglia. È però il figlio Giacomo a dare forma alla cantina così come la conosciamo, imbottigliando Barolo destinati a lunghissimi affinamenti e costruendo quella filosofia che ancora oggi rimane praticamente intatta. Nel 1924 nasce il primo Barolo Monfortino Riserva, una bottiglia destinata a diventare uno dei grandi miti del vino italiano. Successivamente la proprietà passa a Giovanni Conterno, figlio di Giacomo, che continua con assoluta coerenza il lavoro del padre e nel 1974 compie probabilmente l’acquisto più importante della storia aziendale: la Cascina Francia a Serralunga d’Alba. Fino a quel momento la famiglia acquistava parte delle uve da viticoltori selezionati; con Francia entra invece in possesso di uno dei grandi terroir di Serralunga e può controllare direttamente la produzione dalla vigna alla bottiglia. Dal 2003 la cantina è guidata da Roberto Conterno, che rappresenta oggi la terza generazione e ha avuto il merito, tutt’altro che scontato, di far evolvere un mito senza snaturarlo. Il patrimonio si è ampliato nel 2008 con l’acquisizione di Cerretta, sempre a Serralunga d’Alba, e soprattutto nel 2015 con l’acquisto della storica Cantina Nervi di Gattinara, diventata successivamente Nervi-Conterno, portando la famiglia a confrontarsi anche con il Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Il cuore di Giacomo Conterno rimane però Serralunga e in particolare Francia, un grande vigneto di circa 14 ettari complessivi posto intorno ai 400 metri di altitudine su terreni caratterizzati dalle marne calcaree tipiche della Formazione di Lequio, capaci di dare Nebbiolo austeri, profondi e straordinariamente longevi. Qui vengono coltivati Nebbiolo e Barbera e da queste vigne nascono il Barolo Francia, la Barbera d’Alba Francia e, soltanto nelle annate considerate davvero eccezionali, il Monfortino. Cerretta offre una lettura differente dello stesso comune, con maggiore presenza di argilla e vini generalmente più potenti, scuri e strutturati. Roberto ha inoltre ampliato ulteriormente la precisione territoriale attraverso Arione, storica MGA di Serralunga confinante proprio con Francia e acquisita nel 2015: un terroir capace di produrre un Nebbiolo più floreale, slanciato e raffinato, che completa perfettamente il carattere più profondo di Francia e quello più muscolare di Cerretta. In vigna il lavoro è maniacale, con rese contenute, selezioni severissime e un’attenzione assoluta alla maturità dell’uva; non interessa ottenere semplicemente concentrazione, ma materia perfettamente sana e tannini maturi, perché tutta la filosofia successiva dipende dalla qualità di ciò che entra in cantina. Ed è proprio qui che Conterno rimane incredibilmente fedele alla propria storia. Niente barrique, niente scorciatoie e nessuna ricerca di morbidezza immediata: il Nebbiolo fermenta in grandi tini con lunghe macerazioni e successivamente matura per anni nelle enormi botti di rovere di Slavonia che sono diventate quasi un simbolo della cantina. Il Barolo Francia, Cerretta e Arione vengono vinificati separatamente e affinano lungamente prima dell’imbottigliamento, ma il Monfortino appartiene a un'altra categoria. Non nasce da una parcella chiamata Monfortino: è una selezione delle migliori uve di Nebbiolo provenienti principalmente da Francia e viene prodotto esclusivamente quando Roberto ritiene che la vendemmia abbia caratteristiche realmente eccezionali. Se non esistono quelle condizioni, semplicemente non si fa. La macerazione è lunghissima e l’affinamento nelle grandi botti può arrivare a circa sette anni prima dell’imbottigliamento, senza cercare di accelerare nulla. È questo uno dei motivi per cui Monfortino è diventato uno dei Barolo più ricercati e longevi al mondo: non è pensato per essere impressionante appena aperto, ma per attraversare decenni mantenendo energia, tannino, freschezza e una complessità aromatica che cresce lentamente con il tempo. Accanto al Nebbiolo, la Barbera occupa un ruolo tutt’altro che secondario. Barbera d’Alba Francia e Barbera d’Alba Cerretta vengono trattate con lo stesso rigore dei Barolo e mostrano quanto questa varietà possa raggiungere profondità e capacità di evoluzione quando proviene da grandi vigne e viene lavorata senza considerarla un semplice vino quotidiano. Roberto Conterno ha inoltre introdotto strumenti tecnologici estremamente sofisticati per il controllo delle uve, tra cui sistemi di selezione ottica capaci di analizzare ogni singolo acino, dimostrando bene cosa significhi per lui essere tradizionalista: non rifiutare la tecnologia, ma utilizzarla dove può migliorare la materia prima senza modificare l’identità del vino. È forse proprio questo l’aspetto che trovo più interessante di Giacomo Conterno. Non è una cantina rimasta ferma nel passato. Roberto ha acquistato nuovi grandi vigneti, investito in tecnologia, sviluppato una conoscenza sempre più precisa delle parcelle e portato il progetto fino a Gattinara, ma non ha mai toccato i principi fondamentali ricevuti dal padre e dal nonno. Francia, Cerretta e Arione vengono lasciate parlare attraverso il Nebbiolo; il legno serve ad accompagnare il vino e non ad aromatizzarlo; il tempo non è un problema da abbreviare, ma uno degli ingredienti fondamentali. E sopra tutto rimane Monfortino, prodotto per la prima volta nel 1924 e ancora oggi realizzato soltanto quando l’annata lo merita davvero. A mio avviso è proprio questa coerenza, più ancora della rarità o dei prezzi raggiunti dalle bottiglie, a spiegare perché Giacomo Conterno sia diventato un riferimento assoluto: qui non si cerca di fare un Barolo che piaccia subito, si cerca di fare un grande vino capace di essere ancora lì, vivo e riconoscibile, dopo trenta, quaranta o cinquant’anni.