SYLVAIN PATAILLE

BOURGOGNE ALIGOTÉ "CLOS DU ROY" 2023 - SYLVAIN PATAILLE

Precio normal €59,90 Precio rebajado€82,00ahorra €22,10

Abbinamenti, Straordinario con ostriche, crostacei, tartare di ricciola, ceviche, sashimi, pesci nobili, capesante, formaggi di capra e cucina gastronomica a base di verdure. Grazie alla sua profondità accompagna magnificamente anche piatti a base di tartufo bianco e preparazioni raffinate della cucina francese.
Alcol, 12,5%
Annata, 2023
Denominazione, Bourgogne Aligoté AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Aligoté 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un brillante colore giallo paglierino dai riflessi dorati. Il bouquet è intenso e raffinato, con profumi di limone, pompelmo, mela verde, pera croccante e pesca bianca, accompagnati da eleganti note di fiori bianchi, pietra focaia, gesso, mandorla fresca ed erbe officinali. Con l'ossigenazione emergono sfumature iodate e una marcata impronta minerale che richiama il grande terroir di provenienza. Al palato è vibrante, verticale e di straordinaria precisione. L'acidità, tipica dell'Aligoté, sostiene una materia ricca e una tessitura sorprendentemente cremosa. Il sorso è profondo, salino e incredibilmente persistente, con una lunga chiusura minerale e gessosa che ricorda i grandi Chardonnay della Côte de Nuits, pur mantenendo un'identità assolutamente originale. È un vino che può essere apprezzato fin da giovane, ma possiede un potenziale evolutivo di oltre dieci anni.

CURIOSITÁ:

Il Bourgogne Aligoté "Clos du Roy" 2023 di Sylvain Pataille è una delle più straordinarie interpretazioni dell'Aligoté oggi prodotte in Borgogna. Nato nello storico Clos du Roy di Chenôve, alle porte di Marsannay, questo vino dimostra come un vitigno per lungo tempo considerato "minore" possa raggiungere livelli qualitativi assoluti quando incontra un terroir eccezionale e un vignaiolo capace di interpretarlo con sensibilità e rigore. Sylvain Pataille è oggi uno dei nomi più influenti della Borgogna contemporanea. Enologo e vignaiolo di riferimento della Côte de Nuits, ha costruito la propria reputazione attraverso un lavoro meticoloso sui terroir di Marsannay, adottando una viticoltura certificata biologica e pratiche biodinamiche che rispettano profondamente il suolo e la biodiversità. La sua filosofia è semplice: lasciare che ogni parcella racconti la propria identità senza interventi invasivi in cantina. Il Clos du Roy è uno dei climat più storici della zona di Chenôve. Anticamente conosciuto come Clos des Ducs, appartenne ai Duchi di Borgogna fino al XV secolo, quando, dopo l'annessione del Ducato alla Corona di Francia, assunse il nome di Clos du Roy. Le vigne, piantate tra il 1932 e il 1935, affondano le radici in un suolo povero ma ricchissimo di calcare, ghiaie e ferro, su una collina esposta a sud-est a circa 270 metri di altitudine. È proprio questo terroir a conferire al vino la sua caratteristica energia minerale e la straordinaria capacità di evolvere nel tempo. La raccolta è interamente manuale. I grappoli vengono pressati delicatamente con una pressa verticale, quindi fermentano spontaneamente grazie ai soli lieviti indigeni. L'affinamento si prolunga per circa 24 mesi in botti di rovere usate da 350 litri, con un utilizzo minimo di solforosa esclusivamente all'imbottigliamento. L'obiettivo non è segnare il vino con il legno, ma permettergli di sviluppare profondità e complessità preservando integralmente l'identità del cru.

Sylvain Pataille

Sylvian Pataille conduce con grande passione un domaine che si trova a Marsannay, nella zona più settentrionale delle Côte de Nuits, pochi chilometri a sud di Digione. Si tratta di un vigneron profondamente innamorato del suo lavoro e della sua terra. Dopo aver accumulato un vasto patrimonio di conoscenze, grazie a numerose collaborazioni con cantine della Borgogna, sul finire degli anni ’90 ha deciso di mettersi in proprio con un’idea ben precisa: produrre grandi vini nel modo più naturale possibile. Fin dall’inizio aveva ben chiaro, che per far esprimere i vitigni e il terroir in modo autentico e diretto, era necessario eliminare tutto ciò che si frapponeva tra la pianta e la bottiglia di vino. È nata così l’idea di un ritorno alle origini dell’agricoltura, eliminando tutti i prodotti chimici utilizzati in vigna e gli additivi in cantina.

La ricerca di purezza assoluta, si è tradotta in un approccio al territorio rispettoso dell’ambiente. La sua tenuta si estende su una superficie complessiva di una dozzina di ettari, gestiti applicando i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, con utilizzo solo di zolfo, rame in bassissime quantità e altri preparati naturali. Le viti hanno così trovato un loro equilibrio all’interno di un ecosistema incontaminato e producono uve di eccellente qualità, oltre che sane e genuine. Per evitare di compattare i suoli, Sylvian ha reintrodotto l’utilizzo del cavallo tra i filari, in modo da mantenere il terreno sempre soffice, vitale e ricco di biodiversità naturale. La vigna è il vero centro di tutto il suo lavoro e i suoi vini rispecchiano perfettamente questo sentimento.

Una volta terminate le vendemmie, le vinificazioni si svolgono in modo semplice, con un minimo intervento enologico e con la massima salvaguardia dell’espressione varietale delle uve e del carattere autentico del terroir di Marsannay. Come da consuetudine della zona, Sylvian coltiva Chardonnay Pinot Noir e Aligoté. La profonda conoscenza dei luoghi e delle differenze pedoclimatiche tra le singole vigne, lo hanno condotto a prediligere vinificazioni parcellari, che si traducono in interessanti etichette, capaci di far apprezzare le peculiarità e le sfumature espressive dei diversi lieu-dit del domaine.